Uno sguardo sui mercati finanziari dell’Ucraina
Il 21 maggio scorso la Banca nazionale dell’Ucraina (Bnu) ha abbassato il corso ufficiale del cambio dollaro/hryvna a quota 4,85 hr. per un dollaro, apprezzando la moneta nazionale ucraina del 4 per cento. Il corso precedente, 5,05 hryvna per un dollaro, era in vigore dall’aprile del 2005. La Banca nazionale non ha ceduto alle critiche degli avversari sull’apprezzamento della hryvna, lanciando un importante segnale agli operatori finanziari riguardo alla serietà delle intenzioni dell’istituto regolatore nell’ambito della politica finanziaria a lungo termine, soprattutto per quel che riguarda il sostegno del corso della divisa nazionale. La Banca nazionale ha corretto il corso della hryvna tenendo conto del corrente equilibrio sul mercato valutario, che si era creato in seguito a una scarsa domanda dei dollari. Un fenomeno registrato a partire dal 2007 (crisi subprime). Il mercato valutario ha reagito ancora lo scorso marzo, mentre la Bnu ha dovuto apprezzare la hryvna “manualmente”.
Uno dei motivi principali del cambiamento del corso ufficiale e l’apprezzamento della hryvna sul mercato interbancario è legato al tasso d’inflazione (+13,1% nel gennaio-aprile). La Bnu cerca di frenare la corsa dei prezzi ma allo stesso tempo non gioca una parte attiva sul mercato valutario, astenendosi dagli acquisti di dollari in eccesso. Questa politica aveva permesso di trattenere in parte la crescita nel 2008 degli aggregati monetari, con lo scopo di abbassare la pressione monetaria sulla crescita dei prezzi.
L’apprezzamento della hryvna permetterà di frenare l’inflazione per un periodo a breve termine, specie grazie alle importazioni meno costose, e aumenterà l’offerta dei prodotti importati sul mercato ucraino. Tenendo in considerazione l’apertura dei mercati ucraini verso l’estero in seguito all’avvenuta adesione al Wto, una rivalutazione monetaria della hryvna potrebbe in teoria soddisfare una crescente domanda interna e far scendere il tasso d’inflazione già in giugno-luglio del 2008, quando si sapranno i risultati preliminari sul raccolto nell’anno agricolo 2007/2008.
Nonostante la situazione corrente del mercato stesse favorendo una rivalutazione della hryvna, gli analisti finanziari ucraini e internazionali si attendevano piuttosto una graduale svalutazione della hryvna per un periodo a medio-lungo termine di tempo. L’apprezzamento della hryvna ridurrebbe drasticamente gli attuali vantaggi di cui godono gli esportatori ucraini sui mercati internazionali. Un peggioramento delle possibilità di export dell’Ucraina farà crescere rapidamente la bilancia negativa del commercio ucraino con l’estero nel 2008 fino a 9,3 miliardi di dollari, ovvero del 5,1% del Pil. Nello stesso tempo la crescita dei prezzi delle materie prime e dell’energia, insieme al peggioramento delle possibilità di export, danneggerà soprattutto le posizioni dei maggiori esportatori ucraini, le società dell’industria metallurgica e di quella chimica. Questi settori dominanti dell’economia nazionale dispongono di potenti lobby al vertice del potere politico. Così, si può vedere un’inversione del trend corrente del corso della valuta ucraina già nella seconda metà del 2008. Le proporzioni di questa inversione dipenderanno in gran parte dai ritmi del rallentamento dell’inflazione. Se nel periodo agosto-settembre l’inflazione dovesse scendere a quota tale da non superare il 15% l’anno – una riduzione consistente – c’è da aspettarsi che il corso hryvna/dollaro ritorni a quota 5,0 hr per un dollaro già alla fine del 2008. Vale a dire che in un periodo a breve termine ci sarà da aspettarsi una rivalutazione della hryvna che potrebbe cominciare a settembre.
Con le altre condizioni immutate, il nuovo corso ufficiale della hryvna non dovrà influenzare seriamente la situazione sul mercato valutario interbancario. Nello stesso tempo la Bnu ha dichiarato di essere pronta a sostenere il corso ufficiale sul nuovo livello acquistando la massa di dollari in eccesso per far avvicinare il corso interbancario a quota 4,85 hr/dollaro.
Un altro brusco apprezzamento della hryvna nei prossimi tempi non sembra verosimile, perché ridurrebbe all’osso la già scarsa fiducia della popolazione, che continua a considerare il dollaro una classica valuta-rifugio e converte in dollari una parte consistente dei propri risparmi. In altri termini un nuovo apprezzamento della hryvna costringerebbe la popolazione a convertire i propri risparmi in altre valute producendo una massa elevata di dollari in eccesso sul mercato valutario cash con una successiva rivalutazione monetaria.
Per quel che riguarda il mercato obbligazionario dell’Ucraina, l’apprezzamento della hryvna potrà creare una situazione simile al 2005. Gli investitori stranieri cercheranno di fissare i guadagni extra derivanti dalla rivalutazione e usciranno dalle proprie posizioni nei bond. Nello stesso tempo l’insufficiente liquidità e una scarsa domanda sul mercato secondario dei bond aumenteranno la probabilità che gli investitori stranieri possano essere interessati alle offerte che si aspettano entro la fine dell’anno. Dal momento che gli investitori stranieri sono i principali operatori dei bond bancari denominati in hryvna si prevede una notevole crescita dei tassi sui bond bancari che potrà raggiungere le attuali quote delle obbligazioni societarie (corporate bond) del 16%-18 per cento.
Notiziario dai mercati Csi su dati AlfabankUcraina, CBonds