Aumenta costantemente il mercato di pesce e frutti di mare in Russia
Crescono i consumi ittici, che però restano ancora molto indietro rispetto agli standard internazionali di alimentazione - Il predominio dei prodotti d’importazione - La maggior parte dei russi può permettersi ancora soltanto pesce surgelato
Negli ultimi cinque anni in Russia sono stabilmente aumentati i consumi di pesce e di frutti di mare, ma il consumo medio pro capite rimane ancora molto basso rispetto ai dati internazionali. Nel 2006 il volume del mercato russo di pesce è aumentato del 3%, mentre la produzione di pesce e di frutti di mare è aumentata del 2,6 per cento.
Mentre il mercato russo del pesce cresce a un ritmo medio del 3-4% all’anno, quello di frutti di mare ha il migliore potenziale di crescita tra tutti gli altri settori del mercato agroalimentare. Il volume del mercato di frutti di mare e di altre delizie di questo tipo sta crescendo del 30-40% all’anno. Nonostante i prezzi medi piuttosto alti, il consumo di frutti di mare sta diventando un abitudine quasi giornaliera per una parte consistente della popolazione, mentre per il 60% dei russi i frutti di mare e i crostacei rimangono una cibo per la “festa” che, comunque, può essere acquistata almeno una volta ogni 3-4 mesi.
Nel 2006 in Russia sono state importate 25.000 tonnellate di frutti di mare di vario tipo (dati ufficiali che non tengono conto delle importazioni in “nero”), mentre le esportazioni dei prodotti russi hanno totalizzato 9.000 tonnellate.

I consumi di pesce e di frutti di mare si trovano ancora molto indietro alla situazione media internazionale (per non parlare dei Paesi asiatici: in Giappone si consumano 65 chili di pese l’anno per persona). Mentre il consumo medio di pesce e di frutti di mare a Mosca (il mercato più ricco della Russia) è stato di 18 chili l’anno, lo standard internazionale di consumo di pesce è di 27-37 chili l’anno.
In Russia il 16% delle vendite in valore monetario sul mercato del pesce appartiene ai frutti di mare. La crescente concorrenza tra i produttori e gli importatori ha portato negli ultimi anni a una notevole riduzione dei prezzi che diventano sempre più accessibili per la maggior parte dei consumatori russi.
La crescita dei consumi di pesce in Russia è legata in primo luogo alla promozione di principi di alimentazione sana e alla crescita del benessere della popolazione. Ciononostante, il consumo di pesce e di frutti di mare resta ancora molto indietro rispetto ai consumi di carne e di pollame. Il consumo di pesce in Russia è, infatti, il 48% del consumo di carne.
La struttura di consumo di pesce è dominata dai prodotti surgelati, che raggiungono il 35% delle vendite. Le vendite dei filetti surgelati ammontano all’11% del mercato. Le preferenze dei consumatori dipendono direttamente dal livello dei guadagni delle famiglie russe: è stato notato un rapporto diretto tra la crescita dei guadagni e il tipo di pesce consumato. La famiglia tipica, con guadagni inferiori a 15mila rubli per una persona al mese, può permettersi pesce surgelato della fascia medio-bassa (merluzzo di vario tipo).
Mentre i produttori russi preferiscono esportare pesci e frutti di mare (secondo alcune stime è uno dei settori più criminalizzati dell’industria agroalimentare russa), sul mercato interno del pesce aumenta di anno in anno la presenza di società straniere. A Mosca la quota dei prodotti d’importazione raggiunge attualmente il 55-60 per cento. Le posizioni dominanti appartengono alla Norvegia.
Le autorità russe hanno più volte denunciato i legami tra gli esportatori norvegesi e i pescatori di frodo russi. Quest’ultimi, dopo aver pescato nella zona economica russa, ricaricano in mare aperto il prodotto sulle navi norvegesi che in seguito lo rivendono in Russia dove sono in vigore una serie di restrizioni, decise dalle autorità per l’import di pesce norvegese. La Russia ha chiesto di accompagnare le esportazioni con nuovi certificati che dovrebbero stroncare l’esportazione con documentazione falsa.
L’offensiva russa contro la Norvegia ha fatto diminuire le importazioni di pesce nel Paese, aumentando invece le vendite dei prodotti russi. Secondo i dati delle dogane russe, mentre nel 2006 le importazioni di pesce fresco, congelato e surgelato sono diminuite del 13% rispetto al volume delle importazioni del 2005(indicatore quantitativo), sul piano dei costi le importazioni di pesce in Russia sono aumentate del 22% (+178 milioni di dollari).
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