La situazione finanziaria della Russia a fine febbraio – inizio marzo 2009

La Banca centrale regola il costo del paniere bivalutario tramite il mercato di liquidità – I tassi sul mercato dei crediti interbancari sono stabili – Sconsigliato aprire  posizioni lunghe in titoli russi sul mercato azionario.

Denaro liquido

La liquidità in rubli in questo periodo si trova  direttamente legata al valore del paniere bivalutario dollaro (55%) ed euro (45%). Quando questo si avvicina al limite minimo prestabilito, la Banca centrale della Russia comincia a realizzare  interventi in rubli e aumenta i limiti di rifinanziamento, agendo al contrario quando il valore del paniere si avvicina al limite massimo.
Gli avanzi di denaro sui conti corrispondenti e sui depositi si trovano ancora ai livelli minimi degli ultimi anni. Nello stesso tempo, grazie all’attenuamento delle aspettative di una più forte svalutazione del rublo, il deficit di liquidità in rubli è diminuito. Intanto, la Banca della Russia è passata a una politica di rifinanziamento più flessibile, che permette di tenere la liquidità in rubli a un livello stabilmente basso.


Il mercato di crediti interbancario

I tassi sul mercato interbancario dei crediti della Russia sono rimasti piuttosto stabili, sui livelli del 15% per i crediti settimanali e di circa il 25% all’anno per quelli a tre mesi.
Per il momento, il target della normalizzazione della situazione è vicino ai tassi di base della Banca centrale del 15% per i crediti a cinque settimane. Dal momento che una nuova ondata di aspettative di una maggiore svalutazione del rublo potrebbe arrivare non prima del mese di aprile, i tassi del mercato dei crediti interbancario dovrebbe rimanere stabile fino alla seconda metà di aprile – inizio di maggio.


Il mercato valutario

Il valore del paniere bivalutario continua a oscillare entro i limiti prestabiliti dalla Banca centrale della Russia, ovvero da 39 rubli a 41 rubli per il mix composto da 55 dollari e da 45 euro. Continua a crescere la pressione sul paniere da parte del corso reale del rublo.
I ritmi elevati dell’inflazione si conserveranno per tutto il primo trimestre del 2009 a causa del disavanzo pubblico da record. Le valute delle repubbliche ex sovietiche continuano e indebolirsi: dopo il tenghe del Kazakhstan è stata svalutata la hryvna ucraina, che in un attimo è scesa da 7,8 hryvna a 9,4 hryvna per dollaro.
Questo trend, moltiplicato per la riduzione dei prezzi delle materie prime, potrebbe costringere la Banca centrale della Russia a rinunciare alla fine del secondo trimestre – inizio del terzo trimestre -  alla politica di sostegno del corridoio valutario finora intrapresa. Conseguenza di questa svolta sarebbe un ulteriore indebolimento del corso del rublo nei confronti del paniere bivalutario: In estate il valore del paniere potrebbe superare i 41 rubli.


Le riserve internazionali

Alla fine di febbraio le riserve aurifere e valutarie della Russia ammontavano a 383 miliardi di dollari. In febbraio le riserve sono cresciute per la prima volta (senza tenere in conto la differenza dei corsi) dalla fine dell’agosto  2008. Un rallentamento della riduzione delle riserve è diventata possibile dopo che il principale strumento della Banca centrale per la gestione del mercato valutario è diventata la gestione della liquidità. In questo momento il volume di liquidità trasferito dal regolatore alle banche commerciali ha raggiunto i 3.000 miliardi di rubli, e ciò permetterà alla Banca centrale della Russia di mantenere il corso desiderato del rublo senza dovere ricorrere alle riserve.


Il mercato azionario

Lo scarso desiderio di rischiare, il calo dei mercati delle materie prime e la profonda recessione che ha colpito l’economia russa, sono tutti fattori che determineranno la situazione del mercato russo dei titoli nei prossimi mesi. Gli analisti sconsigliano di aprire lunghe posizioni in titoli russi fino all’apparizione di uno stabile trend positivo sui mercati delle materie prime e nell’economia russa (non prima del quarto trimestre del 2009). Fino ad allora l’indice della borsa di Mosca Rts rischia di scendere a 400-450 punti.


Petrolio

Un inverno più freddo del solido nell’emisfero nord ha favorito una certa stabilizzazione dei prezzi dell’oro negli ultimi mesi. Però la continuazione della contrazione dell’economia globale e l’avvicinamento della primavera accelereranno la crescita delle riserve petrolifere e un ulteriore calo delle quotazioni, che per il greggio Wti dovrebbero stabilizzarsi nella seconda metà del 2009 al livello di 30-40 euro al barile.


Metalli

La crescita dei prezzi sui mercati dei metalli è stato un fenomeno momentaneo: l’aumento delle riserve ha fermato quello dei prezzi. La recessione globale risulta essere molto più ampia e profonda di quanto si fosse pensato in un primo momento, il che ha provocato un nuovo  calo dei prezzi delle materie prime: di conseguenza, nei prossimi mesi i prezzi dei metalli potrebbero registrare nuovi minimi storici.

 

Mercati finanziari russi  in grafici (settembre 2008 - febbraio 2009)

 

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