Sorpresa, il russo più ricco è il silenzioso re dell'acciaio
Antonella Scott
«Noi stessi eravamo increduli», raccontano alla redazione di Finans, rivista russa che ogni anno, due mesi prima di Forbes, compila la lista degli oligarchi più ricchi del paese. Eppure, dopo aver controllato e ricontrollato, al primo posto si confermava «il candidato più inatteso», Vladimir Lisin, re dell'acciaio e del tiro alle oche selvatiche. L'uomo che nel dicembre 2008, in piena crisi economica, capeggiava la classifica Bloomberg dei patrimoni più colpiti, 22 miliardi di dollari di perdite. Oggi Lisin "la Volpe" ha ricostituito una fortuna di 18,8 miliardi - metà del patrimonio di Bill Gates - e con questa ha superato i ben più famosi Mikhail Prokhorov e Roman Abramovich, per non parlare di Oleg Deripaska. Prudenza e discrezione sono le virtù che gli vengono riconosciute sopra ogni altra: e se l'economia mondiale manterrà la rotta attuale, scrive Finans, «in prima posizione Lisin ci potrà restare a lungo».
È la rivincita dell'economia reale sugli oligarchi della finanza: oggi, cinque dei primi dieci nomi nella lista di Finans sono legati ai metalli, due al petrolio. Risollevati dai generosi pacchetti di aiuti del governo Putin, dai rally dei mercati azionari e dalla ripresa della domanda: in totale, il numero dei miliardari russi è risalito in un anno da 49 a 77 (erano 101 nel 2008), mentre il valore dei primi dieci patrimoni passa da 76 a 139,3 miliardi. Alle spalle di Lisin, 17,85 miliardi per Prokhorov (secondo posto), 17 per Abramovich (3°), 13,8 per Deripaska (6°), in recupero dopo la caduta dal trono su cui sedeva nel 2008.
Quella di Lisin, 54 anni, è la storia di un meccanico diplomato in Siberia, salito pian piano ai ranghi di manager alla fine degli anni 80, in tempo per partecipare alle spietate guerre dell'alluminio dell'era Eltsin. Diradata la polvere, Lisin si ritrovava in mano uno degli stabilimenti siderurgici più moderni di Russia, la Novolipetsk Steel: ne ottenne il controllo dopo aver acquisito la quota di George Soros. Ecco il segreto del successo, secondo Finans: «Lisin riconosce i propri errori in tempo, si sbarazza delle attività rischiose. È ben contento di non farsi pubblicità, e si tiene a giusta distanza dal Cremlino». Dove non gli mancano i contatti importanti, non avendo mai messo il naso in politica.
Lo zar di Lipetsk non fa notizia acquistando yacht da sogno o squadre di calcio, eppure ha le sue passioni: i sigari cubani e la caccia, Lisin è presidente dal dell'Associazione russa di tiro e della Confederazione europea. Le proprietà all'estero non mancano, riflesso della sua natura riservata e dei suoi hobby: dal 2005, anno in cui la Novolipetsk Steel debuttò alla Borsa di Londra, Lisin è anche laird del misterioso Aberuchill Castle, Highlands scozzesi, acquistato per 15 milioni proprio ai danni di Abramovich. In Russia invece il luogo preferito è il suo club di lusso per amanti del fucile, la "Tana della Volpe", soprannome più che adeguato per un uomo che ha ridato le ali alle azioni della propria compagnia, pronto a cavalcare ripresa prezzi e della domanda di acciaio. Non dovrà ringraziare solo questo: l'estate scorsa il primo ministro russo promise ai grandi della siderurgia nazionale di non abbandonarli. La "Tana della Volpe" è frequentata spesso da visitatori illustri e potenti, e tra loro c'è Vladimir Putin. In Russia è qui - alla fine - che tutto ritorna.