Banca italo russa per l’energia

Prevista entro l’anno la nascita dell’istituto per finanziare i grandi progetti di entrambi i Paesi - La proposta al vertice di Mosca tra Putin e 14 top manager dell’industria - Nella delegazione guidata da Luisa Todini anche Emma Marcegaglia - Apprezzato dal presidente Vladimir Putin l’hi-tech di Finmeccanica

Sergio A. Rossi
MOSCA
La costituzione di una Banca mista italo-russa per gli investimenti, che dovrebbe finanziare i grandi progetti nei due Paesi, in particolare nel settore energetico, è stata una delle principali proposte emerse nell’incontro con 14 top manager industriali e finanziari italiani, che il presidente Vladimir Putin ha ospitato il 2 aprile scorso nella sua residenza di Novo Ogariovo, nei verdi dintorni di Mosca.
Alla tavola del leader del Cremlino si sono infatti seduti Rosario Alessandrello, presidente della Camera di commercio italo-russa, Giovanni Batoli, presidente del gruppo Intesa-San Paolo, Antonio Fallico, presidente di Zao Banca Intesa in Russia, Alessandro Castellano, ad di Sace, Fulvio Conti, presidente Enel, Pietro Ferrero, ad di Ferrero International, Pier Francesco Guarguaglini, e Leonardo Pavoni,  presidente e vice presidente di Finmeccanica, Emma Marcegaglia, presidente designato di Confindustria, Marco Milani, ad di Indesit, Roberto Nicastro, deputy Ceo di Unicredit, Gianfelice Rocca, presidente di Tekint, e Luisa Todini, presidente di Todini Finanziaria e copresidente del Foro di dialogo italo-russo per la società civile (nel cui ambito si è svolto l’incontro), insieme a Sergej Jastrezhembsky, rappresentante speciale di Putin per i rapporti con l’Unione europea.
GraficoAl capitale della banca mista italo-russa di investimenti, secondo l’idea italiana, appoggiata immediatamente dallo stesso Putin, dovrebbero partecipare il gruppo Intesa-Sanpaolo, Gazprom, Vneshekonombank e altri operatori nel settore dell’energia. L’istituto dovrebbe essere fondato auspicabilmente entro l’anno, in Italia, per finanziare progetti di investimenti produttivi non solo nei due Paesi, ma anche in Paesi e mercati terzi di comune interesse.
Il vertice, oltre a fare il punto dei progetti in corso, ha dato modo al presidente Putin di apprezzare particolarmente il lavoro di Finmeccanica al superjet civile S-100 insieme a Sukhoj, e inoltre gli ingenti investimenti di Enel nelle centrali elettriche russe. Fulvio Conti ha infatti confermato come il gruppo elettrico italiano, che ha investito finora quattro miliardi di euro, dovrebbe aggiungere altri 2,2 miliardi entro il 2012, di cui 1,5 nella Genco russa Ogk-5 ed il resto nello sviluppo dei campi di gas di Sever Energia, la joint venture con Eni. Da notare che tutti e due i presidenti di Enel ed Eni avevano incontrato separatamente in mattinata a Mosca il numero uno di Gazprom, Alexei Miller.
Citando i dati di sviluppo del commercio italo-russo, che ha raggiunto nel 2007 i 36 miliardi di dollari secondo i dati russi, e i 23,9 miliardi di euro per l’Istat, Putin ha osservato, alludendo alle elezioni anticipate italiane, che «indipendentemente dalle vicende politiche, i nostri rapporti dovranno diventare ancora più ampi e profondi». E più specificamente, oltre al progetto del gasdotto South Stream, che dovrebbe garantire la stabilità a lungo termine delle forniture di gas russo all’Europa meridionale, il leader del Cremlino ha sottolineato come vi siano in cantiere grandi progetti congiunti nel settore dei trasporti, dello spazio, delle telecomunicazioni e della cooperazione produttiva.
Nell’alimentare, Ferrero dovrebbe investire almeno 100 milioni di euro in uno stabilimento per prodotti a base di cioccolato in Russia, mentre Indesit, già leader del mercato delle lavatrici con il suo stabilimento a Lipetzk, sta favorendo l’afflusso di piccoli e medi produttori italiani di componentistica in quest’area. Finora, vi sono circa 800 imprese miste italo-russe, che assicurano almeno 25mila posti di lavoro, ma tutto questo dovrà ancora aumentare. E sopratutto, Putin tiene all’ingresso di capitali e tecnologia italiana nei grandi progetti di infrastrutture, come quelle per i giochi olimpici invernali previsti a Sochi nel 2014.
Su questo argomento si è soffermata Luisa Todini, collegando la vittoria della Russia per Sochi con quella recente di Milano per l’Expo 2015, e sottolineando di conseguenza il ruolo propulsore che potranno avere le piccole e medie imprese italiane, «di cui noi siamo i portatori sani». Dunque, un’impressione e un’immagine positiva di questo incontro ha accomunato i consensi degli imprenditori italiani, per i quali è apparso chiaro come Vladimir Putin, nel suo futuro ruolo di primo ministro russo con la nuova presidenza Medvedev, sia fermamente intenzionato ad una particolare cura e attenzione per l’economia, rimanendo il principale interlocutore operativo.
Lo ha confermato la stessa Emma Marcegaglia, al suo primo debutto internazionale come presidente designato di Confidustria, ricordando sia l’esperienza positiva della proprio gruppo siderurgico sul mercato russo, sia le odierne prospettive di nuove produzioni congiunte per i semilavorati di acciaio. Ma già si pensa ad una risposta istituzionale diretta agli inviti di Putin, e Confindustria potrebbe organizzare prossimamente una importante missione imprenditoriale in Russia.

 

“Il Sole 24 ORE”, 3 aprile 2008