Banca centrale russa, finito un ciclo segnato da aumenti

La corsa dei prezzi potrebbe rallentare alla fine dell’anno e arrivare all11,0-12,0%  - La riduzione dei tassi di sconto non potrà che influenzare le aliquote dei tassi corrispondenti nell’economia russa - La riduzione dei tassi insieme al previsto aumento della spesa pubblica non dovrebbe comportare grandi rischi inflazionistici.

Il 23 aprile scorso la Banca centrale della Russia ha deciso di abbassare di 50 punti di base le aliquote dei principali tassi di sconto. Così il tasso minimo delle aste repo della Banca della Russia a partire dal 24 aprile sarà del 9,5%, mentre il tasso di rifinanziamento è sceso a quota 12,5 per cento. La decisione del Regolatore era prevedibile e ha fatto seguito a una serie di dichiarazioni da parte dei rappresentanti della Banca centrale riguardo a un rallentamento della corsa dei prezzi nel periodo marzo-aprile.
Inoltre il 22 aprile scorso il primo ministro, Vladimir Putin, aveva dichiarato che sarebbe stato ragionevole abbassare i principali tassi.
La decisioni di abbassare i tassi significa la fine di un ciclo di aumento, cominciato nel mese di febbraio 2008 e che ha avuto una accelerazione notevole nel novembre del 2008 sullo sfondo di una fuga verso l’estero di capitali russi. La chiusura del ciclo di aumento dei tassi è diventata possibile soprattutto grazie alla politica stabilizzazione del mercato valutario della Russia.
Dopo un periodo di aumenti è arrivato dunque il periodo in cui i tassi saranno abbassati a più riprese. Secondo le stime degli analisti finanziari, il trend di rallentamento dell’inflazione, che si è manifestato nel periodo marzo-aprile, dovrebbe essere conservato fino alla fine dell’anno. Anno su anno, il tasso d’inflazione in aprile potrebbe essere del 13,5%, contro il 13,9% in marzo. La corsa dei prezzi dovrebbe essere rallentata fino all11,0-12,0% alla fine del 2009.
I rappresentati della Banca centrale della Russia hanno più volte sottolineato il fatto che l’abbassamento dei tassi non sarà una mossa a sé stante. Vale a dire che la Banca centrale proseguirà nella politica  di graduale riduzione dei tassi fondamentali. Tenendo conto del tasso effettivo d’inflazione, c’è da aspettarsi una riduzione dei tassi chiave della Banca centrale di 150-200 punti base entro la fine dall’anno. Di conseguenza, per la fine del 2009 il tasso repo della Banca centrale dovrebbe scendere a quota 7,5-8,0 per cento.
La riduzione dei tassi chiave non potrà non influenzare le aliquote dei tassi nell’economia russa. Negli ultimi tempi la Banca centrale è diventata uno dei maggiori creditori delle banche commerciali della Russia, i cui obblighi ammontano al 12% dell’intero sistema bancario. In altri termini, i costi dei fondi  offerti dalla Banca centrale tramite le operazioni di rifinanziamento di vario tipo influenza direttamente i costi delle passività della banche e indirettamente i costi dei crediti per gli utenti finali.
Nonostante il fatto che l’elevato costo dei crediti per le società fosse legato all’elevato tasso di rischio per le banche, molti analisti sono d’accordo che la riduzione dei tassi dalla Banca centrale ha creato un trend verso un abbassamento generale delle aliquote dei tassi d’interesse. Ciò abbasserà i costi delle passività delle banche e, di conseguenza, aumenterà i loro margini di interesse  creando nuovi stimoli per aumentare l’erogazione dei crediti alle aziende.
Parallelamente, l’aumento della normativa di riserve obbligatorie dello 0,5% al mese, con la conservazione del coefficiente medio, provocherà un deflusso medio di liquidità dal sistema bancario pari a 30 miliardi di rubli al mese, oppure 120 miliardi in quattro mesi. Questo deflusso non dovrà creare problemi per il settore bancario, dal momento che il volume complessivo di liquidità raggiunge attualmente i 4.500 miliardi di rubli.
Fino al 24 di aprile la Banca centrale della Russia era stata una delle poche ad aumentare i tassi fondamentali. La necessità di aumentare i tassi era legata in primo luogo al fatto che la Banca centrale della Russia continua a controllare il mercato valutario. La necessità di stabilizzare il mercato valutario entra spesso in contraddizione con la necessità di adeguare le aliquote dei tassi al corrente ciclo economico. Nel momento in cui il mercato valutario è diventato più o meno stabile, la Banca centrale può dedicarsi finalmente alla politica anti ciclica.
La riduzione dei tassi, insieme al previsto aumento della spesa pubblica, non dovrebbe comportare grandi rischi inflazionistici. In questo momento nell’economia russa è presente un solo fattore inflazionistico, cioè la svalutazione del rublo, mentre tutti gli altri fattori, tra cui il consumo finale, hanno un carattere apertamente deflazionistico, in forte contrazione.
Infine, per quanto riguardo il mercato dei titoli, la decisione di abbassare i tassi dovrebbe favorire un’ulteriore crescita delle attività d’investimento, farà aumentare la domanda delle obbligazioni con un periodo di maturità più lunga. In maniera più evidente rispetto dovrebbero reagire alla riduzione dei tassi i titoli più quotati della prima linea, mentre alla base dei portafogli di alta qualità dovrebbero trovarsi le obbligazioni liquide della città di Mosca.
 


 
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