Un anno e mezzo su Marte (per finta)

ESPERIMENTO - Vivranno chiusi in una sorta di astronave costruita per analizzare gli effetti fisiologici e psicologici dell'isolamento

Antonella Scott
MOSCA. Dal nostro inviato
Quando hanno chiuso la porta, ieri mattina, e iniziato il viaggio più lungo. Si spingeranno dove l'uomo non e mai arrivato. Sei astronauti sono partiti ieri per Marte, dall'Istituto per i problemi biomedici di Mosca. Torneranno tra 520 giorni: e non si saranno mossi di un millimetro. La loro missione e virtuale.
Occorreranno anni prima che l'uomo possa mettere piede sul pianeta rosso. Ma finora nessun esperimento aveva simulato cosi il viaggio vero e proprio: l'obiettivo e capire come un essere umano reagisce volando in un mondo che non e il suo. Che effetti ha l'isolamento su aspetti fisiologici e psicologici quali lo stress, il sonno, l'umore, l'equilibrio ormonale. E prima ancora di rendere possibile una missione vera, questa ricerca aiuterà a capire meglio i comportamenti sulla Terra.
Il team di Mars 500Un anno e mezzo in una casa senza finestre, fatta di quattro cilindri d'acciaio interconnessi. Non sarà una passeggiata per i sei - tre russi, un francese, un cinese e un italo-colombiano. L'esperienza deve essere più realistica possibile - le stesse scomode e claustrofobiche condizioni che incontrerebbero se davvero potessero posarsi sul pianeta rosso. Cattivi odori, contatti con il mondo solo via mail, un ritardo di 20 minuti in ogni comunicazione con Mosca. Un ambiente simile alla Stazione spaziale internazionale in orbita attorno alla Terra, ricreato dall'Agenzia spaziale europea insieme all'Istituto biomedico moscovita: sei camere da letto, serra, palestra, dispensa. Per chi volesse seguire l'esperimento passo dopo passo, l'istituto di Mosca e Google Russia hanno creato un portale - www.google.com/mars500 - che ogni giorno darà conto delle ricerche e dei progressi fatti, offrendo in aggiunta tour virtuali di Marte e la lettura - in inglese e russo - di un romanzo sull'esperimento a cui scrittori russi di science-fiction aggiungeranno ogni settimana un capitolo. Mars 500. Cinquecentoventi giorni e il tempo necessario per un'andata e ritorno da Marte - 250 l'andata, 240 il ritorno, 30 di "soggiorno", con uscite sul quinto modulo della finta astronave che simula la superficie di Marte con rocce e sabbia. Spetterà a tre uomini dell'equipaggio: "sbarcare" per un mesetto.
In conferenza stampa, ieri mattina, i sei eroi dello spazio virtuale - volontari - hanno spiegato la ragione della loro scelta, e hanno cercato di immaginare cosa peserà loro di più. La lontananza dalla famiglia e dagli amici (il comandante, il russo Aleksej Sitjev, si e appena sposato), il sole, l'aria fresca. Non sembra da poco il problema di cosa fare nei week-end: gli astronauti condurranno esperimenti e cureranno la manutenzione dell'astronave cinque giorni alla settimana, ma il week-end e sacro anche nello spazio. «Sono un po' preoccupato per gli imprevisti, soprattutto psicologici», ha confidato l'astronauta-ingegnere che viene dall'Italia, Diego Urbina, 27 anni. Per complicargli ulteriormente la vita e metterli alla prova, "da Terra" simuleranno black-out, problemi tecnici ed emergenze mediche. Non si sa mai.
Non ci sarà solo Diego Urbina a rappresentare l'Italia. Il monitoraggio delle condizioni psicofisiche dei sei e affidato al Centro Extreme di Pisa, ricercatori dell'Istituto di fisiologia clinica del Cnr, della Scuola superiore di Sant'Anna e dell'Università di Pisa.