Il nuovo Governo russo si aspetta la fiducia degli investitori
I ministeri dei settori economico e finanziario, l’Agenzia statale delle iniziative strategiche, e gli esperti indipendenti hanno elaborato una sorta di piano d’azione con l’obiettivo di migliorare il clima per gli investimenti in Russia. Le decisioni fondamentali in questo campo arriveranno solo dopo la costituzione del nuovo Governo della Russia, con a capo l’ex presidente Dmitrij Medvedev.
L’esecutivo russo, gli esperti indipendenti russi e internazionali, tutti sono d’accordo che senza un drastico miglioramento del cosiddetto “clima per gli investimenti” non si potrà accelerare la crescita economica della Russia e l’economia del Paese non riuscirà a smarcarsi dalla dipendenza dall’export petrolifero. Inoltre, lo sviluppo economico russo non potrà sfruttare alcuna scia innovativa. Il miglioramento di questo “clima per gli investimenti” è l’unica garanzia per fermare la fuga di capitali e per attirare nell’economia russa le risorse finanziarie degli investitori strategici internazionali.
I principali problemi che ostacolano la liberalizzazione del regime degli investimenti esteri in Russia sono costituiti da una presenza esagerata dello Stato nell’economia russa, da una protezione insufficiente dei diritti degli investitori e degli imprenditori stranieri, da una bassa efficienza di funzionamento degli istituti statali e governativi. Inoltre, la prepotenza dei burocrati rende molto difficile la realizzazione di certe operazioni indispensabili per investire nell’economia russa. Negli ultimi 12 anni il numero di burocrati governativi è aumentato notevolmente, mentre la qualità del loro lavoro è diminuita.
Gli ostacoli creati dai burocrati governativi e dalla “nomenclatura” regionale vengono associati dagli investitori a rischi molto gravi, che li spingono a investire in altri Paesi, in primo luogo in Cina, in India e in Brasile. Inoltre, molti analisti riconoscono che nella decisione di non investire in Russia ci sia una componente “politica”, legata al ritorno di Vladimir Putin alla presidenza russa.
Mentre i vertici del Governo russo proclamano la necessità di passare finalmente dalle discussioni del problema a passi concreti, i burocrati (non di rado corrotti) insabbiano questi programmi che farebbero loro perdere un’importante fonte di guadagno.
Ciononostante, il vice premier Igor Shuvalov ha dichiarato che il Governo attuerà provvedimenti concreti e immediati che trasformeranno la Russia in un Paese molto confortevole e sicuro per gli investitori stranieri: “Non abbiamo più tempo da perdere. Cominciamo ad agire, utilizzeremo dei bisturi e non ci fermeremo anche se faremo male a qualcuno”, ha detto Shuvalov, secondo cui “i cambiamenti, destinati a far arrivare in Russia dei capitali globali sono molto più importanti rispetto agli eventuali rischi che potrebbero essere legati a questa operazione”.
Secondo Shuvalov gli emendamenti alle leggi russe che hanno l’obiettivo di liberalizzare il settore degli investimenti devono essere varati dalla Duma di Stato (la Camera bassa del parlamento) entro la fine del 2012. “Non è necessario che tutti questi emendamenti entrino in vigore già nel 2013, ma è molto importante farli varare entro la fine di quest’anno, non dopo”, ha sottolineato il vicepremier.
Per dare un esempio positivo agli investitori globali il Cremlino intende selezionare quattro-cinque direzioni prioritarie di sviluppo economico, attraverso le quali dimostrare la realizzazione e i successi ottenuti grazie al miglioramento del “clima per gli investimenti”.
Da parte sua, il ministero dello Sviluppo economico ha presentato al Governo alcune proposte che devono ridurre notevolmente il controllo statale degli investimenti strategici. Inoltre, è prevista l’introduzione di una specie di scala che permetterà di misurare il grado di efficienza degli organismi statali legati, in un modo o nell’altro, al rastrellamento degli investimenti esteri.
Molta attenzione sarà dedicata in questo contesto al funzionamento delle dogane russe, un vero e proprio “buco nero” sulla strada delle merci e dei capitali che arrivano in Russia. Per capire il tasso di efficienza delle dogane il Governo misurerà i tempi concreti tra l’arrivo di un carico sul territorio russo e il passaggio definitivo della merce in libera circolazione sul mercato russo.
Anche l’Agenzia governativa delle iniziative strategiche ha elaborato ben quattro road map sempre nell’ambito delle iniziative per migliorare il “clima per gli investimenti”. Le proposte dell’Agenzia riguardano non soltanto i problemi di allacciamento delle nuove produzioni alle infrastrutture (elettricità, gas, vie di comunicazione, urbanizzazione) e non solo le questioni di miglioramento del funzionamento delle dogane, ma anche delle misure per supportare le società esportatrici, oltre a una serie di semplificazioni radicali delle procedure nel settore delle costruzioni. In tutto l’Agenzia delle iniziative strategiche sta lavorando in questo momento su 22 road map per rendere il terreno più favorevole agli investimenti in diversi settori dell’economia russa.
Nonostante questo lavoro sia molto importante,gli imprenditori e gli investitori aspettano decisioni fondamentali e radicali dal presidente eletto, Vladimir Putin, e dal presidente uscente, Dmitrij Medvedev, nella sua nuova carica di primo ministro della Russia.
Per poter realizzare il programma strategico della trasformazione del modello economico della Russia il Cremlino dovrà assicurare al Paese una crescita economica non inferiore al 5% all’anno, mentre il tasso d’inflazione annuo dovrà scendere sotto il 5 per cento. Inoltre, al nuovo Governo russo è stata “prescritta” una manovra finanziaria che dovrebbe aumentare annualmente del 4% del Pil gli investimenti di denaro pubblico nello sviluppo delle infrastrutture e del cosiddetto capitale umano, mentre le spese inefficienti e i finanziamenti dell’apparato burocratico obsoleto dovranno essere ridotte per almeno il 2% del Pil entro il 2014.
La realizzazione di questo programma richiederà l’introduzione di alcune nuove tasse e la riforma del sistema pensionistico. In particolare c’è la proposta di aumentare l’età pensionistica a 63 anni per le donne (attualmente 55 anni) e per gli uomini (attualmente 60 anni).
Per il periodo compreso tra il 2016 e il 2020 lo Stato dovrà portare a termine la privatizzazione di tutte le maggiori società, riducendo la propria partecipazione nei gruppi strategici al pacchetto azionario di blocco.
Il vice premier Shuvalov ha espresso la speranza che questi programmi del Governo, aggiunti ai primi passi concreti già realizzati, aumentino la fiducia degli investitori strategici stranieri e facciano crescere l’afflusso di capitali nell’economia russa.
