La domanda in Russia si sposta d’estate in azioni della serie “B”

Si prevede il movimento dei mercati russi entro il trend laterale – La prevista riduzione della pressione fiscale sul settore petrolifero favorirà la crescita delle quotazioni dei titoli del settore – Il mercato russo appare piuttosto solido e potrebbe cedere a una correzione soltanto di fronte alle notizie molto negative dalle piazze internazionali – Nel mirino degli investitori i titoli della serie “B” del settore consumistico, delle infrastrutture – Molto richieste le azioni del settore bancario russo

Con l’arrivo dell’estate l’attivismo degli investitori sul mercato finanziario russo sta scendendo gradualmente, la dinamica delle quotazioni è diventata meno soggetto alla volatilità, mentre i prezzi dell’energia e delle materie prime determinano il trend generale dei mercati. Nello stesso tempo alcune idee d’investimento nei mesi estivi potrebbero essere legate non necessariamente all’industria del gas e al petrolio, dove l’attenzione degli operatori finanziari è centrata sul processo di riduzione della pressione fiscale sulle aziende gaspetrolifere, bensì all’energia elettrica (in giugno ha cessato di esistere la holding Rao-Ees), al settore bancari , che si sta riprendendo con successo dopo la crisi creditizia. Su uno sfondo esterno positivo, la maggior parte di azioni liquide ha tutti i requisiti per dimostrare nei primi due mesi d’estate una crescita moderata, mentre gli indici borsistici russi non dovrebbero uscire dal trend laterale.
Si prevede che nel periodo giugno-luglio l’approccio degli investitori alla valutazione dei rischi sarà molto più equilibrato rispetto al periodo precedente: in questi due mesi gli indici borsistici russi e occidentali dovrebbero entrare in una situazione di calma, mentre le quotazioni si muoveranno nel “corridoio” laterale. I maggiori investitori occuperanno una posizione di attesa, aspettando la pubblicazione della rendicontazione finanziaria delle società per il secondo trimestre del 2008, in programma per la metà di luglio.
Non si esclude che l’estate sarà piuttosto favorevole per il mercato russo: potrebbe ripetersi lo scenario del 2006, quando dopo la correzione di maggio il mercato russo è cresciuto per oltre sei mesi di seguito. Al momento la situazione è ancora più favorevole, rispetto a due anni fa, soprattutto perchè quanto sta succedendo sul mercato petrolifero nell’estate del 2008 si distingue radicalmente da quella di due anni.
MoneteGli analisti finanziari russi e internazionali  guardano con molta fiducia il mercato azionario russo in giugno – inizio di luglio. Ci sono alcuni fattori di base che suscitano parecchio ottimismo. In primo luogo la congiuntura del mercato dell’energia, che resta molto favorevole e influenza in positivo le quotazioni dei titoli delle società petrolifere. I prezzi da record del greggio, più le aspettative legate a un notevole alleggerimento del peso fiscale sui produttori di petrolio, sono fattori che hanno aumentato l’afflusso di denaro nei fondi orientati verso gli investimenti in attività in Russia. Ci si aspetta un maggiore afflusso di capitali in Russia che dovrebbe aiutare i mercati a compensare i ritmi ingiustificatamente contenuti degli indicatori borsistici russi rispetto ad altri mercati emergenti. I fondi stranieri dovrebbero continuare a potenziare le posizioni a lungo termine in azioni delle società petrolifere, che in precedenza erano state poco richieste proprio a causa del regime tributario sfavorevole.
Inoltre, in giugno sul mercato azionario russo si è registrata una serie di eventi importanti che hanno determinato il trend di quotazioni nei principali settori dell’economia nazionale  e sui mercati dei titoli, in particolare nel settore petrolifero e nell’industria metallurgica.
La linea strategica per gli investimenti alla fine di giugno – inizio di luglio potrebbe essere legata all’idea di aumentare nel portafoglio la quota delle società petrolifere, riducendo invece quella delle aziende metallurgiche e minerarie. La Russia si trova sulla soglia del cambiamento del sistema di tassazione delle società petrolifere che dovrebbe frenare l’inflazione tramite un’ulteriore riduzione delle esportazioni e  tramite la stabilizzazione del controllo dei prezzi dei laminati lunghi e dei tubi d’acciaio: la pressione inflazionistica su questi prodotti frena gli investimenti nell’industria del petrolio.
Dopo la riduzione delle aliquote della tassa sulla produzione di materie prime la crescita del mercato potrà essere appoggiata dai futures sul petrolio. Il greggio si consoliderà sui 135 dollari con la possibilità di crescita fino a 140 dollari al barile. Un altro movente per la crescita dei titoli potrebbe diventare la proposta di ridurre in generale le tasse per le aziende dell’industria petrolifera. Il Governo di Valdimir Putin deve approvare una variante di base di novità che prevedono la riduzione della pressione fiscale sul settore petrolifero di 100 miliardi di rubli. Inoltre, si prevede un’ulteriore riduzione del peso fiscale con l’introduzione delle “vacanze fiscali” per la messa in funzione di nuovi giacimenti e delle agevolazioni che dovrebbero permettere alle aziende di investire in nuove tecnologie.
Il mercato russo ha guadagnato anche una certa immunità nei confronti dei rischi esterni e negli ultimi tempi è stato mosso da una fondamentale sottovalutazione  della capitalizzazione di mercato delle società russe. I fattori interni dell’economia sono abbastanza forti perciò anche un’eventuale correzione sul mercato petrolifero dovrebbe influenzare poco o niente la situazione del mercato azionario russo. La riduzione della tassa sulla produzione di materie prime rappresenta un fattore positivo a lungo termine per il settore petrolifero e del gas, che in futuro potrà diventare uno dei fattori di crescita del Pil. Su questo sfondo l’ottenimento da Gazprom senza aste o  concorsi dei nove maggiori giacimenti promette di fissare come minimo il mercato sulle posizione raggiunte per la fine di giugno. In questo clima, soltanto  informazioni molto negative provenienti dalle piazze occidentali, come il calo degli indici del 3-5% oppure una nuovo ondata di bancarotte di household, potrebbe spingere i mercati russi verso una correzione.
Nella seconda metà del periodo estivo la domanda degli investitori dovrebbe spostarsi verso le azioni della “seconda fila”, perché gli operatori finanziari che non avevano fatto in tempo ad arrivare per il periodo della crescita dei blue chips russi non avranno altra scelta che investire in titolo di classe “B”. Saranno favoriti i titoli delle società che finora avevano manifestato una dinamica assai scarsa, in primo luogo del settore dei consumi e delle infrastrutture.
Tra i titoli della serie “B” si punta su TMK, Polimetall, GidroOGK e Dorogobuzh. Gli analisti consigliano agli investitori a lungo termine di rimanere nelle azioni, nonostante i maggiori rendimenti nel periodo giugno-luglio potranno garantire le speculazioni a breve termine con i titoli più liquidi, come GMK Nornickel e Gazprom.
Molti esperti invitano gli investitori a non scordarsi in luglio delle azioni del settore bancario: nelle condizioni di un flusso crescente dei redditi provenienti dalle esportazioni e della stabilizzazione dell’afflusso di capitali stranieri, le banche saranno per prime a beneficiare della crescita dell’attivismo economico.


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