Fitch taglia il rating di Mosca

Altri 40 miliardi alle banche - Pesa la fuga dei capitali e lo stato dei conti pubblici - Lo shock ha causato al settore finanziario danni per mille miliardi

Vladimir Sapozhnikov
MOSCA
Bocciato il rating della Russia. L'agenzia Fitch ha declassato da BBB+ a BBB la valutazione sul suo debito pubblico, seguendo l'esempio di Standard & Poor's, che all'inizio di dicembre aveva fatto la stessa cosa (taglio da BBB+ a BBB).
Alla base della decisione di Fitch, che ritiene probabili nuove bocciature per la Russia, ci sono la fuga di capitali (nel 2008 il divario tra l'export e l'import di capitali è stato di 129,9 miliardi di dollari), più una drammatica contrazione delle riserve valutarie e aurifere, che nei sei mesi passati sono diminuite di 210 miliardi di dollari, scendendo alla fine di gennaio a quota 386,5 miliardi di dollari. «Questi due fattori - ha sottolineato Edward Parker, responsabile di Fitch per i mercati emergenti europei - hanno messo in difficoltà il bilancio della Russia».
La perdita di affidabilità sulla tenuta dei conti è un brutto colpo per un Paese che poco più di dieci anni fa andò in default.
Fitch, ieri, ha declassato anche il rating di 14 banche russe. Proprio per aiutare gli istituti di credito a far fronte alla crisi - in primo luogo quelli statali, tra cui la banca Vtb che ieri ha già ricevuto 200 miliardi di rubli (5,55 miliardi di dollari) - il Governo ha deciso di stanziare altri 40 miliardi di dollari per la ricapitalizzazione. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze Alexei Kudrin, aggiungendo che Mosca non ha allo studio piani per chiedere prestiti internazionali e che il Governo difenderà l'economia reale e l'occupazione. Mosca aveva già promesso, lo scorso anno, 26,3 miliardi di dollari alle banche principali.
L'economia soffre a causa del calo dei prezzi delle materie prime, in primo luogo petrolio e gas, mentre la chiusura del mercato dei capitali alle società e alle banche ha causato enormi problemi soprattutto per quel che riguarda il rifinanziamento dei debiti. Secondo le stime di Gherman Gref, presidente della maggiore banca statale russa Sberbank, ed ex ministro dell'Economia, la crisi globale avrebbe causato danni al settore finanziario russo per mille miliardi di dollari.
Dopo essere cresciuto del 5,8% nel 2008, quest'anno il Pil russo potrebbe diminuire, ma ieri la Borsa ha preferito seguire il positivo trend globale, ignorando il declassamento: gli indici Rts e Micex hanno guadagnato rispettivamente lo 0,5% e l'1,58 per cento.


“Il Sole 24 Ore”, 05.02.2009, p.7