Gli imprenditori russi in coda come nei vecchi tempi dell’Urss
Un solo ispettorato a Mosca dove presentare i documenti per il riconoscimento delle società - I ‘barboni’ cedono il posto per 100-200 dollari.
Vladimir Sapozhnikov
MOSCA
Una coda di queste proporzioni, lunga più di tre chilometri, non si vedeva a Mosca dai tempi sovietici. Per il numero di persone, e per la tristezza stampata sul loro viso, fa tornare alla mente le code del secolo scorso davanti al mausoleo Lenin, piazza Rossa.
Ma questi non sono attivisti del partito, venuti a Mosca da tutta l’Urss per rendere omaggio al suo fondatore: sono amministratori delegati di milioni di società a responsabilità limitata. In base a una nuova legge federale, hanno tempo fino al 31 dicembre prossimo per rifare l’intero pacchetto di documenti necessari al riconoscimento della società. E oggi, 18 anni dopo lo sfacelo dell’Urss, al posto del mausoleo Lenin abbiamo l’ispettorato n.46 del Servizio tributario di Mosca, l’unico tra tutti i 50 ispettorati tributari della capitale a cui è stato affidato l’incarico di cambiare la registrazione delle Srl in base alle nuove regole.
L’ispettorato registra da 500 a 1.000 nuove Srl al giorno. Nonostante gli orari di chiusura siano stati spostati dalle 6 alle 9 di sera, gli imprenditori devono mettersi in coda fin dalle 5 del mattino. Solo così, dopo ore di attesa, possono raggiungere in tempo uno dei 77 sportelli (i businessman raccontano che di fatto ne restano aperti una sessantina o meno). E proprio come ai tempi sovietici quando dai banchi dei negozi mancava tutto -dalle salsicce ai pantaloni, dai detersivi ai televisori (ma mai la vodka né i 55 volumi delle opere di Lenin) - la scarsità ha generato ingegnose forme di speculazione.
I ‘barboni’ che abitano vicino all’ispettorato n.46 si alzano prima degli amministratori delegati o dormono davanti al portone per vendere il proprio posto in coda. Il prezzo: tra i 3.000 e i 6.000 rubli (100-200 dollari circa).
«Basta tormentare l’imprenditoria», ha detto lo scorso luglio il presidente russo, Dmitrij Medvedev, lanciando una campagna contro la burocrazia e la corruzione: «Così non possiamo continuare», ha ripetuto due giorni fa il presidente, incontrando i rappresentanti delle grandi imprese.
In tanti sperano in lui, in tanti sono già disillusi. Per ora, la risposta dei burocrati al leader del Cremlino è questa coda interminabile. Gli imprenditori di Mosca l’hanno già chiamata ‘via crucis’.