In Russia ancora difficile l’accesso al mercato dei titoli
Il mercato russo dei titoli è arretrato rispetto a molte altre economie emergenti per quanto riguarda l’apertura agli investimenti – Gli investitori criticano soprattutto il livello delle informazioni finanziarie, le regole poco chiare e le difficoltà che ostacolano l’accesso alle contrattazioni.
Per la prima volta l’agenzia di analisi finanziaria MCSI Barra ha messo in confronto il grado di accessibilità per gli investitori dei mercati dei titoli di 75 Paesi del mondo. L’apertura dei mercati di fronte agli investitori rappresenta uno dei criteri fondamentali che, abbinato allo sviluppo delle economie nazionali e alle dimensioni del mercato azionario, ha permesso agli analisti di MCSI Barra di suddividere i mercati in sviluppati, in via di sviluppo e marginali. I principali dei 18 parametri di accessibilità dei mercati sono l’apertura di fronte agli investitori stranieri, l’assenza di limiti sull’import e sull’export di capitali, l’efficacia delle strutture operative e la stabilità della struttura istituzionale.
Le conclusione della ricerca sono basate sui documenti regolatori di ogni mercato reale e sul parere degli investitori istituzionali che comprendono i gestori delle attività, proprietari, brocker, custodian, rappresentanti delle Borse e dei regolatori. I mercati sono stati valutati in base a una scala di tre punti che vanno da ++ (non ci sono difetti), + (non ci sono grandi difetti, miglioramenti possibili) e -/? (i miglioramento sono indispensabili, la portata di miglioramenti sono da stimare).
Il mercato azionario della Russia - che ha ricevuto sei “++”, cinque “+” e sette “-/?” - si è piazzato all’ultimo, il 22° posto tra tutti i mercati emergenti. Il penultimo piazzamento è occupato dalla Columbia e dall’India.
La principale critica che gli analisti di MSCI Barra hanno rivolto alla Russia è legata alla insufficiente disponibilità alle informazioni (Insufficiente disclosure), che raramente sono disponibili in lingua inglese. Nonostante gli sforzi dell’Authority, il mercato valutario è ancora poco sviluppato, mentre la registrazione degli investitori è obbligatoria e molto macchinosa. Le regole non sono sufficientemente trasparenti: come esempio è stata scelto l’acquisto di titoli da parte di investitori stranieri: formalmente non ci sono divieti alla vendita delle azioni agli stranieri, ma le società possono mettere questo divieto sugli statuti societari. Tra le imperfezioni che ostacolano lo sviluppo dei mercati russi, gli analisti di MSCI hanno citato la regola comune della Borsa di Mosca Micex “fornitura contro pagamento”, l’assenza di un depositario e di un registratore centrali, l’arretratezza del mercato dei deal con i titoli presi in prestito e, infine, i limiti riguardanti le vendite a breve termine.
I problemi menzionati dagli analisti di MSCI Barra rallentano lo sviluppo del mercato dei titoli russo. Di conseguenza, il ruolo della Russia sui mercati globali non è ancora molto rilevante: basta analizzare la situazione della capitalizzazione di mercato delle 500 maggiori società. Tra le priorità degli analisti internazionali c’è la costituzione di una base legale che permetta di convertire i debiti in azioni.
Ciononostante, negli ultimi due mesi è stata registrata una crescente e quanto stabile domanda per le attività russe da parte degli investitori occidentali. Grazie al ritorno degli investitori stranieri in Russia nei primi sei mesi del 2009 l’indice della Borsa Rts di Mosca ha guadagnato oltre il 120 per cento.
Per capire quanto sia stabile questo tipo di interesse gli analisti di Royal Bank of Scotland hanno interpellato 30 investitori istituzionali che investono sul mercato russo, tra società di assicurazione, trust, fondi pensionistici, hedge fund e fondi mutui. Il 57% degli esperti finanziari intervistati da Rbs ha dichiarato di aspettarsi che il mercato dei titoli russo prosegua la sua crescita che entro il 2010 supererà quella media globale.
Il 54% degli investitori ha dichiarato di voler aumentare i propri investimenti nei titoli russi. Gli altri, invece, vogliono mantenere oppure ridurre la quota dei titoli russi nei propri portafogli d’investimento.
La maggioranza assoluta degli intervistati (93%) ha definito “adeguate” le misure anti crisi avviate dal Governo russo. Nello stesso tempo molti analisti si aspettano una riduzione dei ritmi di sviluppo economico della Russia nel 2009-2010.
Tra i settori ancora molto “interessanti” per gli investimenti, gli esperti finanziari interpellati hanno indicato l’industria gas petrolifera e altri settori di materie prime. Inoltre, si possono considerare gli investimenti nelle telecomunicazioni, nei mass media, nel settore dei consumi e nel commercio retail. Le blue chips più interessanti sono Gazprom, Sberbank, Lukoil e Rosneft.
Il principale fattore da cui dipende la capitalizzazione di mercato delle blue chips russe è il prezzo del petrolio. Al secondo posto per la valutazione delle prospettive delle azioni russe si trova l’andamento dei mercati internazionali, mentre il terzo elemento è il corso del rublo rispetto alle valute pregiate.
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