Intesa fa il pieno di indipendenti
Enrico Salza: «Io in pensione? Non ne ho alcuna intenzione, ho già preso ufficio in piazza Castello a Torino e farò qualcosa di serio»
MILANO
Archiviato il capitolo nomine, ieri il consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo si è riunito per verificare il possesso dei requisiti d'indipendenza dei propri consiglieri previsti dal codice di autodisciplina delle società quotate. Al termine la banca, in un comunicato, ha precisato che i 19 consiglieri del cds sono risultati tutti indipendenti eccetto il presidente Giovanni Bazoli. In base al codice di autodisciplina, infatti, Bazoli non risulta indipendente visto che nell'ambito del processo di aggregazione tra Intesa e Sanpaolo ricopriva l'incarico di presidente del Cda di Banca Intesa, ovvero della banca incorporante nell'operazione di fusione. Del consiglio di sorveglianza fanno parte: il vicepresidente Elsa Fornero oltre a Mario Bertolissi, Luigi Arturo Bianchi, Rosalba Casiraghi, Franco Dalla Sega, Gianluca Ferrero, Jean-Paul Fitoussi, Pietro Garibaldi, Giulio Stefano Lubatti, Marco Mangiagalli, Gianni Marchesini, Fabio Pasquini, Gianluca Ponzellini, Gianguido Sacchi Morsiani, Marco Spadacini, Ferdinando Targetti, Livio Torio e Riccardo Varaldo.
Intanto lunedì Torino vedrà un altro capitolo della vicenda che ha coinvolto la Compagnia San Paolo in occasione della scelta del presidente del consiglio di gestione. Suor Giuliana Galli e Angelo Benessia si presenteranno nella sede del comune di Torino, dove è stata convocata una seduta congiunta della prima commissione e della Conferenza dei Capigruppo. Ordine del giorno: l'audizione dei componenti nominati da Palazzo civico nella fondazione bancaria. In teoria avrebbe dovuto presentarsi anche Bruno Manghi, ma dopo aver rassegnato le dimissioni sarà assente più che giustificato.
Sull'incontro Suor Giuliana si era limitata a dire: «Siamo in un momento delicato. Ci sono questioni legate alla Compagnia che, prima di diventare pubbliche, vanno ancora analizzate al nostro interno. Preferirei che parlassimo di quello che può fare il nostro ente per il bene del suo territorio, il resto si vedrà più avanti». La vigilia, però, fa pensare che il confronto non sarà tanto sul piano dei programmi della fondazione, quanto sul suo futuro e su quello della presidenza.
No comment di Salza
Non vuole rilasciare alcun commento Enrico Salza, ex presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, sul nuovo management della banca. E non vuole parlare nemmeno della Compagnia San Paolo: «non ne sento parlare da tanto tempo», dice. Salza, alla sua prima uscita pubblica dopo il cambio al vertice di Intesa Sanpaolo, ha scherzato con i giornalisti in occasione della celebrazione degli 80 anni della Pininfarina: «Io in pensione? Non ne ho alcuna intenzione, chi si pensiona diventa stupido». E allora cosa fara? «Ci si riposa un poco, si riflette e poi si fa qualcosa. Ma ci vuole del tempo, devo fare qualcosa di serio. Comunque ho già preso un ufficio in piazza Castello a Torino». Sulla possibile nomina di Giuseppe Mussari alla presidenza dell'Abi, invece, Salza ha commentato: «Va benissimo, l'ho sostenuto».
Mo.D.