Intesa Sanpaolo lancia Cariveneto

Il nuovo istituto si presenta con 548 sportelli e una quota di mercato del 16,5%: con il piano 2008-2009 altre 20 filiali

Eleonora Vallin

PADOVA
E' il Veneto la regione prescelta per sperimentare la prima banca regionale d'Italia. Il nuovo istituto, che è stato presentato ieri ma nascerà formalmente lunedì 29 settembre, porta il nome storico di Cassa di Risparmio del Veneto e nasce dall'integrazione di 186 sportelli Intesa Sanpaolo con la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. «Una realtà nuova – l'ha definita l'ad Corrado Passera – che servirà da modello anche per altre regioni. Siamo partiti da qui perché il Veneto se lo merita – ha aggiunto Passera – ed è un'area ideale per testare la nostra filosofia di Banca dei territori, ovvero: un sistema ben radicato sul locale con alle spalle un grande gruppo nazionale e strutture in grado di risolvere problemi specifici».
I numeri parlano da soli. Esclusa Venezia (dove Intesa Sanpaolo è presente con un'altra realtà territoriale propria, la Cassa di Risparmio di Venezia che si è sempre contraddistinta come provincia e marchio a sé) il nuovo operatore si presenta con 548 sportelli e una quota di mercato del 16,5%, 19,2 miliardi di impieghi (16,9%) 32,1 miliardi di attività finanziarie (18,3% la quota di mercato per i depositi.) Quanto a sportelli la Cassa si posiziona dunque al primo posto nelle province di Padova e Rovigo (roccaforti Cariparo), al secondo a Belluno e Treviso, al terzo a Verona e Vicenza, dove imperano Banco Popolare e BpVi.
Il piano 2008-2009, illustrato dal presidente Orazio Rossi e dal direttore Rinaldo Panzarini, prevede già l'apertura di una ventina di nuovi sportelli su Treviso, Verona e Vicenza. Sul fronte dei prodotti è invece stato siglato proprio nei giorni scorsi un accordo con l'Esu, la Regione del Veneto e gli Atenei per nuove forme di finanziamento agli studenti meritevoli. Due, infine, le operazioni di project financing a sostegno di aziende territoriali (per la realizzazione di un impianto eolico e la produzione di silicio per fotovoltaico, ancora in trattativa) anche se sono già una decina le imprese al vaglio della Cassa per un'entrata diretta come azionista.
Cariveneto«Valorizzeremo le eccellenze locali – anticipa il direttore generale Pietro Modiano – riaffermando il valore del radicamento con un forte obiettivo: crescere. Solo il 5% delle imprese regionali sono state sostenute da banche nell'internazionalizzazione. Noi colmeremo questo gap». Il sostegno alle Pmi venete sarà però anche sul fronte degli investimenti in ricerca e sviluppo (già 34 gli accordi sottoscritti con le associazioni di categoria e i Consorzi Fidi per uno stock di crediti in essere pari a 500 milioni). L'impegno sarà diretto anche ai privati, soprattutto per la sostenibilità del bilancio familiare. Sul fronte pubblico l'istituto svolge già, invece, servizi di tesoreria per quasi 500 amministrazioni tra province, comuni, camere di commercio e Ulss per un totale di flussi intermediati di 12 miliardi annui. E sostiene anche il mondo del nonprofit che in Veneto conta circa 415mila impiegati con movimenti finanziari di sei miliardi.