Una «zona» italiana in Bielorussia

Offerti alle imprese terreni ed esenzioni fiscali fino a 5 anni a Brest - Fs-Poste italiane gestiranno il traffico merci tra il Veneto e il mercato bielorusso -  Polo medicale a Molodecno - I piani di Ansaldo e Danieli.

Gerardo Pelosi
 
MINSK. Dal nostro inviato
Dall'Aquila alle porte di Minsk. La Ergon Sutramed di Magliano dei Marsi sta creando un polo medicale d'eccellenza tutto italiano a Molodecno, a 70 chilometri dalla capitale bielorussa. Il direttore generale e proprietario, Antonio Giovanni Sorbara, spiega come l'azienda (130 dipendenti in Abruzzo e forti legami con l'Università dell'Aquila) sia presente in Bielorussia dal 2002 dove ha investito 5 milioni di euro per uno stabilimento che produce fili per suture chirurgiche. «Negli ultimi due anni il Paese si è sempre più aperto agli investimenti stranieri e il nuovo corso del presidente Lukashenko aiuta il processo». C'è attesa anche nelle parole di un altro imprenditore di Brescia, Catullo Mascioli, unico italiano presente nella zona economica speciale di Brest dove la sua Nt trade group produce apparecchi per il digitale terrestre, uno dei business più lucrosi in questa nuova frontiera del Nord-Est per le aziende italiane.
Ma l'intenzione di Adolfo Urso, viceministro dello Sviluppo economico, è di trasformare la Bielorussia in una nuova Timisoara per le aziende italiane, cogliendo le opportunità che l'apertura della Bielorussa può offrire al nostro sistema. Di tutto questo Urso ha parlato ieri a Minsk nel corso di un business forum e negli incontri con il primo ministro Sergej Sidorski, il ministro dell'Economia Nikolaj Ghennadievich e quello delle Infrastrutture Aleksander Ilich. Molte le opportunità per le aziende italiane nell'edilizia, nel biomedicale, nell'industria pesante e nella logistica. «Grazie alla visita di Berlusconi a fine novembre – ha osservato Urso - primo leader occidentale ad avere visitato la Bielorussia dopo 15 anni, puntiamo a rafforzare la partnership economica e commerciale». È pronto anche un consistente pacchetto finanziario da 215 milioni di euro tra linee di credito agevolate pubbliche e private. Il plafond assicurativo della Sace è stato elevato da 20 a 50 milioni di euro, Mediobanca ha approvato una linea di credito da 70 milioni con garanzia sovrana per supportare l'export di beni strumentali mentre Intesa San Paolo ha messo a disposizione 55 milioni e Unicredit 40.
L'interesse delle autorità di Minsk è testimoniato oltre che dai 350 incontri "B to B" anche dai due accordi firmati ieri con Urso sulle piccole imprese e sulla zona franca di Brest, ai confini con la Polonia, creato nel'96. Il governatore della regione di Brest, Kostantin Sumar, durante il business forum ha prospettato la possibilità di ospitare in 170 ettari dei due siti di Kozlovichi e di Airport le imprese italiane offrendo loro gratis il terreno ed esenzioni fiscali fino a 5 anni. Dal 9 marzo prossimo, poi, proprio a Brest arriverà direttamente da Portogruaro il primo treno merci italiano Marco Polo express, frutto dell'acquisizione da parte delle Ferrovie italiane della Polfer polacca. Riccardo Brunelli, presidente di Italia logistica, società mista Fs-Poste italiane che gestirà il collegamento, ha spiegato come in tre giorni le merci potranno viaggiare dall'Italia alla Bielorussia e in cinque giorni fino a Mosca con possibili estensioni ad Almaty in Kazakshtan. Grande interesse al mercato bielorusso sta dimostrando anche il gruppo Finmeccanica. La Elsag sta automatizzando le poste locali, mentre sono stati raggiunti accordi per il controllo e la automatizzazione delle ferrovie e delle tecnologie satellitari. Nel settore energetico Ansaldo energia sta valutando progetti di nuove centrali e la Danieli di Udine sta discutendo un progetto per laminati piani a Zhlobin.