I mercati finanziari della Russia a fine aprile-inizio maggio 2009
La Banca centrale della Russia è riuscita a stabilizzare il corso del rublo - Tra gli investitori ritorna l’interesse per le operazioni sui mercati emergenti - Gli operatori finanziari si interrogano fino a quando durerà l’attuale periodo di ottimismo - Si consiglia di costituire un portafoglio di ‘protezione’.
Alla seconda metà di aprile il mercato finanziario interno russo è arrivato con parecchio ottimismo. Sul mercato globale è stata registrata una tendenza più o meno analoga, accompagnata da una diminuzione consistente del prezzo dell’oro (sotto 900 dollari per un’oncia), dall’uscita dei trader dai treasuries (come risultato il tasso di rendimento dei bond UST10 è aumentato dal 2,7% al 2,9%). Il dollaro è sceso sui livelli minimi locali. Tra gli investitori si è sviluppato l’interesse verso le operazioni con le attività a un tasso di rischio più alto (azioni, bond dei mercati emergenti, quelli russi compresi).
Le quotazioni dei bond (emissione sovrana) RUS30 hanno raggiunto il 97% del nominale, il tasso di rendimento dell’emissione è scesa sotto l’8% all’anno, mentre lo spread e benchmark si sono ridotti a 500 punti di base (da quasi 600 punti di base registrati ancora alla fine di marzo).
La domanda degli Eurobond corporate delle società russe rimane abbastanza stabile, e le quotazioni hanno ripreso la crescita.
L’ottimismo tra gli investitori potrebbe essere basato su un insieme di fattori, tra cui le misure varate dalla Federal Reserve per ridurre le tasse di credito a lungo termine (tramite l’acquisto degli UST a lungo termine), i piani di “pulizia” delle attività delle banche e la costituzione di una banca “tossica”, l’incontro positivo dei leader del G20 a Londra, la speranza che nei prossimi tempi il peggioramento degli indicatori dello sviluppo economico dovrebbe finire. Queste aspettative sono state confermate in aprile da una favorevole statistica economica.
Anche in Russia la prima metà del mese di aprile è stata piuttosto ottimistica: il trend positivo è stato legato a una favorevole congiuntura internazionale e da buone notizie interne. Il principale fattore è legato al fatto che la Banca centrale è finalmente riuscita a stabilizzare la situazione sul mercato valutario. Tutti gli attacchi contro il rublo sono stati respinti con successo, mentre gli investitori hanno finalmente creduto alle autorità finanziarie, secondo cui non ci dovrebbe essere un nuovo indebolimento del rublo a breve termine. In fin dei conti questo fattore ha portato alla fissazione delle posizioni valutarie degli operatori, dopodiché la Banca centrale è stata costretta a vender rubli per non permettere un brusco apprezzamento della moneta.
In primo luogo i mezzi ottenuti dagli operatori dopo la vendita delle proprie riserve in valuta pregiata, sono stati investiti in acquisti speculativi dei titoli. I timori dei rischi creditizi sono ancora presenti, il che riduce l’interesse nei confronti dei bond (ciononostante le vendite dei bond di alta qualità stanno aumentando di settimana in settimana).
La principale domanda che si pongono in questo momento gli operatori finanziari è: l’attuale ottimismo non può essere un breve periodo di calma in vista di una nuova ondata di crisi, o davvero il mercato è già riuscito a trovare una base più o meno stabile?
La crisi globale dura ormai da quasi due anni, ma nessuno ancora può essere certo che il momento peggiore sia già passato e le quotazioni non scenderanno più.
Sul piano globale la situazione economica rimane pesante, non si notano i presupposti della crescita della domanda, i guadagni delle società e delle famiglie si trovano su livelli molto bassi, cresce la disoccupazione, le banche non riescono a escludere le attività ‘cattive’, che rischiano di crescere a causa di nuove bancarotte. Inoltre, esiste ancora il rischio di un aumento globale dei volumi dei debiti statali e dell’instabilità delle principali valute del mondo.
Nonostante le dichiarazioni delle autorità, secondo cui la crisi sta colpendo l’economia del Paese in maniera meno drammatica rispetto ad altri Paesi industrialmente sviluppati del mondo, la Russia resta ancora molto dipendente dalla congiuntura esterna, tra cui i prezzi del petrolio e del gas, la domanda dei prodotti metallurgici e dell’industria metalmeccanica, l’accesso ai crediti, la dinamica del mercato valutario. Vale a dire che il movimento del mercato finanziario interno sarà determinato in gran parte dal trend della congiuntura esterna.
Secondo gli esperti russi. malgrado le manifestazioni di ottimismo sul mercato interno e su quello globale, la strategia per la fine di aprile - inizio di maggio del 2009 dovrebbe essere basata sulla costituzione di una specie di portafoglio di protezione, limitando gli acquisti di Eurobond da 2,5-3 anni al massimo, mentre la maturità dei bond denominati in rubli dovrà essere limitata a due anni. Bisogna analizzare attentamente la qualità creditizia degli emittenti e se possibili la liquidità delle emissioni.
Le esigenze, per quel che riguarda la credibilità degli emittenti, devono essere molto rigide, dal momento che l’analisi dei rischi dei default deve trovarsi alla base delle decisioni di investire in bond di vario tipo.

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