Le banche della Russia chiudono in positivo i primi nove mesi del 2008

Nonostante la crisi finanziaria gli istituti di credito russi entrano nel quarto trimestre con  utili di 367,9 miliardi di rubli - Nello stesso tempo diminuiscono i portafogli creditizi e gli investimenti delle banche in titoli - La popolazione e le società trasferiscono in dollari i propri risparmi e i propri depositi bancari in rubli

Come indicano le statistiche della Banca centrale della Russia su 1.126 istituti di credito, 1.056 banche sono riuscite a chiudere i primi nove mesi dell’anno con  utili che al 1° di ottobre sono arrivati 367,9 miliardi di rubli. 65 banche hanno registrato nei primi tre trimestri dell’anno perdite finanziarie per 13,1 miliardi di rubli, mentre due istituti di credito non hanno presentato la loro rendicontazione alla Banca centrale.
Rispetto all’inizio dell’anno, al 1° di ottobre del 2008 le attività complessive del settore bancario russo sono aumentate del 22,1%, salendo a  24.572 miliardi di rubli. Dall’inizio del 2008 il portafoglio dei crediti del settore bancario è aumentato del 33,4% e ha raggiunto i 19.029 miliardi di rubli. Nel periodo agosto-settembre l’aumento del portafoglio creditizio delle banche russe è stato rispettivamente del 6,5% e del 3,17 per cento. Vale a dire che, di fronte alla crisi finanziaria globale, le banche russe hanno rallentato l’erogazione dei crediti alle società e alle persone fisiche.
Diminuiscono gli investimenti delle banche russe in titoli. Nel periodo gennaio-settembre le banche hanno investito in titoli 2.195 miliardi di rubli, ovvero il 2,4% in meno rispetto agli investimenti registrati alla fine del 2007.
Nel mese di settembre gli investimenti delle banche in titoli sono diminuiti del 5,2 per cento. Il calo è legato alla svalutazione dei titoli e alle vendite, intraprese dalle banche stesse.
Come hanno constatato gli esperti della Banca centrale della Russia, dall’inizio dell’anno il volume dei debiti scaduti delle banche russe è aumentato del 50% rispetto alla fine del 2007, raggiungendo 276,2 miliardi di rubli (nel solo mese di settembre il volume dei debiti scaduti è aumentato del 12,4 per cento).
Nella struttura delle passività del settore bancario russo è cresciuta notevolmente la quota dei mezzi attirati dalla Banca centrale del Paese. Al 1° di ottobre il volume complessivo dei crediti e dei depositi, ottenuti dagli istituti di credito russi dalla Banca centrale ha raggiunto 233,4 miliardi di rubli (all’inizio dell’anno erano 199,4 miliardi di dollari). Nel solo mese di settembre il volume di crediti e di depositi della Banca centrale presso le banche russe è aumentato di 74 miliardi di rubli (+46,4%). Nello stesso tempo diminuiscono i volumi dei crediti interbancari, che alla fine dei primi tre trimestri hanno raggiunto i 3.623 miliardi di rubli, aumentando del 29% dall’inizio dell’anno e dello 0,18% nel mese di settembre.
Nel mese di settembre le società e le organizzazioni di vario tipo hanno depositato sui rispettivi conti bancari 354,1 miliardi di rubli, dopodiché il volume dei depositi delle persone giuridiche ha raggiunto i 5.175 miliardi di rubli.
Nello stesso tempo i depositi bancari delle persone fisiche in settembre sono diminuiti dell’1,5%, a quota 5890 miliardi di rubli. La quota dei depositi in rubli è diminuita del 2,1% (a 5.059 miliardi), mentre quella in dollari è aumentata del 2,7%, a  831,2 miliardi di rubli. Secondo il vice Governatore della Banca centrale, Mikhail Zadornov, la clientela privata e le società stanno trasferendo le proprie attività in valuta pregiata, in primo luogo in dollari. La valuta Usa negli ultimi mesi ha guadagnato parecchio rispetto al rublo.
Le tendenze preoccupanti, tra cui una contrazione del portafoglio creditizio e l’aumento del volume dei crediti scaduti, si sono rafforzati, ma i dati precisi si sapranno al momento della pubblicazione del rapporto mensile della Banca centrale che dovrà uscire alla fine di novembre, inizio di dicembre.

 

Gli investitori ritirano i soldi dai fondi d’investimento collettivi

Nel mese di ottobre, per la prima volta negli ultimi cinque mesi, gli investitori hanno cominciato a ritirare le proprie quote anche dai fondi d’investimento collettivi in azioni. Dopo un afflusso dei mezzi in questo tipo di fondi, arrivato a circa tre miliardi di rubli nel periodo giugno-settembre, in ottobre la fuga di capitali dai fondi d’investimento collettivo azionari è stata di 380 milioni di rubli.
In ottobre il mercato azionario russo ha registrato gravi perdite: l’indice Rts della Borsa di Mosca ha lasciato sul terreno il 35% (773 punti). Di conseguenza, le perdite medie dei fondi azionari sono state del 30%, mentre le perdite massime hanno raggiunto il 56 per cento. Nei due mesi autunnali gli investitori hanno ritirato  praticamente da tutti i tipi di fondi d’investimento collettivi. La fuga principalmente ha colpito i fondi obbligazionari , che hanno perso 2,3 miliardi di rubli. I fondi d’investimento misto hanno perso 533 milioni di rubli. Le perdite totali dei fondi d’investimento collettivo sono arrivate a 3,1 miliardi di dollari.
Più degli altri hanno perso i fondi sotto la gestione di Uralsib, che hanno visto fuggire 694 milioni di rubli. La parte principale di questo denaro è stata ritirata dal fondo “Lukoil conservatore” (più di 666 milioni di rubli). Gli investitori si sono spaventati dalla prospettiva di default tecnici sulle obbligazioni e hanno cercato di fissare almeno qualche utile.
Al secondo posto si sono trovati i fondi collettivi sotto la gestione della Troyka Dialog, che hanno perso 650 milioni di rubli. I fondi Ilja Muromets e Sadko hanno perso rispettivamente 402 e 121 milioni di rubli. Gli investitori hanno trasferito una parte di questo denaro nei fondi azionari, che a loro volta sono stati colpiti in ottobre dalla fuga di investitori. Nelle ultime settimane gli investitori hanno sofferto di una scarsità di  liquidità e hanno ritirato una parte dei propri investimenti dai fondi con strategie conservatrici o anche aggressive.

 

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