Mosca presta due miliardi all'Ucraina
I negoziati con il Fondo monetario internazionale vanno per le lunghe, ma il deficit di bilancio non può attendere. Cosi le nuove autorità al potere in Ucraina hanno chiesto alla Russia quei due miliardi di cui avevano bisogno: tra il 31 maggio e 10 giugno le riserve della Banca centrale sono cresciute proprio di due miliardi. Un prestito-ponte da Vneshtorgbank, conferma l'ambasciatore russo a Kiev Mikhail Zurabov. Fonti bancarie ucraine aggiungono: non e un regalo. A un tasso di interesse del 6,7%, il prestito ha una scadenza di sei mesi, rinnovabili tre volte. Soldi da restituire tra due anni insomma, e senza le condizioni che rendono difficili le trattative con il Fondo. I negoziati riprenderanno nei prossimi giorni: il 21 giugno e attesa a Kiev una missione da Washington, ma dopo l'avvento al potere di Viktor Yanukovich l'Fmi non e più la sola alternativa e Serghej Tighipko, il vicepremier responsabile per le trattative, aveva gia fatto il nome di Mosca. Nei suoi primi cento giorni Yanukovich ha rivoluzionato i rapporti con il vicino, deteriorati nell'era Yuschenko, riuscendo pero a mantenere un certo equilibrio. Manovra che nel tempo, man mano che i "favori" russi si moltiplicano, gli riuscirà sempre più difficile.