È giunto il tempo dei “metalli”

Cresce le popolarità tra gli investitori dei fondi d’investimento collettivi in asset dell’industria metallurgica – Gli investitori guardano con sospetto l’industria petrolifera – Le Borse russe dovranno ricominciare dai livelli raggiunti nel mese di gennaio

La forte volatilità che sui mercati azionari continuerà a coinvolgere anche il settore dei fondi d’investimento collettivo. Dopo una partenza positiva in seguito a un lungo periodo feriale di Capodanno, quando le società di management di capitali erano riuscite a raccogliere più di cinque miliardi di dollari, in febbraio gli investitori hanno ritirato non poche partecipazioni dai fondi. Lo scorso mese dai fondi d’investimento di tipo aperto sono state ritirate risorse per un miliardo di rubli. Le perdite sono state compensate in parte dai fondi obbligazionari. Di conseguenza, i fondi collettivi hanno chiuso il mese con  perdite minime per soli 188,5 milioni di rubli.
Lo scorso mese il deflusso di capitali è stato registrato praticamente in tutti i settori dei fondi d’investimento in azioni: le perdite hanno totalizzato 413 milioni di rubli. L’unica eccezione  è costituita dai fondi collettivi che investono nell’industria metallurgica. Nella lista dei 10 fondi leader per la raccolta di investimenti tre sono dell’industria metallurgica. Le posizioni più solide sono state dimostrate dal fondo Alfa Capital Metallurghija, gestito dalla società UK Alfa Capital che è riuscita a raccogliere 224,7 milioni di rubli.
La crescente popolarità tra gli investitori dei fondi “metallurgici” è legata ai risultati registrati in febbraio: i leader hanno incassato un tasso di rendimento del 20 per cento.
Dunque, non è più  il petrolio che genera i capitali, ma i metalli. Non a caso nel settore russo della lista degli uomini più ricchi del pianeta le prime posizioni sono occupate da Oleg Deripaska, 40 miliardi di dollari, dal re dell’alluminio Roman Abramovich, che dal petrolio (es Sibneft) è passato al settore metallurgico, e dal padrone delle acciaierie Severstal, Aleksej Mordashov (20,8 miliardi di dollari).

I mercati in grafici

Gli esperti hanno sottolineato che la parte principale degli incassi dei fondi d’investimento collettivo provengono attualmente dalle miniere di carbone e dall’investimento nelle aziende che producono oro. I blue chips dell’industria metallurgica sono stati quotati entro i limiti del mercato, mentre le azione delle società come Mechel e Poljus Zoloto hanno registrato una buona crescita.
Un altro settore dei fondi d’investimento collettivo che permette di superare il periodo di grande volatilità del mercato è quello dei fondi obbligazionari. Grazie all’arrivo di alcuni maggiori investitori, lo scorso febbraio il fondo Lukoil Fond konservativnyj, gestito da Uralsib, è riuscito a incassare oltre un miliardo di rubli.
Tra i fondi d’investimento collettivo che lo scorso febbraio hanno registrato le maggiori perdite più di tutti si è distinto il fondo Trojka Dialog Dobrynja Nikitich (420 milioni di rubli, UK Trojka Dialog).
Per quel che riguarda la situazione dei mercati azionari, anche li la situazione diventa sempre più tesa, mentre le regole vengono dettate dagli speculatori. In assenza di punti per una crescita fondamentale, gli operatori finanziari cercano di opporre resistenza alle statistiche negative in arrivo dagli Stati Uniti. La minaccia di una recessione diventa sempre più evidente. Il dollaro cade mentre i prezzi dell’energia battono tutti i record superando di gran lunga la domanda reale. Molti analisti si aspettano che alla fine della primavera le bolle speculative potranno cominciare a esplodere.
Solo due fattori potrebbero appoggiare il ‘biglietto verde’: notizie negative da Eurolandia e notizie dagli Usa un po’ più positive rispetto al trend attuale.
Il mercato azionario russo segue tutte le tendenze delle piazze internazionali. Non ci sono proprio  idee di crescita. Per quel che riguarda la resistenza al flusso di cattive statistiche da oltre Oceano, si può rimanere esterni per al massimo un paio di giorni. Così, se i mercati Usa si chiudono in negativo mercoledì, giovedì e venerdì i mercati russi si aprono con un gap verso il basso. Secondo molti analisti russi i “mercati si attendono una fila di default tecnici”, in primo luogo tra i hedge-fund che avevano investito in obbligazioni dei fondi mutui e ora stanno registrando molti problemi con le banche che insistono sul rimborso dei debiti.
In questa situazione i mercati russi temono una recessione delle borse Micex e Rts fino a quote del mese di gennaio. A salvare la situazione potrebbero arrivare soltanto i nuovi dati – positivi o almeno neutri – sulla situazione del mercato di lavoro degli Stati Uniti, ma una forte volatilità continuerà a disturbare i mercati russi fino alla fine di aprile.


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