Troppi bond societari e bancari soffocano i mercati

Le dichiarate emissioni dei bond dovrebbe raggiungere per la fine dell’anno gli 872 miliardi di rubli – Gli analisti dubitano sulla capacità del mercato russo di assorbire tutta questa offerta – Aumentano gli investimenti russi nel mondo: 811 miliardi di dollari – Tre tra le maggiori banche russe hanno emesso in giugno Eurobond per 1,4 miliardi di dollari

Secondo le previsioni il volume delle dichiarate emissioni dei bon societari e bancari entro la fine del 2008 dovrebbe raggiungere quota 872 miliardi di rubli, ovvero il 59% dell’intero volume attuale del mercato del debito della Russia. Le obbligazioni delle società della “serie A” costituiscono il 40% delle emissioni dichiarate. Le dimensioni dell’offerta primaria suscitano preoccupazioni riguardo alla capacità del mercato di assorbirla per intero. Una via d’uscita da questa situazione potrebbero rivelarsi gli investimenti nel mercato del debito delle nuove corporation statali, costituite dal Cremlino per sviluppare i settori innovativi (nanotech, aerospaziale, ecc.)
Attualmente il volume del mercato russo dei bond corporate e bancari è di 1.500 miliardi di rubli, di cui la quota delle obbligazione degli emittenti della serie A è del 18 per cento. Le previste dimensioni delle emissioni primarie dovrebbero far crescere il mercato del 59 per cento, mentre l’offerta dei bond delle società e delle banche della serie A sarà raddoppiata. Bisogna sottolineare che la quota degli emittenti primarie quasi statali nel gruppo “A” sarà del 70%, ovvero di 258 miliardi di rubli.
Molti analisti finanziari hanno manifestato dei dubbi riguardo alle attuali capacità finanziarie del mercato russo: l’offerta è esagerata. Allo stesso tempo gli analisti sono d’accordo che questi volumi di emissioni primarie potranno aumentare il tasso di rendimento dei bond di tutti i gruppi. Secondo l’analista alla banca Trust, Pavel Pikulev, “10-15 miliardi di dollari di emissioni all’anno aumentano il tasso di rendimento dei bond societari e bancari della serie A di almeno 50 punti di base, mentre per le maggiori banche l’aumento del tasso potrebbe raggiungere quota 75 punti di base”.
L’offerta esagerata dei bond societari è causata in primo luogo dalla crisi di liquidità che ha bloccato le previste emissioni dall’agosto del 2007 al febbraio del 2008. Vale a dire che sul mercato russo del debito potrebbe esistere una riserva finanziaria nascosta, una specie di domanda rimandata di bond che dovrebbe permettere di “smaltire” la maggior parte delle nuove emissioni. A confermare questa tesi è stata la banca moscovita Nomos, che è riuscita a collocare senza problemi una nuova emissione di bond per 5 miliardi di rubli, mentre il premio al tasso di rendimento delle emissioni precedenti è stato di 10-20 punti di base, corrispondente su grandi linee ai premi per tutte le emissioni nuove.
BondInoltre, la soluzione degli eventuali problemi finanziari delle nuove emissioni potrebbe rivelarsi lo sbarco delle corporazioni statali sul mercato del debito. Le corporation per lo sviluppo dei servizi comunali (ZHKH), il gruppo “Rosnanotech”, oppure la Banca per lo sviluppo potranno investire in bond di alta qualità come minimo 200 miliardi di rubli.
Questa soluzione pecca però di alcuni aspetti negativi:i finanziamenti con denaro pubblico concederanno agli emittenti statali  privilegi ingiustificabili, mettendo in una situazione meno favorevole tutte le altre società emittenti. Inoltre, esiste il reale pericolo di una notevole riduzione del tasso di liquidità dei bond, com’era già successo in passato con il mercato delle obbligazioni federali Ofz, i cui prezzi sono stati determinati da un pool dei maggiori investitori statali.
Intanto, le banche russe continuano a penetrare sui mercati internazionali. Secondo le stime dell’istituto globale McKinsey (McKinsey global institute MGI), gli investitori russi hanno accumulato all’estero come minimo 811 miliardi di dollari, piazzando la Russia al secondo posto tra i Paesi produttori di petrolio dopo gli Emirati Arabi.
Alla fine del mese di giugno ancora tre banche russe Sberbank (500 milioni di dollari), Alfa Bank (400 milioni di dollari) e Gazprombank (500 milioni di dollari) hanno collocato dei propri Eurobond, offrendo premi al tasso di rendimento dei bond precedentemente emessi di 10-20 punti di base (Sberbank) e di 60 punti di base per Alfa Bank e per Gazprombank. Il basso premio di Sberbank rispetto ad altre due emissioni viene spiegato non soltanto dall’alto tasso di affidabilità di questo  istituto di credito russo, ma dal fatto che la banca si rivolge piuttosto raramente al mercato del debito internazionale. Questi fattori hanno permesso alla Sberbank di collocare gli Eurobond con un premio inferiore alla media attuale del mercato. Alla Sberbank non è stato molto difficile trovare un fondo d’investimento internazionale conservativo interessato a investire una certa somma in bond di una banca quasi sovrana, che gode di una buona reputazione sui mercati globali del debito.


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