Banca Imi sfida le Borse con il capitale protetto
Se gli indici si muovono al rialzo c'è un ritorno del 6,75% annuo
Carlo Mazzola
Dopo due anni di crisi economica e finanziaria l'instabilità continua ad imperversare.
Gli investitori come reazione stanno mantenendo quote risicate dei propri patrimoni investite in asset rischiosi, ma sono consapevoli che i rendimenti offerti dai titoli di stato ad elevato merito di credito siano insufficienti. Guardando lo yield annuo a scadenza del bund decennale prossimo al 2,6% è difficile sostenere che questo possa remunerare adeguatamente il rischio inflazionistico.
I certificati a capitale garantito possono offrire scenari più appetitosi con lo scenario peggiore costituito dalla mera restituzione di quanto investito.
Nell'ultimo periodo gli emittenti si sono concentrati su prodotti di tipo autocallable, spesso con più sottostanti dove nei fatti il risparmiatore scommetteva sulla performance del peggiore e, quindi, la diversificazione "remava contro" le aspettative di rendimento. Il nuovo equity protection di Banca IMI (Isin IT0004626039), in collocamento dal 20 luglio fino al 27 agosto, offre un payoff in cui la diversificazione consente effettivamente di contenere la rischiosità oltre ad offrire il rimborso del capitale investito, se sottoscritto all'emissione.
La performance a scadenza del certificato dipenderà dalla performance del basket di indici azionari internazionali dal giorno di valutazione iniziale (1 settembre 2010) fino a quella finale (19 agosto 2016). Il paniere dei sottostanti è composto dall'Eurostoxx 50, dallo S&P 500, dal Nikkei 225 e dall'Hang Seng.
Il meccanismo di attribuzione della performance non considera le valute in cui sono denominati i vari indici: il certificato è di tipo "quanto", perché offre ai risparmiatori la copertura dalle oscillazioni del rischio di cambio.
Il peso all'interno del basket dei vari indici non è uguale: Eurostoxx 50 (35%), S&P500 (40%), Nikkei 225 (15%) e Hang Seng (10%). A limitare la redditività dello strumento c'è però un cap posto a 148, poco generoso se si considera la durata del certificato. Come conseguenza il rendimento annuo massimo ottenibile è pari al 6,75%, non eclatante, ma ricordiamo come bond a reddito fisso di Intesa SanPaolo con durata simile offrano yield prossimi al 3,6 per cento. Lo scenario peggiore offerto da questo equity protection è costituito dal mero rimborso a scadenza del valore nominale (100 euro). Occorre però segnalare come l'investitore in certificati sacrifica i dividendi che corrisponderanno i titoli azionari compresi nei vari indici e che per l'Eurostoxx 50 è atteso complessivamente pari al 4,74 per cento. La correlazione tra i vari indici è elevata tra quello dell'eurozona e quello Usa, mentre l'Hang Seng ha un legame meno netto con la dinamica degli altri listini.
Nel prospetto l'emittente comunica che chiederà la quotazione al TLX nell'apposito segmento e potrebbe chiedere l'ammissione anche sul circuito di Borsa Italiana.