Federazione Russa. nuova emissione di Eurobond

Il volume massimo possibile dei prestiti che il governo vuole rastrellare sui mercati finanziari internazionali nel 2010 non dovrebbe superare i 17,8 miliardi di dollari - Gli Eurobond sovrani russi potrebbero essere collocati con un tasso di rendimento del 5% l’anno - Il volume dei collocamenti sarà deciso al momento della composizione del libro delle accettazioni.

Il 13 aprile la Russia ha avviato il road show di presentazione agli investitori internazionali di una nuova emissione di Eurobond sovrani, la prima degli ultimi 12 anni, dopo la crisi finanziaria del 1998.
Da Francoforte il road show si è spostato a Londra, dopodiché a Singapore, Hong Kong, Boston, Los Angeles, San Francisco e New York.
Come coorganizzatori e bookrunner dell’emissione sono state scelte le banche Barclays Capital, Citi, Credit Suisse e la statale russa VTB Capital.
Il volume massimo possibile dei prestiti che la Federazione Russa vuole rastrellare sui mercati finanziari internazionali nel 2010 non dovrebbe superare i 17,8 miliardi di dollari, ma il ministero delle Finanze russo ha dichiarato che il volume dei debiti effettivo sarà inferiore a queste previsioni.
In base ai risultati di road show il Governo russo dovrà decidere i parametri definitivi dell’emissione, ma il ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin, ha ipotizzato che la prima tranche dell’emissione con molta probabilità sarà collocata in dollari, mentre per le altre le valute non è stato ancora deciso.
London Stock ExchangeTutti gli altri parametri dei collocamenti dei bond russi dipenderanno dalla situazione concreta dei mercati e dai suggerimenti dei consulenti. Non sono state stabilite le date precise per l’inizio dei collocamenti, che “potrebbero cominciare in qualsiasi momento dopo il road show”.
Tenendo conto dei recenti collocamenti condotti dalle maggiori società russe, gli Eurobond sovrani russi potrebbero essere collocati con un tasso di rendimento del 5% l’anno. In particolare, si pensa all’emissione degli Eurobond dalle Ferrovie dello Stato russi, che sono riuscite a collocare bond per 1,5 miliardi di dollari con un tasso della cedola del 5,739% annuo.
Per quanto riguarda la maturazione, gli esperti del ministero delle Finanze hanno detto che il periodo ottimale sarebbe di 10 anni, perche i bond con maturazione più lunga risulterebbero molto più cari.
Il volume dei collocamenti sarà deciso al momento della composizione del libro delle accettazioni.
Infine, la questione riguardo alle dimensioni dei prestiti che la Russia potrà rastrellare nel 2010 sui mercati internazionali si trova piuttosto nella sfera politica che in quella puramente economica e finanziaria. E dipende dall’intenzione del Cremlino di conservare oppure di spendere il Fondo di riserva.
Gli analisti hanno notato che nel prospetto che accompagna la nuova emissione di Eurobond russi il capitolo “rischi” non è stato elaborato molto bene. E questo a 12 anni dall’emissione precedente. Il capitolo rischi, concentrato in sole tre pagine, è stato considerato “insufficiente” dai potenziali investitori, che hanno ricordato che nell’analogo prospetto delle Ferrovie dello Stato il capitolo “rischi” era stato di ben 25 pagine. Solitamente le società private descrivono i rischi in maniera ancora più articolata, curandone ogni particolare.
Tra i rischi specifici per la Federazione Russa i consulenti dell’emissione hanno citato una forte dipendenza dell’economia della Russia dai prezzi del petrolio, la vulnerabilità del sistema economico della Russia alle scosse esterne, il rischio del deprezzamento del rublo nonché il fattore di immunità sovrana che potrebbe ostacolare gli investitori a ottenere le necessarie risoluzioni presso i tribunali internazionali.
Tra i rischi connessi ai bond stessi il prospetto cita la possibilità di una revisione dei rating creditizio sovrano della Russia da parte delle agenzie di valutazione internazionali.
Il caso Yukos’ tradizionalmente viene citato dai memorandum  e dai prospetti che accompagnavano i bond del settore corporate. Il prospetto dei bond sovrani della Federazione Russa lo ha invece solo citato marginalmente nel capitolo “Petrolio” dove c’è scritto: “Nel 2005 tre azionisti di Yukos hanno presentato tre ricorsi collegati tra di loro esigendo il pagamento di 33,1 miliardi di dollari nell’ambito della violazione degli impegni assunti dalla Russia della Carta energetica”. Le prospettive del processo non vengono analizzate.
Il conflitto armato tra la Russia e la Georgia, citato in tutti i prospetti corporate, in quello dei bond sovrani è stato presentato come “una breve guerra tra la Russia e la Georgia” senza una valutazione dello scontro.
Il prospetto dei bond sovrani ha presentato le scadenze dei rimborsi previsti nell’ambito del debito sovrano della Russia nei prossimi 10 anni. Il picco dei rimborsi è previsto nel 2011, l’anno in cui la Russia dovrà rimborsare nell’ambito del proprio debito estero 6,53 miliardi di dollari.
Nel 2010 i rimborsi saranno di 5,92 miliardi di dollari, nel 2011 di 6,53 miliardi, nel 2012 4,2 miliardi, nel 2013 3,9 miliardi, nel 2014 3,71 miliardi, nel 2015 3,37 miliardi, nel 2016 3,13 miliardi, nel 2017 3,01 miliardi, nel 2018 6,35 miliardi, nel 2019 2,79 miliardi.
Di certo la nuova emissione aumenterà i volumi dei rimborsi previsti per i prossimi anni.

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