Azioni russe: crescita cinese rendimenti da America Latina
Il principale rischio per la Russia è legato al calo dei prezzi dell’energia - Crediti erogati al 30% del Pil minimizzano i rischi per il sistema finanziario russo - Consigliato investire in azioni di società orientate verso il mercato interno - Mesi “neri” per i fondi d’investimento collettivo
Secondo gli analisti della società finanziaria Troyka Dialog il maggiore potenziale rischio per l’economia nazionale della Russia è legato a un possibile calo dei prezzi dell’energia sui mercati globali.
Le conseguenze primarie di crisi finanziaria internazionale per la Russia saranno minime, dal momento in cui l’entità di crediti erogati nei confronti del Prodotto interno lordo ammonta appena al 30%, mentre la relazione tra il debito netto rispetto al capitale proprio delle società è ancora inferiore al 18% e il reddito per il capitale è del 20 per cento.
Nello stesso tempo la crisi finanziaria internazionale rischia di rallentare notevolmente la crescita economica globale e, di conseguenza, far scendere i prezzi dell’energia, in primo luogo di petrolio e di gas naturale. È molto pericoloso per i mercati russi: i due terzi di capitalizzazione del mercato azionario del Paese sono costituiti da società emittenti legate in un modo o nell’altro alla produzione di energia e di altre materie prime.
Per evitare “brutte sorprese” nel periodo settembre-novembre si consiglia di investire in azioni di banche, telecomunicazioni e consumo. Le società di questi settori manifestano ritmi di crescita “cinesi” mentre il tasso di rendimento del capitale è quello dei mercati dell’America Latina. Sono interessanti per i potenziali investitori le azioni di AFK Sistema (un potenziale di crescita del 63%), della banca Vozrozhdenie (39%), di Sberbank (38%), telefonia cellulare Mts (31%), della fabbrica dell’auto Gaz (30%), della società farmaceutica Veropharm (22%).
Invece, le società dei settori estrattivi attraverseranno un periodo piuttosto difficile fino al momento in cui gli investitori non arrivino alla conclusione che la minaccia all’economia globale sia passata.
Ma è vero che nel settore estrattivo russo ci sono società-emittenti che dipendono poco o niente dalla congiuntura dei mercati globali. Sono società le cui prospettive di sviluppo sono legate proprio al mercato interno russo (ad esempio Mechel): produttori di concimi chimici a base di potassio che forniscono i propri prodotti direttamente alle fattorie agricole russe (Uralkalij), le società produttrici di gas naturale, i cui risultati finanziari non dipendono dai volumi di estrazione e neppure dai ritmi di crescita dei prezzi (Gazprom, Novatek).
Nel comparto dell’energia elettrica gli analisti favoriscono gli investimenti in titoli delle centrali elettriche e di società interessanti per gli investitori strategici. Meno interessanti sono invece gli investimenti in azioni delle società con un lungo periodo di potenziale crescita e che per il momento vengono valutate soltanto sulla base della loro potenza stabilita.
Stanno diventando invece sempre meno appetibili gli investimenti in Fondi collettivi (sigla russa Pif): nel mese di agosto i migliori fondi sono riusciti appena a tenere il passo dei depositi bancari, manifestando una crescita dell’1-1,6 per cento. Di oltre 500 fondi collettivi soltanto 34 si sono trovati nella zona positiva, mentre la maggioranza assoluta dei fondi ha registrato perdite piuttosto significanti.
Meglio di tutti gli altri sono andati i fondi obbligazionari e misti, di cui il 18% ha manifestato indicatori positivi. Ciononostante, l’indice medio di questi fondi è sceso sotto zero. Infatti, dei 67 fondi obbligazionari 15 hanno registrato redditi. Dei fondi misti soltanto quattro sono rimasti in campo positivo.
Tra i maggiori fondi ha perso più degli altri Maxwell Capital (-6,43%).
Ancor più “drammatica” è la situazione dei fondi azionari: il tasso medio di perdite è stato del 3,49 per cento. Il miglior fondo Otkrytie-Akzii è riuscito a guadagnare in agosto soltanto lo 0,9 per cento. Il risultato più “nero” di nuovo è stato incassato da Maxwell Asset Management che ha perso il 7,16 per cento.
Le previsioni negativi valgono per tutto il settembre e per la prima metà di ottobre.
Notiziario dai mercati Csi