Mercati finanziari della Russia       nella prima metà di settembre

Mercato azionario


Nella prima metà di settembre il mercato azionario russo dovrebbe continuare a stabilizzarsi sullo sfondo di una migliore congiuntura economica: non si esclude la possibilità di una crescita dell’indice borsistico Rts fino a quota 1.900 punti, mentre l’aliquota media dovrebbe essere di 1.880-1.890 punti.
Secondo gli analisti dell’agenzia di analisi Interfax la dinamica delle azioni russe dipenderà prima di tutto dalle oscillazioni dei mercati internazionali e dai prezzi di materie prime.
I tentativi di operazioni al rialzo saranno piuttosto timidi e poco aggressivi a causa della persistente penuria di fondi liquidi. Un certo attivismo sui mercati sarà legato prevalentemente alla fine del periodo di vacanze estive.
I tassi di crediti interbancari rimarranno a una quota piuttosto alta del 7-8% su scala annua, mentre le aste Repo organizzate dalla Banca centrale della Russia non riusciranno a far cambiare radicalmente la preoccupante situazione legata alla liquidità scarseggiante. Inoltre, l’Istituto centrale non riuscirà a mantenere i ritmi da record di interventi sul mercato monetario: alla fine di agosto erano state offerti giornalmente da 130 miliardi a 190 miliardi di rubli al giorno.
La speranza principale che potrebbe immettere nuova linfa nei mercati azionari della Russia è legata ancora alla congiuntura esterna. Ci si aspettano segnali positivi dagli Stati Uniti. Gli operatori guardano al mercato immobiliare degli Stati Uniti incoraggiati dall’aumento delle vendite dei fabbricati nuovi (+2,8% nel mese di luglio).


Obbligazioni russe denominate in rubli

Gli analisti continuano a manifestare pessimismo per quel che riguarda la situazione del mercato russo delle obbligazioni denominate in rublo (Ofz). Mentre ci si aspettano le tendenze negative, i rendimenti medi dei mercati obbligazionari Ofz-Ad e Ofz-Fd potrebbe salire al 6,47%-6,48% su scala annua.
I pagamenti obbligatori alla fine di agosto (banche hanno rimborsato la Tassa sulla produzione di materie prime e la tassa sul reddito) hanno favorito la conservazione di aliquote piuttosto alte dei tassi del mercato finanziario-creditizio, e hanno spinto alcuni operatori a vendere nel settore del debito statale interno.
Inoltre, la crescente volatilità dei mercati finanziari e azionari globali, nonché la conservazione dei timori riguardo all’escalation della crisi internazionale di liquidità, potrebbero esercitare una pressione negativa sulle strategie degli operatori del mercato obbligazionario Ofz.


Il mercato delle obbligazioni denominate in valuta

La dinamica delle quotazioni delle note del debito russe denominate in valuta non dovrebbe distinguersi nella prima metà di settembre da una tendenza ben definita. Gli Eurobond russi dovrebbero rimanere sui livelli raggiunti alla fine di agosto. L’assenza di un trend preciso nel settore di Eurobond russi sarebbe legata alla situazione poco chiara delle Treasuries statunitensi: soltanto la pubblicazione di statistiche macroeconomiche molto favorevoli potrà rompere la tendenza negativa sia sul mercato di Ust sia su quello di Eurobond russi.
La tendenza positiva legata alla riduzione dello spread sovrano interno, registratasi alla fine di agosto, difficilmente potrà rafforzarsi all’inizio di settembre a causa di timori legati alla situazione del mercato statunitense di note ipotecarie. L’unico fattore positivo che potrebbe favorire lo sviluppo del mercato russo di Eurobond potrebbe essere legato alla fine del periodo di ferie estive e all’inizio di un nuovo mese, dopo un rallentamento legato ai pagamenti obbligatori che erano previsti per la fine di agosto.


Rublo, dollaro, euro

Nei primi dieci di settembre il corso del dollaro oscillerà intorno a quota 25,70 rubli per un dollaro, mentre il corso dell’unica moneta europea potrebbe scendere a quota 34,70 rubli per un euro.
Una drastica penuria di liquidità, soprattutto di rubli, che aveva colpito i mercati finanziari russi nella seconda metà del mese di agosto non sarà superata entro un breve periodo di tempo. Soprattutto dopo l’impennata di transazioni interbancarie alla fine di agosto. Nello stesso tempo, non c’è da prevedere un alt totale della fuga di fondi dei non residenti dai mercati finanziari russi. Di conseguenza, la domanda per la liquidità rimarrà molto alta e questo fattore influenzerà la situazione generale del mercato valutario. La Banca centrale sarà costretta a proseguire gli interventi sul mercato finanziario per impedire un ulteriore crescita del paniere bivalutario sopra quota media di 29,80 rubli per 1 unit (dollaro-euro).
Contemporaneamente, l’influenza della dinamica del mercato Forex sul corso del rublo non sarà un fattore determinante. Gli atteggiamenti di attesa saranno dominanti sul mercato di dollaro/euro fino alla fine della seconda decade di settembre, ovvero fino a quando la Federal Reserve degli Stati Uniti sarà in grado di determinare i tassi di sconto. Fino a questo momento il corso di euro rispetto alla divisa americana dovrebbe essere di 1,33-1,37 dollari per un euro.

 

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