Lotta all’inflazione: primo compito della Banca centrale russa

L’Istituto centrale russo smetterà di vincolare il corso del rublo al ‘paniere’  bivalutario – La Banca centrale sarà il netto creditore delle banche russe – Il continuo apprezzamento del rublo non è più un dato certo

Per i prossimi tre anni il compito principale su cui si concentrerà la Banca centrale della Russia sarà la lotta contro l’inflazione. Per il 2011 il tasso d’inflazione dovrebbe scendere al 5-6,8 per cento. Per il momento il Regolatore non riesce a far fronte alla corsa dei prezzi: nel 2008 nella migliore delle ipotesi il tasso di’inflazione non sarà  inferiore all’11% (gli esperti indipendenti parlano di un preoccupante 14%), mentre in base alla legge finanziaria per il 2008 l’inflazione dovrebbe essere al massimo del 6-7 per cento.
Le misure messe in cantiere dall’Istituto centrale non hanno prodotto molti risultati tangibili: nei primi otto mesi del 2008 la Banca centrale ha aumentato il tasso di sconto di ben quattro volte. Ha aumentato tre volte le normative di riserve obbligatorie e dallo scorso maggio ha fatto acquisti regolari di valuta pregiata in eccesso. Nessuna di queste misure ha funzionato.
Per la prima volta degli ultimi anni, nelle linee generali dello sviluppo del sistema finanziario della Russia fino al 2011, la Banca centrale non ha indicato i limiti prestabiliti di apprezzamento del rublo. Nei due anni precedenti la Banca centrale – per cautela – aveva cercato di indicare i limiti dell’apprezzamento del rublo in misura molto generale, ovvero dallo 0% al 10 per cento. Nei prossimi tre anni sarà invece completato il passaggio a un corso valutario del rublo fluttuante.
La pressione sul corso del rublo del flusso valutario proveniente dall’export diminuirà. Il conto delle operazioni correnti potrà passare nel quadrante negativo già nel 2009 se il prezzo medio del greggio sarà di 66 dollari al barile. Nel biennio 2010-2011 il conto delle operazioni correnti riuscirà a rimanere  positivo soltanto se il prezzo del petrolio sarà super alto.
Una graduale riduzione di afflusso valutario ricavato dall’export permetterà alla Banca centrale di regolare la domanda e l’offerta di denaro, non tramite interventi sporadici o sistematici, bensì attraverso i tassi di sconto, passando a un regime del libero corso valutario.
Nessuno è più sicuro che l’apprezzamento del rublo  proseguirà nel periodo 2009-2011, come è successo negli ultimi due anni. Un’eccessiva volatilità della divisa russa del rublo potrà ridurre gli investimenti in titoli denominati in rubli.
Se i prezzi del petrolio nei prossimi anni dovessero scendere, lo squilibrio tra la domanda e l’offerta sul mercato valutario dovrebbe diminuire, e ciò permetterà alla Banca centrale di ridurre gli interventi valutari. Altrimenti, con una bilancia positiva del commercio con l’estero e senza il controllo del corso del rublo da parte della Banca centrale la moneta russa potrebbe registrare un notevole apprezzamento con un successivo choc per l’economia.
La Banca centrale può influenzare l’inflazione monetaria, mentre quella non monetaria – provocata tra l’altro dall’aumento delle tariffe – è molto più difficile da combattere. Secondo le stime del ministero dell’Economia per il 2011 il prezzo del gas sul mercato interno russo dovrebbe aumentare di almeno tre volte, mentre le tariffe comunali saliranno del 19-20 per cento. Per gli analisti la politica economica del Governo ostacola il passaggio a un sistema di target inflazione elaborato dalla Banca centrale.
Nei prossimi tre anni sarà cambiato il meccanismo dell’offerta del denaro. A differenza dal sistema attuale, nell’ambito del quale la Banca centrale acquista la valuta in eccesso per le proprie riserve,   nei prossimi anni alla base dell’emissione dovranno esserci i crediti concessi alle banche.
Stando alle stime dell’Istituto centrale, nel 2008 il credito totale concesso alle banche sarà di 262 miliardi di rubli, mentre sui conti di corrispondenza e sui deposti della Banca centrale saranno accumulati 942 miliardi di rubli.
Malgrado le difficoltà correnti per il 2011, la Banca centrale dovrà diventare il creditore netto del settore bancario russo, mentre il volume complessivo dei crediti concessi dovrà variare da 751 miliardi rubli a 5.664 miliardi.
Il trasferimento del peso principale dal mercato valutario verso un sistema di crediti alle banche russe rappresenterà un passo molto importante verso un ulteriore rafforzamento del settore bancario del Paese e ciò  favorirà un notevole afflusso nell’economia nazionale di denaro a “lungo termine” e l’introduzione di un meccanismo destinato a regolare la situazione finanziarie tramite un sistema di tassi percentuali.
La realizzazione di questo obiettivo richiederà la formazione in Russia di un potente mercato dei bond, che dovrebbe rappresentare una specie di copertura per gli strumenti finanziari della Banca centrale.
 La Banca centrale ha già dato delle dimostrazioni sufficienti per la soluzione dei problemi legati alla liquidità, perciò il passaggio alle operazioni con le banche sarà possibile in un periodo di tempo piuttosto breve .
La realizzazione di questo piano comporta la soluzione di molti aspetti, ma nella situazione attuale è necessaria soprattutto la presenza di una forte volontà politica per passare a un sistema finanziario e bancario più moderno e flessibile.

 

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