Addio a Sergio Augusto Rossi

di Sara Cristaldi
Se ne è andato, in silenzio, lontano dalla sua Grande madre Russia. Terra amata da Sergio Augusto Rossi che ci ha lasciati a 67 anni, molti dei quali spesi all'ombra delle cupole del Cremlino, prima come ricercatore poi dalla meta degli anni 80, allo sbocciare della Perestrojka di Gorbaciov, come primo corrispondente del Sole 24 Ore da Mosca. Testimone e cronista, nel corso dei decenni, anche degli alti e bassi dei rapporti di business italo-sovietici-russi. Da ultimo con «Diritto & Economia della Russia e delle Csi», la rivista da lui fondata.
Laurea con Norberto Bobbio a Torino con una tesi sulla Cremlinologia, ha avuto tra i suoi maestri Luigi Firpo e Alessandro Passerin d'Entreves. Negli anni ha collaborato alla Stampa, e ha lavorato per la Fondazione Agnelli, l'Atlantic Institute e l'Office Italia della Nato. Perché gli armamenti erano l'altro suo grande interesse, al punto che contribuì al primo Libro bianco della Difesa voluto dall'allora ministro Giovanni Spadolini. Studioso e amante della lingua e della letteratura russe, era approdato sulle rive della Moskva nel 1971 con una borsa di studio. Fu allora che in ambasciata conobbe Marina, lettrice di italiano, che sarebbe diventata sua moglie e madre di Federica e Anna Claudia, fin da bambine messe a catalogare le news su carta che i telex sputavano incessantemente nei "chiusi" anni 80 che avrebbero però portato alla "liberatoria" apertura del Muro di Berlino. Un collega un po' timido e discreto quando si aggirava, tra un viaggio e l'altro in Italia, tra i corridoi della redazione milanese. Non tornerà più.
Do Svidania, Sergei.