A giudizio degli esperti è saturo il mercato russo del tè nel 2010

Il tè rimane la bevanda preferita dalla popolazione russa - Per la crisi finanziaria globale la domanda si è spostata verso la fascia dei prodotti economici - I consumi del restano stabili negli ultimi anni intorno alle 170.000-180.000 tonnellate l’anno - Soltanto il 5% consumato viene coltivato all'interno del Paese nella regione del Krasnodar - Le esportazioni arrivano intorno alle 10.000-11.000 tonnellate  annue.

Il tè in Russia è una delle bevande più popolari e viene consumato dappertutto, in casa e in ufficio, nei ristoranti e ai picnic, e in qualsiasi occasione. Il mercato risponde alla domanda offrendo una notevole varietà di  prodotto.
Nonostante negli ultimi 10 anni il caffè sia salito al secondo posto tra le bevande preferite dai russi, l’interesse e i consumi di tè rimangono altissimi. E questo perché il caffè in Russia gode della fama di  prodotto che “fa male alla salute”, mentre il cacao tradizionale, in vendita sin dai tempi sovietici, non è molto diffuso e le nuove bevande d’importazione tipo Nesquick non hanno trovato ancora un consumo di massa.
I russi, quindi, si distinguono dai vicini Paesi dell’Europa Orientale dove i consumatori preferiscono il caffè al tè (soltanto in Polonia il tè è al primo posto in quanto a gradimento).
“La casa del tè”, il negozio di posteria più famoso di Mosca (via Mjasnitskaja)Negli ultimi anni il mercato russo del tè ha raggiunto il punto di saturazione. Sul piano quantitativo il mercato non ha più nessuna direzione per crescere visto che il 100% dei russi consuma il prodotto. Per questo negli ultimi due anni il mercato del tè in Russia non cresce più, restando stabilmente a  170.000-180.000 tonnellate annue . Sul piano dei prezzi il valore del mercato del tè in Russia è stimato a 3-3,3 miliardi di dollari l’anno (dopo l’impennata dei prezzi nel 2009). Per questo i protagonisti cercano di aumentare l’assortimento del prodotto offerto ai consumatori. E si cura maggiormente la confezione e la qualità.
Nonostante la saturazione, il mercato è effervescente con una frequente presentazione di marchi nuovi e molte attività di marketing. 
Di conseguenza, i principali trend di sviluppo del mercato del tè sono lo rappresentati dallo spostamento della domanda di massa verso i tipi di tè economici e meno costosi (una delle conseguenze della crisi finanziaria globale), la crescita dei prezzi, una concorrenza in costante aumento tra gli operatori del mercato.
Una delle caratteristiche attuali è rappresentata dalla crescita di consumi di tè nero meno costoso, specie nei segmenti di prezzo medio e basso.
In tutto il 2009 la domanda di tè  è stata stabile e costante, mentre la crisi finanziaria ha risanato in un certo senso il settore permettendo alle aziende di capire meglio le prospettive di sviluppo.   Nonostante sia calata la domanda di tè nella fascia alta, grazie alla crescita di consumi nelle fasce media e bassa molte aziende sono riuscite a conservare una sufficiente stabilità.
Inoltre, il mercato russo dipende moltissimo dalle importazioni, perché la produzione russa di tè è molto piccola ed è concentrata nella regione di Krasnodar che non riesce a competere in qualità con un prodotto d’importazione.
Di conseguenza, il 95% del tè consumato in Russia è d’importazione e una buona parte viene confezionata dalla aziende del Paese.
La maggior parte del tè importato dalla Russia viene acquistato nelle aste  di Sri Lanka, India, Cina, Vietnam, Indonesia e Kenya. il 60% di prodotto importato è già confezionato.
La domanda di tè ha favorito lo sviluppo della produzione russa, che viene però limitata dalle  superfici agricole idonee per questo tipo di coltura. Inoltre, il confezionamento di tè sul territorio della Russia negli ultimi cinque anni cresce in media del 10-15% all’anno.
La Russia riesporta una piccola parte del prodotto importato e anche una minima quota del tè coltivato nella regione del Krasnodar. Nel 2007-2008 le esportazioni di tè dalla Russia sono state rispettivamente di 10.000 e di 11.000 tonnellate, mentre nel 2009 sono scese a 9.500 tonnellate.
Il 95% delle esportazioni di tè coltivato e prodotto in Russia viene inviato nelle repubbliche ex sovietiche che acquistano tè “made in Russia” per un solo motivo: il prezzo è decisamente inferiore a quello dei prodotti nei Paesi asiatici e africani.
Il maggior mercato interno di tè è quello di Mosca dove viene venduto circa il 40% delle vendite totali del prodotto in Russia. Nei maggiori centri abitati della parte europea della Russia viene smerciato il 50% del tè del Paese, mentre in sei grandi città della Siberia le vendite sono pari al 14,5% del totale (in denaro).
Per quanto riguarda i segmenti, quello del tè nero rappresenta il maggior del mercato russo, che nel 2009 ha raggiunto l’82,8% nel 2009 (l’ultimo dato disponibile al momento della stesura di questo numero del Notiziario Csi, n.d.r.). Sempre nel 2009 la quota di mercato del tè verde è stata del 12,4%. Va notato che il tè verde, la cui popolarità tra i consumatori in Russia è aumentata rapidamente negli ultimi 10 anni, ha rallentato i ritmi di crescita nel 2009 rispetto ai risultati del 2008. A parte il problema dei costi più elevati del tè verde, gli esperti ritengono che questo prodotto abbia smesso di essere considerato un prodotto esotico legato alla cultura orientale che in Russia comincia a perdere il proprio fascino.
Nello stesso tempo la proporzione tra le vendite di tè in sacchetti e di quello in scatola è rimasta stabile negli ultimi tre anni, restando rispettivamente del 70 e del 30 per cento.
Aumentano i consumi di tè in granuli: dal 6,8% nel 2007, all’8,5% nel 2008, al 9,1% nel 2009.
Il maggior canale di vendite i tè nelle città della Russia sono i supermercati: in questo canale viene venduto circa il 60% del prodotto. Ovviamente, gli abitanti delle zone rurali acquistano tè nei piccoli negozi locali. Loro sono anche i principali consumatori di tè della fascia più economica.
Le previsioni degli esperti riguardo allo sviluppo del mercato di tè in Russia sono abbastanza ottimistiche: i consumi quantitativi nel 2010-2011 non dovrebbero diminuire, spostandosi però nella zona dei prodotti più economici.
 

Notiziario dai mercati Csi