Il mercato russo della carne in scatola

La situazione attuale e le prospettive di sviluppo - Diminuiscono i consumi di carne in scatola - Aumentano la produzione, l’import di prodotti per bambini - I produttori cercano di avviare delle produzioni parallele di verdura in scatola e di latte condensato

Nel periodo 2004-2006 la situazione del mercato russo della carne in scatola è stato determinato da una serie di tendenze contrastanti. Mentre nel 2005 si è registrata un considerevole (+21,4%) crescita della produzione di carne in scatola rispetto ai risultati registrati nel 2004, nel 2006 la produzione ha segnato il passo, scendendo del 5,1% rispetto all’anno precedente.
In generale nel periodo 2004-2006 la produzione di carne in scatola in Russia è aumentata del 15,2 per cento. Se si vuole valutare la dinamicità della produzione nei vari settori del mercato della carne in scatola della Russia, la crescita più elevata ha interessato nel periodo 2004-2006 il segmento di pasticci, dove la produzione è salita dell’82,3%. Invece, la produzione di carne in scatola del tipo Simmenthal e di carne in scatola con ortaggi e verdura aggiunti è aumentata nel periodo indicato soltanto del 6,1 per cento.
La produzione di carne in scatola in Russia (milioni di lattine)

I maggiori produttori in Russia sono le regioni di Mosca e di Kaliningrad (un’enclave russa sul Baltico tra la Polonia e la Lituania), che producono rispettivamente il 22,6% e il 13,1% della totale produzione russa di carne in scatola e di altri tipi di carne conservata (dati del 2006).
Tra i settori più promettenti del mercato russo della carne in scatola rientra quello dei prodotti di carne conservati per bambini, che si trova al secondo posto dopo il segmento di pasticci sul piano della crescita. Nel periodo dal 2004 al 2006 la produzione di alimenti di carne per bambini in scatola è aumentata del 33,5% rispetto al triennio precedente.
La dinamica positiva della produzione di carne in scatola per bambini è stata registrata nella maggior parte delle regioni produttrici della Russia, in particolare nelle regioni di Mosca, di Krasnodar e di Novgorod.
Sul piano della presenza sul mercato russo dei prodotti d’importazioni. praticamente in tutti i segmenti nel periodo 2004-2006 i prodotti importati sono stati sostituiti gradualmente da quelli di produzione russa. Di conseguenza, la quota di carne in scatola d’importazione sul mercato russo nel triennio 2004-2006 è scesa dal 5,3% all’1 per cento.
L’unica eccezione è costituita dal settore dei prodotti di carne per bambini dove una crescita esplosiva della produzione russa è stata accompagnato da un notevole aumento delle importazioni: dal 2004, l’anno in cui gli alimenti di carne in scatola per bambini hanno controllato il 12% del mercato russo, al 2006 la quota dei prodotti d’importazione per bambini ha raggiunto il 26% del totale.
Per quel che riguarda i consumi, stando alle previsione degli esperti dell’Istituto di marketing agroindustriale, le migliori prospettive di sviluppo le avranno i settori di alimenti di carne per bambini e i pasticci di vario tipo, che negli ultimi anni hanno registrato una dinamica positiva  sul piano della produzione e su quello della domanda.
Invece, il volume del mercato della carne in scatole in Russia ha registrato una flessione del 3-5% all’anno. A differenza dei Paesi Occidentali, in Russia i maggiori consumatori di carne in scatola sono le Riserve dello Stato, il ministero delle Situazioni di emergenza, il ministero degli Interni (che acquista il prodotto per  nutrire oltre un milione di detenuti), che consumano oltre il 60% della carne in scatola prodotta in Russia. Si tratta però della cosiddetta “tuschënka”, la carne in scatola di bassa qualità, un prodotto molto economico che nel vitto quotidiano dei carcerati russi viene mescolato con   pasta o con patate. Invece, la quota della popolazione russa che si nutre di carne in scatola di produzione russa non supera il 25-27% del totale. Si tratta dei ceti meno abbienti della popolazione e degli abitanti delle regioni settentrionali della Siberia dove scarseggiano i prodotti freschi. Come conseguenza, le principali aree di consumo della “tuschenka” sono i territori del Nord e dell’Estremo Oriente della Russia.
Tenendo conto di tutti questi fattori si capisce perché negli ultimi anni lo sviluppo del mercato russo della carne in scatola ha praticamente segnato il passo. Grazie alla crescita dei redditi reali disponibili della popolazione, la carne in scatola viene cacciata  dal mercato dai prodotti di carne più costosi (salumi, carne affumicata, prodotti di carne di vario tipo) che si trovano in abbondanza sui banchi dei negozi russi. Inoltre, l’aumento dell’offerta di semi-fabbricati di carne e la promozione nel Paese dei principi di base di un’alimentazione sana hanno influenzato in negativo la domanda della carne in scatola.
Tutti questi fattori hanno provocato una specie di reazione a catena: per far fronte al calo della domanda, i produttori risparmiano sul prodotto, la qualità scende causando ancora la diminuzione della domanda. Molti proprietari di cani comprano la carne in scatola di produzione russa, sostituendo cosi le conserve d’importazione per cani, che costano il doppio del prodotto russo.
Per far fronte a questa situazione, la maggior parte dei produttori ha scelto la strategia di investimenti nell’ammodernamento tecnico delle produzioni già esistenti, che permette di migliorare la qualità dei prodotti e di ampliare la loro linea. I maggiori produttori sviluppano in parallelo alla produzione della carne in scatola anche altri tipi di generi alimentari (verdura, latticini). Molti produttori cambiano l’orientamento a seconda della stagione, producendo d’inverno carne in scatola e latte condensato e d’estate verdura e ortaggi conservati.
Infine, secondo le previsioni degli esperti dell’Istituto di marketing agroindustriale, nei prossimi tre anni il consumo di carne in scatola in Russia dovrebbe diminuire, mentre i ritmi moderati di una tale flessione permettono comunque di arrivare alla conclusione di una relativa stabilizzazione della situazione in questo settore. Il futuro dei produttori dipenderà dalla loro capacità di avviare la produzione di alimenti sani e moderni, ampliando la gamma dei prodotti.


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