San Pietroburgo annuncia una gara per ottenere nuovi crediti
Il Governo regionale punta a un tasso d’interesse al di sotto del tasso di rifinanziamento della Banca centrale della Russia
Il Governo di San Pietroburgo ha annunciato una gara tra banche commerciali per ottenere nuovi crediti indispensabili per far fronte al disavanzo del budget di quella che è la seconda maggiore città della Russia. Secondo gli analisti finanziari, il Governo di San Pietroburgo potrà ottenere prestiti a un tasso d’interesse compreso tra l’8% e il 9% all’anno, ovvero sotto la quota del tasso di sconto stabilita dalla Banca centrale della Russia.
Il budget della regione di San Pietroburgo nel 2007 prevede introiti per 32,6 miliardi di rubli, mentre le spese dovrebbero arrivare a 33,9 miliardi, con un deficit di 1,3 miliardi. Secondo un progetto di legge finanziaria, entro il 2010 il disavanzo pubblico di San Pietroburgo dovrà scendere del 5% rispetto agli indicatori attuali.
Come ha dichiarato il capo del Dipartimento finanziario del Governo di San Pietroburgo, Andrej Amzaev, è la prima volta che gli amministratori della città organizzano una gara del genere. L’organizzazione di gare per ottenere finanziamenti è prevista dalle leggi federali russe sull’organizzazione dei budget regionali, in vigore dall’autunno del 2006.
Finora richieste di partecipazione alla gara sono state presentate dalla Sberbank, dalla Bank Moskvy, dalla Baltinvestbank, dalla Bana Sankt-Peterburg e dalla banca Rossija. Gli organizzatori della gara hanno dichiarato che il criterio essenziale per selezionare un vincitore sarà il tasso d’interesse più basso possibile. San Pietroburgo vuole ottenere un prestito per un periodo di un anno. In passato le autorità regionali avevano già ottenuto dei crediti per coprire i buchi del bilancio, ma senza una gara: all’inizio del 2006 il Governo di San Pietroburgo aveva ottenuto prestiti per 560 milioni di rubli dalla banca Sankt-Peterburg e dalla banca Evrofinans Mosnarbank.
Il programma di finanziamenti della regione per il 2007 prevede la possibilità di prendere in prestito dalle banche commerciali fino a 1,85 miliardi di rubli. Per il momento il budget è equilibrato, ma qualora dovesse emergere un buco non sarà più possibile mobilitare la somma indispensabile senza indire una gara.
Prima di tutto la regione cercherà di attirare dei fondi per coprire i deficit di cassa. Prima del passaggio della regione al sistema di finanziamento tramite la tesoreria, il Governo di San Pietroburgo lavorava strettamente con alcune banche commerciali che curavano i conti della regione e erogavano crediti al Governo. Le banche ottengono notevole capitale politico con la possibilità di lavorare con i Governi regionali. La regione di San Pietroburgo è un cliente di prima classe, al quale le banche potranno offrire delle condizioni molto agevolate. Molte banche vorrebbero avere la regione di San Pietroburgo, la città natale del presidente Vladimir Putin, tra i propri clienti.
Visti gli aspetti “politici” del concorso, gli esperti sostengono che il Governo regionale potrà ottenere un prestito con un tasso d’interesse inferiore al tasso di sconto del 10% della Banca centrale russa. La quota ipotizzabile si aggira tra l’8 e il 9 per cento. Secondo le indiscrezioni che trapelano dal Governo regionale, uno dei partecipanti della gara avrebbe offerto interessi pari al 70% del tasso di rifinanziamento.
Problemi dei fondi comuni d’investimento
L’agenzia di rating internazionale Standard & Poor’s è arrivata alla conclusione secondo cui il tasso di rendimento dei fondi collettivi russi si trova molto più indietro agli indicatori del mercato rispetto ad altre economie emergenti. Se gli investitori avessero preferito gli index fund ai fondi comuni avrebbero guadagnato nel secondo trimestre 2007 il 16,9% in più.
A queste conclusioni sono arrivati gli analisti della S&P, che hanno presentato una relazione dal titolo “Il comportamento degli indici al confronto con i fondi attivi in Russia”, basata sui risultati finanziari registrati nel secondo trimestre 2007. I fondi comuni azionari gestiti attivamente erano rimasti indietro rispetto agli indici del mercato.
Nell’anno concluso il 30 luglio del 2007 la dinamica della crescita dell’indice borsistico Rts ha superato i rispettivi indici dei fondi comuni azionari nel 58% dei casi. Una gestione attiva dei fondi comuni non porta a un surplus rispetto agli indici dei mercati azionari. A volte può succedere in un periodo da uno a due trimestri, ma in un tempo più lungo non succede. Di conseguenza gli analisti dell’agenzia S&P consigliano di investire nei fondi comuni, la cui strategia sia più vicina possibile agli indici borsistici.
In base ai dati che dimostrano i rendimenti medi, che di solito vengono usati per comparare il tasso di rendimento dei fondi comuni, i rendimenti dei fondi comuni hanno superato l’anno scorso la crescita dell’indice Rts dell’1,8 per cento. Invece, gli analisti della S&P hanno usato nella propria ricerca un indicatore diverso, cioè il rendimento equilibrato con il volume delle attività. Sulla base di questa metodologia un fondo con un notevole volume di attività influenza molto di più il tasso medio di rendimento, che rappresenta il metro per misurare il rendimento medio per ogni dollaro investito nel fondo. In base a questa metodologia originale della S&P, i fondi comuni hanno perso all’indice Rts il 16,9 per cento. È una perdita maggiore rispetto all’andamento dei fondi comuni americani e di quelli globali. Nel 2006 i fondi comuni russi avevano perso all’indice Rts l’8,6%, mentre i fondi degli Stati Uniti hanno perso all’indice Composite S&P 1500 soltanto il 3 per cento.
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