Conti: «Enel oltre i target»
L'Ebitda supererà i 16 miliardi, a ottobre l'Ipo Green Power - LA STRATEGIA - Confermate le dismissioni in Spagna e Romania, rilancio sull'atomo: «Una soluzione che renderà l'Italia uguale agli altri»
Antonella Scott
MOSCA. Dal nostro inviato
Da Mosca, a due passi dal Cremlino, Fulvio Conti guarda a Enel, ai suoi programmi di sviluppo, alle prospettive per il nucleare e per le energie rinnovabili incrociando i due piani distinti, Italia e Russia. Si sente fiducioso su entrambi i fronti: Enel, dice, è «ben avviata» a battere le sue stesse aspettative sull'Ebitda previsto nel 2010, superando i 16 miliardi di euro stimati. E non ci saranno ritardi: Conti conferma le tappe del programma di dismissioni nei mercati meno strategici - la rete del gas di Endesa in Spagna e le centrali in Bulgaria, parla di settembre per la prima e dell'estate per le seconda ma non regala cifre: «Pessima idea - sorride - negoziare attraverso la stampa!». Enel, indebitata per 51,9 miliardi di euro, conta così di ridurre il carico a 45 miliardi per fine anno: in particolare, Conti non vede ombre sullo sbarco in borsa di una quota del 30% di Enel Green Power, e immagina un ammorbidimento delle intenzioni del governo di ridurre gli incentivi pubblici alle energie rinnovabili. I certificati verdi non influiranno comunque sull'Ipo, da cui Enel si aspetta di raccogliere 3-4 miliardi di euro: «I due terzi di quel business - afferma - non sono soggetti a incentivi».
L'amministratore delegato di Enel conferma anche la marcia di avvicinamento al nucleare in Italia, fino alle prime centrali nel 2019-2020: «In un paese che ha bisogno di energia - dice - il nucleare non è la sola soluzione e sta accanto alle energie rinnovabili, al carbone con le tecnologie avanzate, all'efficienza energetica: ma ci renderà normali, uguali a Francia, Germania, Svizzera. Siamo forse più bravi degli altri? No, dobbiamo solo essere uguali».
Fulvio Conti però è a Mosca, dove Enel ha organizzato il suo primo Investor Day sulla Russia. Questo è invece un mercato considerato cruciale, in ripresa, e la compagnia italiana vuole ribadire con analisti e investitori la scommessa su un paese in cui è completamente integrata, unendo i tre anelli della catena del valore: l'upstream con Severnerghija, la generazione con Ogk-5, la distribuzione con RusEnergoSbyt. Su questi fronti, spiegano i dirigenti di Enel, è il momento di mettere a rodaggio gli investimenti fatti (3,4 miliardi dal 2004), e rilanciare sul futuro: a partire dal gennaio 2011 la Russia avrà completato la liberalizzazione del mercato - a eccezione delle utenze domestiche - e da qui al 2014 Enel programma di investire quasi un miliardo (982 milioni di euro) per seguire una crescita della domanda di energia elettrica che Carlo Tamburi, responsabile della Divisione internazionale, stima quest'anno al 5%. Rinnovando gli impianti e migliorandone efficienza e impatto ambientale l'obiettivo, ha detto Conti, è quintuplicare l'Ebitda in Russia nel 2014 aumentando i margini di oltre il 20% l'anno, per passare dai 252 milioni del 2009 a 1.099 milioni.
I prossimi tempi saranno particolarmente importanti, perché gli investimenti fatti entreranno in produzione: per la fine del 2011 è atteso il primo gas da Samburgskij Valangian, primo dei giacimenti di Severenerghija, la compagnia della regione siberiana di Yamal-Nenets che Enel (al 19,6%) divide con Gazprom (51%) ed Eni (29,4%). In questo e negli altri giacimenti del gruppo, ha detto a Mosca Marco Arcelli, responsabile Enel per l'upstream gas, la produzione totale prevista al 2020 è di 25-30 miliardi di metri cubi.
Nell'ambito del rinnovamento del parco centrali, alla fine dell'anno entreranno in servizio due nuovi cicli combinati da 410 mw ciascuno con un'efficienza superiore al 55%: l'obiettivo è aumentare la capacità installata da 8.200 a 8.800 mw nel 2011. «Non siamo qui in Russia alla ricerca di materie prime da esportare - ha detto Conti a Mosca - ma per produrre e per restare, nel lungo termine». Allargando il raggio di azione ai settori in cui il governo russo sta aprendosi alla cooperazione con gli stranieri: l'idroelettrico - Enel ha firmato il mese scorso un'intesa con il primo generatore russo, RusHydro, studiando le possibilità di cooperazione nelle rinnovabili - e il nucleare, dopo l'accordo di aprile con la russa Inter Rao Ues che dà a Enel, come ha detto l'amministratore delegato, «ancora non quote, ma una posizione privilegiata» per studiare - prima tra le compagnie straniere - la nascita di una centrale nucleare a Kaliningrad.