Il trend del commercio in Russia
di pesce e di frutti di mare
I consumi aumentano a un ritmo del 20-30% all’anno ma il mercato si avvicina alla sua saturazione – Ridotti ad appena 12 chili annuii livelli indicati dalle norme mediche russe per il consumo di pesce pro capite annuo– I consumatori russi preferiscono pesce surgelato – Nel 2007 sono stati importati prodotti per 1,6 miliardi di rubli
Dopo un periodo di stagnazione, il mercato russo di pesce e di frutti di mare ricomincia a crescere. Nello stesso tempo gli analisti sostengono che per il 2010 il mercato russo di questi prodotti arriverà alla saturazione e sarà spartito tra 6-7 maggiori operatori commerciali.
Secondo le statistiche del Governo russo nel 2007 (l’ultimo dato disponibile) le vendite in Russia di pesce e di prodotti di pesce sono ammontate a 5,4 miliardi di rubli. La Russia fa parte dei dieci maggiori produttori di pesce al mondo: occupa l’ottavo posto con il 3% del volume totale di pesce prodotto. Nel biennio 2005-2006 le aziende russe hanno pescato più di tre milioni di tonnellate di pesci e di frutti di mare, mentre nel solo 2007 la pesca è stata di circa 3,5 milioni di tonnellate. Nel periodo 2008-2010 la crescita della produzione dell’industria peschereccia dovrebbe essere del 30 per cento. Le vendite sul mercato interno russo di pesce e di frutti di mare dovrebbero totalizzare quest’anno 400mila tonnellate, mentre nei prossimi due anni il mercato sarebbe destinato a crescere annualmente ancora del 20-30 per cento.
Lo sviluppo dell’industria russa del pesce si basa su un programma di sviluppo del settore, elaborato dal Governo nel 2005, che copre il periodo fino al 2020. L’adozione del programma ha creato una base per lo sviluppo del settore mentre molti problemi fondamentali, tra cui la lotta contro pescatori di frodo, l’assenza di una legge adeguata sulla itticoltura, le normative scientifiche quantitative della pesca, non sono ancora stati risolti.
Nonostante la crescita, l’industria del pesce non riesce a soddisfare il fabbisogno reale dei consumatori russi. Attualmente le norme scientificamente provata per il consumo di pesci e di frutti di mare , sono state ridotte di due volte rispetto a quelle già basse dei tempi sovietici, il periodo in cui per un soddisfacente equilibrio dietetico si dovevano mangiare come minimo 22 chili di pesce l’anno. Attualmente le norme indicano 12 chili l’anno pro capite. È chiaro che questa quantità di pesce non è per niente sufficiente, ma dal punto di vista degli esperti questo dato indica a chiare lettere le prospettive di crescita del mercato russo di pesce e di frutti di mare.

A differenza delle preferenze nei Paesi industrializzati occidentali, in Russia i consumatori, reduci dei decenni di povertà e di penuria cronica sovietica, preferiscono pesce surgelato che costa decisamente meno rispetto al pesce fresco. A Mosca la quota di pesce surgelato nella struttura delle vendite totali raggiunge il 39-40%. Le vendite di pesce in scatola raggiungono il 20%, mentre quelle di pesce sotto sale sono del 9 per cento. Gli analisti sottolineano che la domandi di prodotti preconfezionati di pesce, come “bastoncini” e altri prodotti simili, è piuttosto bassa rispetto alla domanda di pesce surgelato.
Più velocemente rispetto ad altri prodotti cresce il mercato di pesce preparato (filetti senza lische, ecc.).
Mentre in Russia di anno in anno aumenta il commercio tramite le catene di supermercati, la quota principale delle vendite di pesce (45%) avviene nei negozi “next door”, mentre il 35% viene effettuata nei chioschi specializzati presso i mercatoni di prodotti agricoli.
Il pesce fresco e surgelato di alta qualità, e prevalentemente d’importazione, viene venduto nei supermercat dove aumenta lo smercio di pesce fresco. Per il prodotto fresco, i più graditi sono perca fluviale (18%) e trota (13%), che arrivano in Russia dalla Norvegia.
Sta guadagnando in gradimento il merluzzo allevato . Aumentano le vendite del granchio che dal’Estremo Oriente è arrivato nel Mare di Barents.
Negli ultimi tre anni le importazioni di pesce e di frutti di mare sono aumentate di ben nove volte (sul piano dei prezzi dei prodotti), raggiungendo nel 2007 1,6 miliardi di rubli, ovvero circa un milione di tonnellate.
Il Paese leader delle esportazioni di pesce e di frutti di mare verso la Russia è la Norvegia che controlla il 70% del mercato. Invece, il principale fornitore di gamberi è la Danimarca, che controlla l’80% delle importazioni russe di questo crostaceo.
I russi hanno scoperto il gusto delle cozze e di molluschi che stanno diventando un mercato molto interessante per i produttori. Ciononostante, le importazioni di pesce surgelato continuano a dominare le statistiche: il 36% di pesce importato è aringa, il 10% sgombro, l’8% spratto, il 6% sardine e il 4% merluzzo.
Parallelamente alla crescita dell’import di pesci e di frutti di mare, le esportazioni russe diminuiscono di anno in anno: rispetto al 2006 sono calate del 26 per cento. Ciò significa che aumenta molto rapidamente la domanda sul mercato interno . L’80% dell’export russo di pesci è costituito da prodotto surgelato, il 9% da caviale di storione, il 7% da filetti di pesce.
In vetta alle classifiche del pesce pescato dalla società russe è Alaska pollack (957.000 tonnellate ovvero il 30% della pesca totale). Seguono l’aringa (345.000 tonnellate, ossia l’11%), e poutassou (una varietà di merluzzo) che raggiunge le 327.000 tonnellate, ovvero il 10% della pesca totale. Aumenta la produzione di prodotti preparati di pesce, cresciuti nel periodo 2004-2007 da 2,8 milioni di tonnellate a 3,3 milioni. Nel 2007 la produzione di pesce surgelato è aumentata del 20% (72.000 tonnellate).
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