Il mercato russo dell’auto: il dramma di inizio anno
Nei primi due mesi del 2010 le vendite di automobili in Russia hanno fatto un altro scivolone - Da gennaio le vendite sono diminuite ancora del 34 per cento - Il mercato potrebbe recuperare alla fine della prima metà del 2010 - Gli esperti valutano positivamente il programma di rottamazione delle auto vecchie di più di 10 anni.
Il mercato russo delle automobili continua a calare. Nel mese di febbraio le vendite delle automobili in Russia sono diminuite del 32% rispetto al corrispondente mese del 2009. Nel febbraio del 2010 in Russia sono state vendute 91.922 automobili. Invece nei primi due mesi di quest’anno il mercato delle auto del Paese è diminuito del 34% sul corrispondente periodo del 2009. Nel periodo gennaio-febbraio del 2010 in Russia sono state vendute 165.862 vetture.
Malgrado questi risultati deludenti gli esperti del mercato dell’auto cominciano a manifestare un cauto ottimismo. Il mercato si starebbe muovendo verso una graduale ripresa delle vendite; dopo una contrazione del 37% in gennaio, le vendite in febbraio sono diminuite “soltanto” del 32 per cento. Bisogna ricordare febbraio erano soltanto di 28 giorni, quindi in realtà il recupero potrebbe essere stato ancora più significativo.
Nello stesso tempo nei primi due mesi del 2010 si sono concentrati molti fattori negativi (un lungo periodo festivo), quindi per valutare la situazione reale del mercato, e analizzare l’efficacia dei programmi statali di sostegno, bisognerà aspettare la fine del primo trimestre dell’anno.
In particolare, molti operatori del mercato russo dell’auto si aspettano dei risultati positivi dalla messa in funzione del programma statale di rottamazione delle vecchie auto, che è stata avviato l’8 marzo . In base a questo piano ogni proprietario di un’auto con più di 10 anni ha il diritto a un certificato di 50.000 rubli (1.250 euro circa) che potranno essere utilizzati esclusivamente e soltanto per l’acquisto di un auto nuova di produzione russa. Per il momento si tratta di un progetto pilota che durerà fino al primo di novembre, dopodiché il Governo ne analizzerà i risultati per le eventuali correzioni.
Nei primi due mesi del 2010 la russa Lada (ex Zhiguli della fabbrica Avtovaz), nonostante una contrazione del 31% è riuscita a vendere comunque 37.500 auto. Al secondo posto si è trovata la sudcoreana Hyundai che ha registrato una contrazione delle vendite del 22% e ha venduto nel primo bimestre 11.800 auto. Terza la Chevrolet che ha registrato una diminuzione delle consegne del 47 per cento. La Kia è riuscita ad aumentare le proprie vendite in Russia del 27 per cento. La Renault ha chiuso la classifica delle prime cinque marche più vendute in Russia con una contrazione delle proprie vendite di solo il 2 per cento.
Più di tutti gli altri produttori sono stati colpiti dalle contrazioni Ford (-60%), Toyota (-47%), Nissan (-54%), Peugeot (-50%), Opel (-56%) Mazda (-64%), Mitsubishi (-48%), Honda (-70%).
Ma la situazione più drammatica è stata registrata alla fabbrica dell’auto di Izhevsk (IzhAvto) che assembla alcuni modelli di Avtovaz: le vendite sono diminuite nel periodo gennaio-febbraio del 2010 del 99 per cento.
Tra i modelli d’importazione colpiti più di altri dalla crisi c’è l’italiana Alfa Romeo, le cui vendite in Russia dall’inizio dell’anno sono calate del 70 per cento.
Invece, alcune case automobilistiche sono riuscite ad aumentare le vendite malgrado la crisi: Daewoo (+2%), UAZ (+08%), BMW (+8%), Suzuki (+9%), Audi (+18%), Mercedes-Benz (+13%), Kia (+27%), Chery (+32%) e Iveco (+30%).
Problemi anche nei Paesi Europei.
La fine degli incentivi ha portato ad una caduta delle vendite di auto in Germania del 29,8% a febbraio, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Le nuove immatricolazioni nel più grande mercato europeo dell'auto sono diminuite nei primi due mesi del 2010 del 19,5%, pari a 376.000 auto.
In Spagna le immatricolazioni di automobili hanno segnato a febbraio del 2010 un balzo record del 47%, facendo registrare un aumento per il sesto mese consecutivo. Nonostante la maggior crescita percentuale della storia, il volume di auto nuove vendute rimane tuttavia basso in termini assoluti. L'importante crescita percentuale registrata a febbraio è infatti legata in buona misura al pessimo dato di febbraio 2009, quando la caduta rispetto all'anno precedente fu del 48,8%. L'industria delle 4 ruote ha anche annunciato che l'aumento dell'Iva a partire da giugno e la fine degli incentivi del governo di Madrid daranno vita a una pessima seconda metà dell'anno.
In Italia i dati sulle immatricolazioni di auto nuove nel mese di febbraio non devono trarre in inganno. Le 200.560 unità immatricolate, che rappresentano un incremento del 20,6% rispetto al 2008, rappresentano una specie di coda delle immatricolazioni di vetture acquistate con gli incentivi nella parte finale dello scorso anno, un'ondata positiva che si protrarrà sino a marzo.
Il mese di febbraio si è infatti chiuso con un altro crollo degli ordini dopo quello di gennaio. I 145.000 contratti sono una cifra che rispetto allo steso mese dello scorso anno registra una flessione di quasi il 35% (270.000 nel bimestre, con una flessione di oltre il 25%).
Notiziario dai mercati Csi
