Più sicuro il sistema bancario russo
L’agenzia di rating internazionale Standars&Poor’s ha promosso il tasso di sicurezza del sistema bancario russo – Alla base della decisione ci sono gli sforzi della Banca centrale e del Governo nell’appoggiare le banche durante i periodo di difficoltà – Per gli esperti è stata una decisione positiva ma il rating affidato dalla S&P alle banche russe è tuttora inferiore rispetto al reale potenziale degli istituti di credito russi
L’agenzia di rating internazionale Standard&Poor’s ha promosso il settore bancario russo dal gruppo 8 al più sicuro gruppo 7. “Questa decisione è stata presa prendendo in considerazione l’impegno della leadership russa, degli organismi regolatori di garantire una maggiore stabilità del settore bancario del Paese”, ha dichiarato il vice direttore del gruppo di rating degli istituti finanziari dell’ufficio di Parigi di S&P, Ekaterina Trofimova.
La graduatoria S&P dei sistemi bancari dei vari Paesi del mondo prevede una loro suddivisione in 10 gruppi fondamentali. Per più di cinque anni il settore bancario russo era al penultimo, nono, gruppo, insieme a nazioni come Uruguay, Guatemala e Tunisia. Nel giugno 2007 gli esperti della S&P avevano rivisto in aumento il rating generale del settore bancario della Russia, promuovendolo al gruppo 8 dove si trovavano i sistemi bancari di Paesi come Argentina, Egitto, Indonesia, Marocco e Kazakhstan. Nel 2007 alla base della decisione della S&P c’era una rapida e quanto stabile crescita dell’economia della Russia, un elevato livello di liquidità, le moderate perdite nel settore dei crediti e l’aumento del tasso di diversificazione del business bancario. La promozione di un solo gradino era legata a una volontà politica con l’obiettivo di “correggere gli errori ancora poco sufficiente e la notevole resistenza alle riforme da parte di influenti gruppi di interessi. Di conseguenza, lo sviluppo del settore bancario era stato valutato come “poco sicuro”.
Nel 2008 un’efficace gestione dei problemi legati alla liquidità da parte della Banca centrale ha permesso all’agenzia di decidere una nuova promozione. Dall’agosto 2007 l’Istituto centrale ha sistematicamente appoggiato le banche in difficoltà tramite un sistema di aste repo regolari. Il volume massimo di liquidità iniettata nel settore bancario russo è stata di 250 miliardi di rubli.
Inoltre, il Governo russo ha deciso di depositare risorse statali sui conti delle banche commerciali. Alla fine dell’anno il volume di questi mezzi potrebbe raggiungere i 600 miliardi di rubli.
Gli analisti non sono stati in grado di indicare per quanto tempo la Russia dovrà restare nel settimo gruppo di affidabilità. Secondo S&P l’ulteriore promozione viene ostacolata dai difetti del sistema legale e dagli organismi di supervisione, da cui derivano rischi supplementari per il settore bancario. Inoltre, gli esperti internazionali sono preoccupati dalla bassa trasparenza delle strutture azionarie della maggior parte degli istituti di credito russe, nonché da un pericoloso rallentamento della riforma del sistema bancario.
Secondo il presidente di “Rossija” (l’associazione delle banche regionali della Russia) Anatolij Aksakov, “la promozione della Russia sulla scala di affidabilità e di sicurezza è una notizia molto positiva, che però ha un carattere molto psicologico”. Per Aksakov le banche russe potranno sentire i vantaggi economici legati alla promozione soltanto quando davanti a loro si aprirà il mercato del debito internazionale e un ampio gruppo di istituti russi potranno accedere a un sistema di rifinanziamento a lungo termine. Il presidente dell’Associazione delle banche russe Gareghin Tosunjan ha bollato la decisione dell’agenzia S&P come “insufficiente”: «Nella situazione attuale – ha detto Tosunjan – il sistema bancario della Russia merita di più. Questa valutazione non è oggettiva». Secondo l’ex vice governatore della Banca centrale russa, Aleksandr Khandruev, gli esperti della S&P peccano di esagerato conservatorismo: “Il fatto che il settore bancario russo sia stato promosso in questo momento significa poco. Le decisioni sulle partecipazioni nel settore bancario russo le prendono gli investitori analizzando ogni caso concreto”.
I depositi in rubli permettono di proteggere i risparmi dall’inflazione.
Grazie a un momentaneo rallentamento della corsa dei prezzi – il tasso d’inflazione è stato dello 0,5% - a luglio sono riusciti a guadagnare soltanto quanto hanno depositato i propri mezzi su conti denominati in rubli e in dollari. In luglio i rendimenti sono stati rispettivamente dello 0,22% e dello 0,21% l’anno. Invece, i depositi bancari in euro hanno causato non poche perdite: una graduale riduzione del corso dell’euro rispetto al rublo dell’1,87% ha fatto svalutare i depositi nell’unica divisa europea dell’1,18 per cento. Il tasso d’interesse medio per le 15 maggiori banche del Paese, compresa la Sberbank della Russia, è stato in luglio del’8,59% l’anno, e senza la Sberbank del 9,94 per cento.
Gli investitori sono rimasti delusi dei conti metallici anonimi (sigla russa Oms), che dopo un’impennata in giugno hanno fruttato ai proprietari interessi annui del 3,02%, in luglio invece a causa di un calo dei prezzi dei metalli preziosi (oro -0,9%) questo tipo d’investimento è stato svalutato dell’1,02 per cento. Questo fatto non deve però scoraggiare più di tanto: su base annua il tasso di rendimento di questi investimenti ha raggiunto il 14,32% dietro soltanto a quelli nel settore immobiliare di Mosca. Nel mese di luglio gli investimenti negli immobili della capitale russa (appartamenti) hanno fruttato ai proprietari il 2,38% l’anno contro l’1,2% del mese di giugno. Dall’agosto 2007 gli investimenti in mattone a Mosca hanno reso agli investitori il 17,3 per cento.
Le più gravi perdite le hanno subite gli investitori in titoli. In luglio l’indice Rts ha lasciato sul terreno il 12,3%, che ha fatto scendere il tasso di rendimento delle quote dei fondi d’investimento collettivo, spostati in campo negativo. In questo settore i maggiori danni sono stati subito dagli investitori nei fondi azionari e nei fondi misti.
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