I big del credito: più donne nei Cda

CAMBIAMENTI IN ARRIVO - I manager di Intesa Sanpaolo e UniCredit favorevoli alla proposta di legge per portare al 30% la presenza femminile nei board

Monica D'Ascenzo
«Valorizzare il talento femminile e giusto e nell'interesse del Paese». Corrado Passera, a.d. di Intesa Sanpaolo, ieri in sede di audizione alla commissione Finanze della Camera si e detto favorevole al disegno di legge per l'introduzione di quote di genere nella composizione dei cda presentato dalla parlamentare Lella Golfo. «Di per se – ha dichiarato l'a.d. di Intesa Sanpaolo – le quote rosa sono un concetto in contrasto con la meritocrazia, ma credo che introdurle sarebbe una cosa buona che potrebbe accelerare un processo virtuoso». Passera nel suo intervento ha anche ricordato come l'Italia sia in ritardo rispetto al resto d'Europa e per questo ha espresso un parere positivo sull'introduzione di una "misura provvisoria" come strumento di forzatura perche avvenga un cambiamento che fatica a realizzarsi. In commissione Finanze Passera ha portato anche l'esperienza del gruppo che guida: nei consigli di sorveglianza e gestione ci sono 2 donne e il 10% dei consiglieri di amministrazione delle società del gruppo sono donne. Inoltre un terzo dei ruoli di responsabilità nel gruppo (di quadri, funzionari e dirigenti) e affidato a manager donna, percentuale che scende intorno al 10% nelle posizioni apicali. In Intesa Sanpaolo, ha sottolineato il consigliere delegato, «abbiamo fatto molto lavoro in questa direzione», anche se «non siamo ancora pienamente soddisfatti».
Dello stesso avviso e anche l'a.d. di UniCredit, Alessandro Profumo: «Pur riconfermando il principio della meritocrazia come criterio di riferimento nella gestione e sviluppo delle risorse, ritengo tuttavia che introdurre un meccanismo come quello delle quote sia utile per accelerare un cambiamento che nel nostro paese sta richiedendo tempi estremamente lunghi. Sono da tempo sostenitore convinto del fatto che una presenza maggiore di donne nelle posizioni di vertice aumenti la competitività». “La storia di una donna-banchiere”, copertina di un libro russoIn UniCredit le donne rappresentano il 9% nel cda della holding, il 22% dell'executive management committee e il 58% del totale dei nostri dipendenti. «Come gruppo – prosegue Profumo – ci siamo dati l'obiettivo di arrivare nel 2018 a una composizione bilanciata tra uomini e donne nel team di vertice, come le recenti promozioni confermano, a esempio quella di Monica Cellerino come responsabile di territorio per la Lombardia in Italia, o di Alicja Kornasiewicz come Ceo in Polonia».
L'apertura dei vertici dei due principali gruppi bancari italiani riflette un cambiamento nel management in direzione dell'introduzione delle quote di genere. Ora resta da capire se ci sia la volontà politica per assecondare un cambiamento chiesto da un'asse trasversale di parlamentari sia alla Camera sia al Senato. «La proposta di legge per introdurre quote di genere del 30% nei board delle società quotate – ha spiegato la deputata Lella Golfo (Pdl) – dovrebbe essere presto approvata in commissione e approdare in Aula per l'estate». Su questo, ha detto la Golfo, «c'e l'impegno del presidente della commissione Gianfranco Conte». Attualmente la rappresentanza femminile nei cda e ferma in Italia al 4%, livello fra i più bassi in Europa.