Il mercato russo del debito nel novembre 2007

Si prevede nella prima metà di novembre 2007 un rally sul mercato delle obbligazioni denominate in rubli - I premi per i rischi, cresciuti in ottobre, dovrebbero scendere nella prima metà di novembre - Il premio valutario dovrebbe stabilizzarsi a quota 120-150 punti base

Dopo una crescita vertiginosa, registrata nella prima metà di ottobre, il mercato russo del debito si è fermato sulle quote raggiunte mentre i volumi delle contrattazioni sono scese notevolmente. Una nuova ondata di pessimismo da parte degli investitori stranieri ha interrotto l’afflusso di capitali sul mercato russo dei titoli.
Però, secondo le previsioni di molti analisti russi e stranieri nelle prime settimane di novembre si prevede la comparsa di una notevole domanda da parte degli investitori stranieri, che interesserà in primo luogo il segmento dei titoli di alta qualità (primo scaglione e la parte migliore del secondo scaglione) con  durata fino a due anni. Come conseguenza cresceranno le rispettive quotazioni. Alla base del nuovo interesse da parte degli investitori dovrebbe trovarsi una graduale stabilizzazione del mercato monetario interno russo  e una notevole riduzione del costo della fondazione per gli operatori stranieri del mercato, in seguito alla riduzione del tasso d’interesse da parte della Federal Reserve (dal 4,75% al 4,5%).
A partire dal mese di luglio i rendimenti delle obbligazioni dello Stato russo sono scesi di circa l’1%, mentre il tasso fisso in rubli per lo stesso periodo di tempo vincolato alle quotazioni di swap in valuta-interessi percentuali è aumentato dal 5,5% al 6,3% su base annua.
Se vogliamo analizzare la struttura del premio per il rischio sul mercato monetario russo, potremmo scoprire che a partire dal mese di luglio il premio sul mercato monetario statunitense è aumentato da 50 a 70 punti base, mentre il premio per il rischio valutario è cresciuto da 20 a 180 punti base.
Attualmente il valore calcolabile del paniere bivalutario (dollaro, euro) basato sulle quotazioni dei future dei contratti valutari è di 30,00 rubli tra un anno, di 30,61 rubli tra due anni, contro gli attuali 29, 61 rubli. Questi dati corrispondono al ritmo previsto della svalutazione del rublo rispetto al paniere bivalutario dell’1,3% nel primo anno e del 2,0% nel secondo anno.
L’inflazione molto alta nella seconda metà del 2007 e anche nella prima metà del 2008 non permetterà alla Banca Centrale della Russia di rivalutare il rublo rispetto al paniere bivalutario per non trovarsi di fronte a un brusco potenziamento del corso reale efficiente del rublo.  Inoltre, una rivalutazione del rublo minaccerebbe di aumentare ancora di più il tasso d’inflazione.
Ci si aspetta dunque che l’indicatore del premio valutario nei prossimi mesi si stabilizzerà a quota 120-150 punti base. Nello stesso tempo la decisione della Federal Reserve riguardo a una nuova riduzione del tasso d’interesse (dal 4,75% al 4,5%) provocherà una certa riduzione del premio per il rischio sul mercato monetario degli Stati Uniti (di 10 punti base).
Nella prima metà di novembre c’è da aspettarsi una riduzione del tasso di securitizzazione per gli operatori stranieri di 40-50 punti base che potrà provocare una riduzione dei tassi di rendimento nel settore di titoli di alta qualità con durata fino a due anni di 20-30 punti base.
La prima metà di ottobre sarà ancora caratterizzata da una moderata scarsità di liquidità sul mercato monetario, mentre i tassi overnight si avvicineranno al 7% su base annua. In questo periodo c’è da prevedere un notevole volume delle operazioni Repo da parte della Banca Centrale della Russia. Però, a partire dalla seconda metà di novembre sullo sfondo dell’aumento di afflusso di capitali dall’estero  (in seguito a una nuova riduzione del tasso d’interesse dal 4,75% al 4,5% decisa il 31 ottobre dalla Federal Reserve) e le spese in aumento dei mezzi del budget russo la situazione dovrà stabilizzarsi, dopodiché i tassi overnight dovranno scendere al 4-5% su base annua. Si prevede che questa situazione si mantenga con una breve impennata, legata al periodo di pagamenti fiscali alla fine di novembre, fino alla fine dell’anno.

 

Notiziario dai mercati Csi su dati Rosbank