Le possibilità di un default nel mercato interno del debito russo
Sono a rischio le società della terza fila, ma la possibilità di un’ondata di default tecnici è improbabile – Le banche sono disposte a offrire finanziamenti straordinari per aiutare le società a evitare il fallimento
2a parte
(leggi la 1a parte) Negli ultimi 7-8 mesi per le società russe sono aumentati notevolmente i costi dei prestiti: per le società di prima fila di 100-150 punti di base e per quelle di seconda e terza fila di 200-250 e di 250-500 punti di base (valutazioni della società d’investimento Trust). Una delle conseguenze di questa impennata del costo del denaro potrebbe essere un rischio di default per un gran numero di società della terza fila, composta da aziende con un basso tasso di trasparenza informatica, che non dispongono di un rating creditizio (se lo avessero, non supererebbe il livello B+/B1). I volumi di business di queste società sono molto modesti, le prospettive di sviluppo sono poco chiare. Fino a un anno fa il tasso d’interesse sui crediti per le società della “terza fila” era del 10% (per alcune fino al 12%), mentre ora è salito al 12-14 per cento.
Sul mercato russo circolano più di 350 emissioni di bond delle 300 società emittenti della terza fila. Ma tenendo conto della situazione molto favorevole dell’economia russa, la maggior parte degli analisti dubita della possibilità di un’ondata di default. Le società più esposte sono le aziende del settore agricolo, le società retail regionali di dimensioni piccole e medie, le società dell’industria metalmeccanica che non possono contare sul sostegno statale, le piccole compagnie aeree. Bisogna notare che i bond di una notevole parte delle società emittenti è distribuito tra un numero piuttosto limitato di investitori: in caso di default non c’è da aspettarsi una specie di effetto domino tra gli investitori.
Purtroppo non è possibile svolgere un’analisi finanziaria affidabile dei rischi per le società della terza fila, soprattutto perché poche di esse rendono pubbliche informazioni elaborate sulla base degli standard internazionali di rendicontazione finanziaria. Nel migliore dei casi una società su 20-30 pubblica ogni tanto resoconti di management. Solitamente le società rendono pubbliche una parte dei propri risultati finanziari al momento della prima emissione, dimenticandosi che gli investitori hanno la necessità di ricevere questi dati su base regolare.

Nel caso le informazioni finanziarie diventassero disponibili, si consiglia di controllare il rapporto tra Ebidta (oppure un altro indicatore che permetta di caratterizzare il flusso monetario) e il rimborso degli interessi. Questo dato è particolarmente sensibile rispetto al mutamento dei costi di mobiliarizzazione dei fondi: se l’indicatore non è superiore a 1, vuol dire che questa società non è in grado di garantire senza aiuti esterni i propri debiti.
Altre informazioni potranno offrire un’analisi simultanea di questo e di alcuni altri indicatori, tra cui il rapporto debito/Ebidta. Se prima del periodo della crisi il rapporto tra Ebidta e gli interessi da rimborsare era pari a 2.0x e il rapporto tra Ebidta e il debito era superiore a 5.0x (il costo del debito superiore al 10% l’anno), dopo l’aumento dei costi di mobiliarizzazione fino a 250-500 punti di base, la società difficilmente avrà soldi sufficienti per garantire un adeguato servizio dei crediti. Vale a dire che la zona a rischio si sta allargando coinvolgendo anche società con un volume del debito più che accettabile (per il periodo ante-crisi), con un rapporto del debito/Ebidta pari a 4.0x. Non vuol dire però che per queste società il default sia inevitabile. I tassi bassi saranno sostituiti da un denaro più costoso non prima della seconda metà del 2008, nel frattempo le società potranno trovare fonti alternative di mobiliarizzazione.
È molto importante la congiuntura economica positiva generale della Russia: non si devono prevedere, infatti, nei prossimi 3-5 anni scosse drammatiche e un’ondata di default, causata dall’alterazione dei business cicli. Il peggio che le società possono aspettarsi è un rallentamento della crescita economica. In questo contesto va ricordato che la durata media dei bond delle società di terza fila è di 8,5 mesi.
Nella maggioranza dei casi i proprietari cercano di salvare le proprie società fino all’ultimo. E si troveranno anche molti investitori intenzionati a salvare un business in libera caduta (come è successo con Guta-bank, acquisito dalla banca Vtb e trasformata in braccio retail Vtb24).
Infine, non di rado le banche vanno incontro a un cliente in difficoltà offrendo dei finanziamenti straordinari, visto che sono interessate meno degli altri a un fallimento. Solitamente le banche sono disposte ad aiutare i propri clienti in cambio di un tasso più alto, di una maggiore copertura del prestito e di una possibile partecipazione al capitale della società. Con l’erogazione dei finanziamenti le banche sono pronte ad offrire alle società servizi extra come la ristrutturazione del business o la preparazione all’Ipo.
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