Russia: uno dei mercati azionari più favorevoli del momento

Nei prossimi mesi i mercati azionari russi saranno al rialzo – Alla fine del 2010 l’indice borsistico Rts dovrebbe crescere del 25-30 per cento – L’attuale debolezza dei titoli russi permette di investire con rendimenti elevati – Dopo la Russia gli investitori guardano alla Cina e al Brasile, meno favoriti gli investimenti in Polonia e in Ungheria.

Le azioni dei mercati emergenti, in primo luogo della Russia, della Cina e del Brasile offrono opportunità interessanti ai potenziali investitori ai correnti livelli di prezzo. A questa conclusione sono arrivati gli analisti delle maggiori banche d’investimento internazionali. In particolare, il rapporto delle quotazioni dei titoli delle aziende dei mercati emergenti e i loro rispettivi utili, previsti per i prossimi dodici mesi, è pari a 10,5, rispetto alla previsione media pari a 13,3 per un periodo a lungo termine e l’analogo indicatore per l’indice Msci World pari a 12,1.
Per molti aspetti i mercati emergenti in questo momento si presentano molto più forti rispetto a quelli sviluppati: per questo ci si aspetta un graduale avvicinamento tra gli indicatori sopra citati, che prevede una positiva dinamica di crescita dei mercati con economia in via di sviluppo. Da questo punto di vista il rapporto giusto tra il prezzo e gli utili per le aziende dei mercati emergenti sarebbe 15, un dato che nella situazione attuale dei prezzi potrebbe sembrare un obiettivo esageratamente ambizioso.
Gli analisti sottolineano che l’indicatore Msci Emergi Markets è cresciuto nel periodo giugno-luglio del 16%, lasciandosi alle spalle il punto più basso del 2010, registrato il 25 maggio. Invece l’indicatore Msci World ha perso dall’inizio dell’anno il 3,6% reagendo così alla crisi finanziaria nella zona dell’euro.
Per gli analisti del gruppo bancario Ubs il mercato dei titoli più favorevole del momento è quello della Russia dove la proporzione tra  prezzo e utili è la più bassa rispetto all’indicatore Msci Emerging Markets. Questo giudizio viene appoggiato da una stabile crescita dei mercati azionari della Russia e da un considerevole miglioramento della performance economica e finanziaria delle imprese russe.
Si prevede che nei prossimi 3-6 mesi, ovvero praticamente fino alla fine dell’anno il mercato dei titoli della Russia sarà caratterizzato dalle operazioni al rialzo, mentre i ritmi di crescita supereranno gli stessi indicatori per gli altri mercati emergenti di 5-15 punti percentuali.
A questo giudizio sono arrivati gli analisti di Deursche Bank, secondo cui in questo momento tutta una serie di fattori tecnici, fondamentali, macroeconomici e stagionali indicano che nei prossimi mesi il mercato azionario russo continuerà a crescere.
Gli analisti di Deursche Bank suggeriscono agli investitori di cogliere questa occasione legata alla momentanea “debolezza” delle azioni russe.
In primo luogo, si punta sui “blue chips” meno costosi come la più interessante attività per l’investimento del momento attuale, che è rimasta indietro ai titoli “di seconda linea” per più di un anno e mezzo.
Per quanto riguarda i settori, gli analisti hanno scelto tradizionalmente l’industria gaspetrolifera e il settore finanziario della Russia, che dall’inizio del 2010 hanno dimostrato una performance inferiore all’andamento generale del mercato azionario russo.
Ognuno di questi due settori negli ultimi sette mesi  ha lasciato sul terreno più del 10% del proprio valore nominale, mentre tutti gli altri settori si trovano ormai da tempo nella “zona verde”.
L’indice della Borsa di Mosca Rts ha superato le statistiche medie per gli ultimi 200 giorni. In base all’analisi storica Ciò potrebbe significare, secondo gli analisti di Deutsche Bank, l’imminente ingresso del mercato azionario russo nella fase di rapida crescita. In passato dopo che l’indice Rts superava la propria statistica media degli ultimi 200 giorni, la crescita nei 3-6 mesi successivi raggiungeva il 10-25% lasciandosi alle spalle gli altri mercati emergenti di 5-15 punti percentuali.
In precedenza, gli analisti di Deutsche Bank avevano previsto una crescita dell’indice Rts del 35% entro la fine del 2010, oppure del 29% in base all’analisi della dinamica delle quotazioni dei titoli russi.
Inoltre, si prevede che i titoli russi crescano nella seconda metà del 2010 non tanto a causa di fattori “tecnici”, quanto per una serie di motivi fondamentali: prima di tutto dall’inizio dell’anno le azioni delle società russe sono rimaste dietro i titoli di altri mercati emergenti di quattro punti percentuali, mentre alla fine del 2010 il mercato russo dovrebbe superare gli altri mercati emergenti di almeno cinque punti percentuali.
E poi, le azioni russe costano decisamente meno degli stessi titoli di altri mercati emergenti, mentre i ritmi di crescita dell’indicatore Eps (rendimento per titolo) delle società russe dovranno superare nel biennio 2010-2011 quelli di altri mercati emergenti.
La crescita del mercato russo dovrebbe essere appoggiata dallo sviluppo positivo dei mercati globali, tra cui quello americano dovrebbe guadagnare alla fine dell’anno il 25% rispetto ai livelli correnti, mentre l’indice S&P dovrebbe salire a quota 1.375 punti.
Infine, i progressi dei mercati russi dovrebbero essere basati sul miglioramento della situazione dell’economia europea, dal recupero dell’Euro e dall’aumento stagionale della liquidità disponibile.
Naturalmente la Russia dovrà competere con la Cina per attirare più investitori: le preoccupazioni riguardo a un “duro atterraggio” dell’economia cinese sembrano piuttosto esagerate. Al terzo posto nella lista delle economie al momento più interessanti per gli investitori si trova il Brasile: la stabilizzazione della situazione economica in questi tre Paesi, l’aumento del benessere della popolazione favorirà  di conseguenza la crescita dei consumi.
Meno preferiti in questo momento dagli analisti di Ubs sono gli investimenti in Polonia, in Ungheria, nella Corea del Sud e in Taiwan.

L’ultimo mese dei mercati russi
 
 
Notiziario dai mercati Csi su dati Interfax, Ubs, Deutsche Bank