Le montagne russe del rublo
Gli analisti si aspettano un apprezzamento della moneta nazionale russa all’inizio - La tendenza potrebbe invertire la rotta alla fine dell’anno - Gli economisti auspicano un rublo forte che permetta di ridimensionare la posizione del settore gas-petrolifero.
Nelle ultime settimane il rublo ha dimostrato una stabile tendenza all’apprezzamento. Secondo le previsioni degli analisti russi questo trend potrebbe essere mantenuto anche nei prossimi mesi.
“Non aspettiamo brusche oscillazioni del rublo nei prossimi 3-4 mesi. A causa dei disordini in Egitto e in alcuni altri Paesi del Medio Oriente il prezzo del petrolio dovrebbe rimanere abbastanza alto, in attesa di una più stabile situazione geopolitica. Tutto ciò significa che il rublo rimarrà stabile con una tendenza all’apprezzamento”, ha dichiarato l’analista della banca Fbk, Igor Nikolaev.
Contemporaneamente. molti esperti hanno puntato sul fatto che in tutto il 2010 il corso medio del rublo non è praticamente cambiato. Invece nello stesso periodo di tempo i prezzi del petrolio sono cresciuti del 25-30 per cento.
Questo fatto potrebbe significare che la nota dipendenza del corso del rublo dal prezzo del greggio sui mercati finanziari non valga più. Si tratta di un’eventualità abbastanza preoccupante che mette in ansia gli ambienti finanziari: c’è chi la paragona alla fuga di capitali.
Nel 2010 dalla Russia sono usciti capitali per circa 40 miliardi di dollari. Solitamente i capitali fuggono da un Paese la cui economia è in crisi, in calo. Ma dopo la difficile congiuntura finanziaria, nel 2010 l’economia russa è cresciuta di circa il 4 per cento.
Ciò potrebbe significare che gli investitori non si concentrano più esclusivamente sui noti fattori di crescita e analizzano con maggiore attenzione la situazione legata alla lotta contro la corruzione, all’imperfezione del sistema giudiziario della Russia, alla scarsa protezione dei diritti di chi investe e della proprietà privata.
Da questo punto di vista sembrerebbe molto difficile che i capitali comincino a ritornare in Russia già nel 2011: infatti, questi processi si sviluppano con molta inerzia e dopo una fuga così massiccia c’è il rischio che i capitali continuino a uscire dal Paese anche nei primi due trimestri dell’anno.
Lo stesso vale per il corso del rublo: la dipendenza delle quotazioni del rublo rispetto alle valute pregiate non è sparita. Qualora il prezzo del greggio dovesse cominciare a scendere, il corso del rublo è destinato a scendere ma con un certo ritardo, verso la seconda metà dell’anno.
Ci sono molte differenze tra le previsioni degli analisti russi e internazionali: c’è chi sostiene addirittura che per la fine del 2011 il corso della divisa potrebbe scendere a quota 32-33 rubli per dollaro.
Tra i fattori molto importanti che minacciano di destabilizzare il corso della moneta russa c’è l’inflazione: malgrado tutti gli sforzi del Governo la corsa dei prezzi continua e rischia di raggiungere l’8-9 per cento alla fine dell’anno (secondo le aspettative del ministro delle Finanze Aleksej Kudrin il tasso d’inflazione dovrebbe fermarsi nel 2011 al 7 per cento).
Nonostante la possibilità di una relativa svalutazione del rublo, la maggior parte degli analisti ritiene che il corso della moneta russa rimarrà stabile con oscillazioni da meno due rubli a più due rubli un dollaro (28-32 rubli per dollaro).
Nei prossimi 3-4 mesi il sistema finanziario russo si troverà di fronte a un rublo sempre più forte, e a un’inflazione in aumento.
In base al concetto di parità della capacità di acquisto, si può prevedere che la corsa dei prezzi rifletta la dinamica del corso del rublo. Nello stesso tempo, nella struttura delle spese dei consumatori russi ci sono dei capitoli (spese comunali, servizi quotidiani) che non hanno voci analoghe d’importazione. Per questo aumenta il distacco tra il corso del rublo e i prezzi all’interno della Russia.
Rispetto alle conseguenze dell’apprezzamento del rublo, esistono attualmente due essenziali punti di vista: uno degli economisti indipendenti e l’altro della Banca centrale della Russia.
Dal punto di vista del Regolatore le “aliquote” del corso del rublo non hanno molta importanza per la situazione generale dell’economia russa, mentre molto più importante e incisiva è la volatilità della moneta nazionale. La posizione dell’Istituto centrale è che l’impresa riesce ad adattarsi a qualsiasi corso del rublo.
Dal punto di vista degli analisti indipendenti non esiste un legame statisticamente provato tra i volumi della produzione industriale e il corso del rublo. Molti sostengono, però, che nella situazione attuale è più importante avere un rublo “pesante”. In caso contrario, nel Paese continueranno a essere generate condizioni che favoriscono esclusivamente la prosperità del settore gas-petrolifero.
In un periodo a lungo termine l’interesse strategico della Russia deve puntare a un rublo forte e apprezzato, che ridurrebbe i guadagni in rubli del ‘super viziato’ settore gas-petrolifero. Infine, il ridimensionamento del industria del petrolio e del gas permetterebbe ad altri settori importanti dell’economia nazionale di crescere. R24