Intesa Sanpaolo apre a Vladivostok

Sergio A. Rossi
VLADIVOSTOK
Intesa Sanpaolo pianta la bandierina sulle rive del Pacifico, inaugurando ieri la sua filiale di Kmb Bank, controllata al 75% dal gruppo italiano, nel centro di Vladivostok, la principale città portuale russa nell’Estremo Oriente, nonché polo di proiezione economica verso i Paesi dell’Asia orientale.«È una scommessa che ci sta già dando i primi risultati interessanti, e promette bene, sul piano del business bancario, in una regione certo lontana da Mosca, ma che è in realtà al centro di un’area strategica, posizionata tra i due grandi mercati di Cina e Giappone». In questo modo, Antonio Fallico, presidente di Zao Banca Intesa, spiega come attraverso Kmb Bank, una delle maggiori banche regionali, con oltre 60 uffici in 25 regioni russe, da Kaliningrad a Khabarovsk, il gruppo si collochi su una doppia direttrice di sviluppo. La prima è appunto quella regionale, in una zona dell’Estremo Oriente oggetto di speciale attenzione da parte del Cremlino, con un programma finalizzato di sviluppo al 2008-2013, già approvato nel 2007, e che prevede investimenti fino ad oltre 9 miliardi di euro in grandi progetti industriali, energetici e logistici. Tra questi, emerge come prioritario il progetto di sviluppo di Vladivostok 2012, quando la città dovrà ospitare il vertice internazionale dei paesi dell’Asia Pacifico, e quindi ha in programma un piano di profonda ristrutturazione urbanistica, edilizia e logistica, del valore finora stimato ad oltre 4 miliardi di euro.
La seconda direttrice si inserisce nell’attuale boom del settore bancario russo, al servizio della crescita dell’economia nazionale, che malgrado una relativa flessione in giugno, continua su livelli del Pil superiori al 7% annuo. Obiettivo principale di Kmb Bank è infatti sviluppare il "retail" e i crediti alle pmi, ma anche il Corporate, il leasing e il Merchant banking.
Dal giugno 2007 alla prima metà del 2008, la banca ha accresciuto del 77,2% il portafoglio prodotti per le pmi, con crediti nella regione di Vladivostok vicino ai 36 milioni di euro, mentre il suo totale di portafoglio in Russia ha superato 1,2 miliardi di euro.
In effetti, nell’odierna congiuntura finanziaria internazionale, le banche russe, quasi indenni dalla crisi dei mutui, appaiono un po’ come «un’isola felice ». I più recenti dati della Banca centrale indicano che nel maggio 2008 gli attivi bancari russi sono cresciuti dell’11,5%, rispetto ai primi di gennaio, fino all’equivalente di 604 miliardi di euro, ma su base annua, cioè sul maggio 2007, la crescita è stata del 31,7 percento. Inoltre, con un’inflazione, oggi di circa il 15% annuo, i tassi di interesse stanno risalendo, e quindi la popolazione ha accresciuto i depositi bancari del 34,3% nei primi cinque mesi 2008.


Il Sole 24 Ore, 26.07.2008