Una nuova riduzione del rating non spaventa il Cremlino
“Era previsto”, secondo il Governo russo e gli analisti indipendenti - Alla base del declassamento la riduzione i problemi delle riserve internazionali del Paese - Difficile per le aziende russe l’accesso al mercato internazionale del debito - La ripresa potrebbe cominciare già alla fine del 2009, inizio del 2010
Per la prima volta negli ultimi dieci anni l’agenzia di valutazione internazionale Standard & Poor’s ha ridotto il rating sovrano della Russia. Ma la decisione non ha scoraggiato più di tanto il Cremlino ne neppure gli analisti: il declassamento era atteso in una fase in cui il mercato del debito è in stato di congelamento con delle prospettive poco chiare.
Il ministero delle Finanze ha dichiaratori aver appreso la notizia ”serenamente” dopo che erano state tagliate le previsioni sul rating della Russia.
Il principale motivo della revisione del rating della Russia è stata la notevole riduzione delle riserve aurifere e valutarie del Paese. Infatti, le riserve della Banca centrale sono diminuite nel periodo compreso tra il 28 di novembre e il 5 di dicembre di 17,9 miliardi di dollari, scendendo da 454,9 miliardi a 437 miliardi di dollari.
Secondo una dichiarazione del ministero delle Finanze, “la Russia ha già investito molti miliardi di dollari nella lotta contro la crisi finanziaria”. Ciononostante, in quanto a risorse internazionali la Russia si trova al terzo posto nel mondo.
I rating sovrani della Russia avevano raggiunto il punto minimo nel mese di settembre del 1998: subito dopo il default l’agenzia internazionale Standard & Poor’s li valutò allora come CCC- (ante bancarotta). Da allora il rating sovrano russo non ha fatto che crescere. Una congiuntura favorevole dei mercati internazionali, in primo luogo del petrolio, del gas e dei metalli ha permesso alla Russia di accumulare notevoli risorse valutarie, di avviare il rimborso anticipato dei propri debiti con l’estero e di cmettere insieme una maxi riserva internazionale.
Tutto ciò ha permesso alla Russia di ottenere giù all’inizio del 2005 un rating da investimento (BBB- secondo la valutazione dell’agenzia Standard & Poor’s). Nel dicembre del 2006 il rating sovrano della Russia è stato promosso ancora una volta.
Un primo campanello d’allarme è suonato il 23 ottobre 2008, il giorno in cui Standard & Poor’s ha cambiato in negativo la previsione sul rating della Russia a causa di una riduzione delle riserve internazionali, e del calo dei prezzi dell’energia, il principale capitolo dell’export russo.
In dicembre l’ascesa al rating della classe AAA è stata clamorosamente interrotta. L’8 dicembre Standard & Poor’s ha annunciato la riduzione del rating valutario a lungo termine della Russia da BBB+ a BBB, mentre quello a breve termine è stato tagliato da A-2 a A-3. Le previsioni sull’andamento del rating a lungo termine è stato fissato a “negativo”, mentre il rating a breve termine in rubli è stato confermato A-2.
Infine, è stato abbassato il rating creditizio sovrano a lungo termine per gli obblighi in rubli da A- a BBB+. È la valutazione dei rischi legati alle transazioni e alla conversione della valuta nazionale per i debitori russi non sovrani è scesa da BBB+ a BBB.
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