Le prospettive di rally sul mercato azionario russo

La crescita delle ultime settimane comincia a preoccupare gli analisti - La correzione rischia di essere molto più profonda rispetto al previsto - Si teme una nuova bolla  - Alla base del rally i miliardi pompati dai Governi delle economie sviluppate nell’ambito dei programmi contro la crisi.

Nella seconda metà di maggio i due principali indici della Borsa Rts e della Borsa Micex hanno superato la quota psicologica di mille punti, salendo ai livelli massimi degli ultimi sette mesi. La crescita delle ultime settimane ha surriscaldato i mercati e molti analisti si aspettano alla fine del mese una correzione al ribasso.
Uno dei principali motivi della crescita così rapida è legato alla penetrazione sui mercati di denaro che le banche centrali di molti Paesi  hanno “pompato” nelle proprie economie negli ultimi mesi. Una politica attiva per ridurre il costo del denaro che, oltre a misure in sostegno del settore finanziario-bancario, ha determinato la crescita dell’interesse degli investitori globali verso operazioni ad alto tasso di rischio.
Di conseguenza, un fatto molto importante è stato il passaggio dei prezzi petroliferi globali nella nuova fascia dei prezzi. Dopo essersi fermati nel periodo dicembre del 2008 - febbraio del 2009 a quota 40 dollari al barile, già a maggio il prezzo del greggio è salito a  55-60 dollari al barile.
Proprio questo fatto ha dato una spinta supplementare al mercato russo dei titoli che tradizionalmente - e direttamente - dipende dall’andamento dei prezzi petroliferi globali.
A trascinare la crescita sono stati i titoli delle società petrolifere russe, delle banche e infine di Gazprom che doveva raggiungere gli altri blue chips. Dai minimi dell’autunno scorso e fino alla seconda metà di maggio la crescita di questi titoli più liquidi è stata del 100-130 per cento. I rialzi delle ultime settimane si sono realizzati quasi senza le rispettive correzioni al ribasso, accelerando la crescita generale del mercato azionario russo. Infine, le speranze che i risultati degli stress-test delle banche statunitensi non si mostrassero molto depressi hanno scaldato le aspettative degli investitori.
Una tale crescita ha messo però in guardia gli analisti finanziari,che hanno rinnovato i consigli a “cominciare a vedere” i titoli, passando al cash per il periodo in attesa correzione al ribasso delle quotazioni dei blue chips.
La dinamica delle contrattazioni delle ultime settimane permette di capire che si sta costituendo una forte zona di offerta che resiste alla crescita, simile allo stallo dei mercati della fine dell’anno scorso, che ha generato l’attuale crescita. Dopo aver definito meglio questa resistenza il mercato dovrebbe ritornare a livelli di sostegno altrettanto importanti.
Infatti, la resistenza del mercato a  870 punti dell’indice Rts è stato l’ultimo traguardo psicologico, mentre la prossima soglia di resistenza potrebbe stabilirsi a 1050-1060 punti della scala Rts. Atri livelli non si prevedono: lo scorso anno il mercato in calo passava tutti i livelli rapidamente, senza rimbalzi e consolidamenti di alcun tipo.

I mercati russi in grafici


Dal momento che il trend al rialzo delle Borse russe è stato molto più lungo rispetto al previsto, si teme che anche la correzione possa essere piuttosto profonda.
Secondo molti osservatori l’attuale stato psicologico degli operatori può essere definito come “vetta del mercato” e inevitabilmente sarà seguita da un periodo di correzione al ribasso, necessario per permettere al mercato di raffreddare, e di conseguenza di ridurre la componente speculativa dei titoli più liquidi.
Nello stesso tempo, per un periodo a medio termine cresce l’ottimismo per l’evoluzione del mercato azionario russo, ma dopo il passaggio di quota 1000 punti dell’indice Micex gli investitori devono riflettere bene sulla crescita successiva.
Per quanto riguarda l’indice Micex, per molti operatori la quota 1050 punti appare come il target della crescita attuale.
Per quanto riguarda la natura della crescita attuale, gli analisti sono d’accordo che il denaro poco costoso che ha riempito i mercati grazie ai programmi anticrisi delle autorità crea un insieme di fattori che trascinano gli indici borsistici sempre più verso l’alto. Ma è anche vero che l’attuale impennata rappresenta un processo ad alto tasso di rischio, perché in questa situazione è molto difficile, impossibile quasi, capire dove inizia la correzione dopo la caduta del 2008 e dove, invece, inizia una nuova bolla  grazie al denaro ottenuto dagli operatori a buon mercato.
Molti analisti hanno sottolineato il carattere apertamente speculativo del rally: la positiva situazione sulle piazze internazionali è legata in primo luogo non tanto all’attesa crescita economica, ma piuttosto alle iniezioni di moneta di molti Governi, che però rischiano di non riuscire a mettere in moto il volano per la ripresa delle economie sviluppate. In questa situazione non può non preoccupare il processo della svalutazione del dollaro. Nel giro di poche settimane la moneta statunitense è scesa da 34 a poco più di 32 rubli per dollaro.
Ma l’equivalente di 17mila miliardi di dollari pompati nell’economia mondiale nell’ambito della lotta contro la crisi rappresenta un argomento molto forte contro lo scetticismo di taluni osservatori. Una battuta che gira tra gli operatori delle Borse dice: “Hai dimenticato come si gonfiano le bolle di sapone? Imparalo subito perché gli altri possono farlo più in fretta!”
 
 
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