L’economia e le finanze dell’Ucraina nel 2009
Il Pil ucraino diminuirà del 7,4% rispetto ai risultati dello scorso anno - La produzione industriale nel 2009 dovrebbe diminuire del 16,9% - Le difficoltà per i preparativi alla coppa di calcio Euro-2012 - Diminuirà l’afflusso di capitali e di conseguenza caleranno gli investimenti.
La crisi finanziaria internazionale ha messo l’Ucraina in uno stato di profonda recessione: nel 2008 la crescita del Prodotto interno lordo è stata appena del 2,4%, mentre per il 2009 gli analisti si aspettano una flessione del Pil del 7,4 per cento. Una drastica riduzione che ha colpito l’erogazione dei crediti all’industria nonché un notevole calo dell’export hanno provocato una diminuzione della produzione industriale nel quarto trimestre del 2008 del 24,6 per cento, mentre su base annua rispetto ai risultati raggiunti nel 2008 la flessione della produzione industriale è stata del 2,9 per cento (dati preliminari).
Si prevede che nel 2009 i ritmi del calo della produzione industriale in Ucraina saranno del 16,9 per cento.
Anche il settore agricolo, che nel 2008 ha avuto un raccolto da record, non potrà non ridurre i volumi delle proprie produzioni. Come scenderanno i volumi della produzione di tutti i settori principali tra cui l’industria delle costruzioni, dei trasporti.
I fattori molto positivi per l’aumento delle attività economiche nel Paese, come i preparativi alla Coppa di calcio Euro-2012, saranno limitati da un calo degli introiti del budget statale ucraino, che non potrà compensare la considerevole riduzione degli investimenti che interesserà nel 2009 il settore privato.
Il volume degli investimenti nel capitale principale diminuiranno quest’anno di almeno l’8% rispetto al 2008.
Il tasso d’inflazione scenderà dal 22,2% nel 2008 a circa il 20%, mentre l’indice dei prezzi dei produttori diminuirà dal 20,3% (2008) al 15,8 per cento.
Nel 2009 per la prima volta degli ultimi anni in Ucraina si registrerà un disavanzo della bilancia del commercio con l’estero.

Nel 2008-2009, a causa di una svalutazione della moneta nazionale (“hryvna”), le importazioni dovrebbero diminuire del 30%-35% rispetto ai volumi registrati nel 2007. Le esportazioni registreranno un calo del 20% a causa di una cattiva congiuntura sui mercati internazionali. Ci si aspetta che nel 2008 la bilancia negativa del conto corrente con l’estero rischi di raggiungere la quota record di 12,4 miliardi di dollari, mentre nel 2009 a causa di una drastica riduzione delle importazioni la bilancia negativa scenda a quota 1,6 miliardi. Il conto finanziario sarà in negativo di 4,1 miliardi di dollari (2008) a causa di un calo di afflusso degli investimenti dall’estero, mentre nel 2009 la bilancia negativa rischierà di salire a quota 11 miliardi di dollari. La bilancia dei pagamenti sarà in disavanzo di 12,6 miliardi di dollari, ma potrà essere finanziata grazie a un credito del Fondo monetario internazionale di 12 miliardi di dollari e alle riserve proprie della Banca nazionale dell’Ucraina (600 milioni di dollari).
Il passaggio a un corso fluttuante della hryvna peggiorerà la capitalizzazione delle banche e ridurrà l’erogazione dei crediti ai settori dell’economia reale dell’Ucraina. Dopo una svalutazione della moneta nazionale a quota 7,7-8,0 hryvna per un dollaro all’inizio del 2009, il corso di cambio della hryvna rispetto alla divisa statunitense rischia di scendere a quota 10,0 hryvna per dollaro, per poi risalire a quota 7,5 hryvna per dollaro alla metà dell’anno grazie a una notevole riduzione delle importazioni.
Nel 2009 la Banca nazionale dell’Ucraina dovrà continuare a rifinanziare attivamente le banche ucraine, mentre nel 2009 il tasso di rifinanziamento medio per le banche dovrebbe essere del 20 per cento.
A causa della riduzione della disponibilità dei prestiti utilizzabili per il rifinanziamento dei debiti esteri, il rimborso netto dei debiti da parte delle banche nel 2009 sarà di 3 miliardi di dollari, che a sua volta ridurrà l’esposizione del settore bancario dell’Ucraina nei confronti dei creditori stranieri del 10,6 per cento.
Un aumento dei rischi di default sui crediti in valuta pregiata non potrà non peggiorare la qualità dei portafogli creditizi delle banche. Allo stesso tempo, grazie al sostegno da parte dei proprietari delle banche e dello Stato, si dovrebbe riuscire a evitare un drastico calo della capitalizzazione di mercato del settore bancario.
Infine, la crisi dovrebbe provocare una notevole diminuzione degli introiti del budget pubblico ucraino. La recessione economica ridurrà gli introiti del budget consolidato del Paese di almeno l’11% fino a quota 260 miliardi di hryvna. Nel 2009 un disavanzo del budget consolidato ucraino del 5% dovrà essere finanziato con mezzi erogati dalla Banca nazionale dell’Ucraina, dalla Banca mondiale e dall’Unione europea.
Il disavanzo dovrebbe portare alla crescita del debito complessivo statale del 35%, fino a quota 155 miliardi di hryvna. Il peso sulle finanze pubbliche a causa della necessità di rimborsare il debito estero sarà piuttosto modesto e non dovrebbe superare il 6,2% degli introiti del bilancio pubblico, ovvero l’1,6% del Prodotto interno lordo del Paese.
Vale a dire che, nonostante tutte le difficoltà, il Governo dell’Ucraina dovrebbe essere in grado di rispettare i propri obblighi di rimborso degli Eurobond per una cifra totale di 1,21 miliardi di dollari e, di conseguenza, di evitare un default sovrano.
Notiziario dai mercati Csi su dati Astrum