La crisi ha colpito il mercato russo di latte e latticini
Nel 2008 la produzione ha registrato un aumento di solo l’1,2 per cento – Nel 2008 i prezzi del latte e di molti tipi di tradizionali latticini russi sono cresciuti del 31 per cento - Nel 2009 il fatturato del mercato dei beni di consumo in Russia dovrebbe diminuire come minimo del 6 per cento – I consumatori, costretti a risparmiare, preferiscono prodotti semplici e tradizionali a quelli sofisticati e più costosi.
Malgrado le dichiarazioni ottimistiche delle autorità russe, la crisi globale ha fatto cambiare drasticamente l’assetto generale del mercato dei beni di consumo in Russia. Nel 2009 il fatturato del mercato dei beni di consumo dovrebbe diminuire come minimo del 6% rispetto ai risultati registrati nell’anno precedente. Si prevede che il continuo calo dell’erogazione dei crediti al consumo e la situazione incerta e altamente volatile de mercato di lavoro provocheranno una preoccupante stagnazione delle spese al consumo della popolazione russa.
Sullo sfondo di questi fenomeni negativi il mercato russo di latte e di latticini ha registrato nel 2008 una crescita molto bassa, inferiore a tutti gli altri settori dell’industria agroalimentare del Paese.
Mentre i prezzi del latte e dei latticini nel 2008 sono aumentati del 31%, la produzione è cresciuta soltanto dell’1,2 per cento. L’aumento dei prezzi di latte e latticini è legata alla galoppante inflazione dei generi alimentari che tra il 2007 e il 2008 ha superato (senza la corsa dei prezzi di formaggi) il tasso del 27 per cento.
Di conseguenza, alla fine del 2008 una notevole diminuzione delle vendite è stata registrata praticamente in tutti i segmenti del mercato del latte e dei latticini. L’unica eccezione positiva è legata alle vendite di yogurt da bere, le cui vendite hanno registrato un aumento dell’1 per cento. Sono aumentate, più di tutte, le vendite di yogurt da bere in confezioni da 0,2-0,3 litri.
Nello stesso tempo, l’attuale crisi potrà creare per alcuni tipi di latticini tradizionali russi condizioni favorevoli di sviluppo.

Nel quarto trimestre del 2008 – inizio del 2009 è stato registrato ritorno a una positiva dinamica di crescita della produzione di latte sullo sfondo di un considerevole rallentamento dell’aumento dei prezzi (+14% nel dicembre 2008 – gennaio 2009 sul corrispondente periodo dell’anno precedente). Leader dell’incremento delle vendite nel segmento dei latticini tradizionali è stato ‘toro’ (una specie di formaggio bianco molto popolare in Russia, le cui vendite nei due mesi (dicembre 2008 – gennaio 2009) hanno registrato un’impennata del 17% sullo stesso periodo 2007-2008. Anche le vendite di un altro prodotto tradizionale russo, il ‘kefir’ (latte fermentato come yogurt senza zuccheri) sono cresciute del 2 per cento. Le vendite di burro hanno registrato un aumento del tre per cento.
I risultati dei sondaggi d’opinione condotti tra i maggiori produttori russi di latte nel febbraio del 2009 hanno permesso di capire che la maggior parte delle aziende stanno realizzando programmi produttivi con l’obiettivo di risparmiare. Nello stesso tempo, in questo periodo di crisi e di instabilità economica anche il consumatore sta scegliendo sempre più spesso prodotti tradizionali e semplici, rinunciando ad acquistare quelli più sofisticati e anche più costosi. Nel primo trimestre del 2009 è stato registrato un piccolo aumento di consumo di latte e di alcuni latticini tradizionali russi ma non si può ancora affermare che si tratti di un trend a lungo termine. Se si presentasse una seconda ondata della crisi non si può escludere un ulteriore aumento di consumi di latte e di semplici latticini tradizionali russi (kefir, tvorog, prostokvasha, rjazhenka) e un calo del consumo di latticini più sofisticati (yogurt con frutta e cereali, formaggi dolci farciti di vario tipo, ecc.)
La ripresa dei consumi di latte ha fatto seguito alla campagna lanciata dalle associazioni per la tutela dei diritti dei consumatori e appoggiata dal Governo, che ha denunciato la bassa qualità del prodotto russo prodotto al 70% di polvere di latte. La Duma di Stato (la Camera bassa del Parlamento di Mosca) ha varato una legge speciale, in base alla quale il latte prodotto a base di polvere non può essere più chiamato “latte”: sulla confezione deve essere indicato “prodotto da bere a base di latte”.
Inoltre, la diminuzione dei consumi di latte è legata al cambio generazionale. Un tempo i russi crescevano consumando regolarmente latte (negli anni dell’Urss nelle scuole il latte veniva distribuito gratis, mentre il prezzo al commercio era “politico” e fortemente sovvenzionato dallo Stato: 20 operi al litro). Invece, per i più giovani russi è naturale consumare prodotti più elaborati come yogurt di frutta, yogurt magri con cereali, ecc. I consumi di questi nuovi prodotti sono appoggiati da forti campagne pubblicitarie finanziate dai maggiori produttori internazionali (Danone, Ermann), mentre i produttori russi non hanno fondi sufficienti per pubblicizzare il consumo di latte (soltanto nel settembre del 2009 l’Associazione russa dei produttori ha lanciato in televisione una campagna pubblicitaria).
Per aiutare i produttori russi a far fronte alla crisi economica, il Governo ha introdotto a partire dal 1° giugno una tassa doganale del 10% sull’importazione di alcuni tipi di oli tropicali. Questa misura dovrebbe proteggere gli interessi dei produttori di latte e di grassi vegetali. Nello stesso tempo sarà ridotto l’utilizzo di oli tropicali nella produzione di latticini. L’aumento dei dazi dovrebbe favorire il miglioramento della qualità di latticini ad alto contenuto di materia grassa.
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