Il Cremlino vara un piano anti crisi
A un pool formato dalle maggiori banche saranno erogati crediti subordinati per un totale di 950 miliardi di rubli - Per aiutare le società russe a far fronte ai propri obblighi finanziari nei confronti dei creditori stranieri la banca statale Veb (Vneshekonombank) ha ottenuto il diritto di concedere prestiti in valuta pregiata alle banche e alle imprese che avevano ottenuto crediti dall’estero prima del 25 settembre 2008
Il piano anti crisi approvato dal presidente russo, Dmitrij Medvedev, oltre ad aiutare il sistema finanziario e bancario del Paese a far fronte alla difficile situazione globale, dovrà garantire anche una crescita economica in un periodo a medio termine attraverso un aumento della concessione dei crediti centralizzati su tutti i livelli del settore bancario russo.
Il programma del Cremlino prevede la concessione a un pool di banche dei crediti subordinati per una somma totale di 950 miliardi di rubli (26,6 miliardi di euro). Da parte sua, la Banca centrale erogherà dei prestiti scoperti a circa 100 banche commerciali del Paese. Infine, il ministero delle Finanze aumenterà notevolmente alle banche private i limiti disponibili per depositare denaro pubblico sui rispettivi conti.
Questi provvedimenti sono stati giudicati “logici e tempestivi” dalla comunità bancaria russa, convinta che il piano d’azione dovrebbe permettere di attenuare i problemi legati alla crisi che ha colpito i mercati internazionali del debito.
Tutto dipenderà dalla celerità con cui sarà realizzato il programma finanziario e in primo luogo la concessione dei crediti subordinati per un periodo non inferiore a cinque anni. I due principali beneficiari del programma saranno i big del settore bancario russo, gli istituti statali Sberbank (ex Casse di risparmio sovietiche) e Vtb che otterranno rispettivamente 500 miliardi e 200 miliardi di rubli. La banca per il sostegno dell’industria agroalimentare Rosselkhozbank avrà 25 miliardi di rubli. Questi crediti subordinati saranno erogati fino al 31 dicembre del 2019 al tasso d’interesse dell’8% all’anno.
La somma restante di circa 225 miliardi di rubli sarà distribuita tra gli istituti privati, ma a condizione che i rispettivi azionisti riusciranno a apportare al capitale proprio della banca la somma due volte superiore rispetto al credito statale. Vale a dire che il volume massimo di un credito governativo sarà il 15% del capitale sociale di una banca, mentre quelle del credito supplementare erogate dagli azionisti sarà del 30% del capitale sociale di una banca.
Secondo gli analisti finanziari, la maggior parte dell’azionariato dei 50 maggiori istituti di credito della Russia sarà in grado di erogare le somme indispensabili, non subito però. Inoltre, si afferma che il principale vantaggio del piano finanziario del Cremlino consiste nel fatto che, a differenza delle misure varate in precedenza, questo programma è destinato a concedere al settore bancario risorse finanziarie veramente a lungo termine che dovranno permettere di aumentare i volumi di crediti al settore reale dell’economia nazionale.
Come ha dichiarato Kudrin, il ministero delle Finanze aumenterà i limiti di collocamento dei fondi governativi momentaneamente liberi sui conti di deposito delle banche commerciali. Gli esperti hanno interpretato questa dichiarazione di Kudrin nel seguente modo:
verranno aumentati dal 15% al 20% del capitale proprio i limiti di deposito per le banche che dispongono di rating creditizi BB- oppure BB (in base alle classifiche delle agenzie internazionali S&P e Fitch) oppure Ba3 e Ba2 (Moody’s);
verranno aumentati dal 40% al 50% del capitale proprio i limiti di deposito per le banche che dispongono di rating creditizi BB+, oppure BBB- (S&P e Fitch) e Ba1, oppure Baa3 (Moody’s).
Questo provvedimento aumenterà il limite complessivo dei depositi di 55 miliardi di rubli, ma soprattutto garantirà una ridistribuzione delle risorse finanziare tra un gran numero di istituti di credito e sosterrà il livello di liquidità nel settore bancario e, infine, darà una nuova spinta all’erogazione di crediti di vario tipo.
Per aiutare le società russe a far fronte ai propri obblighi finanziari nei confronti dei creditori stranieri, la banca statale Veb (Vneshekonombank) ha ottenuto il diritto di concedere prestiti in valuta pregiata alle banche e alle società che avevano ottenuto crediti stranieri prima del 25 settembre 2008. La tassa minima su questi crediti dovrà essere del 5% superiore alla tassa LIBOR alla data della concessione del credito.
Inoltre, alla Banca centrale - per stimolare gli affari sul mercato interbancario - è stato permesso di concludere fino al 31 dicembre 2009 degli accodi di compensazione di eventuali perdite derivanti dall’erogazione di crediti ai partner in rosso.
Un emendamento speciale alla Legge federale sui Fondi finanziari ha permesso di depositare sui conti presso la Banca Veb mezzi ricavati dal Fondo di welfare nazionale fino al 31 dicembre 2019 per un totale di 450 miliardi di rubli al 7% l’anno.
Notiziario dai mercati Csi
