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Scende ancora il tasso di sconto russo 05 mar 10
È calato all’8,5% il tasso di rifinanziamento - Si tratta di un nuovo minimo storico - La mossa dell’Istituto centrale serve a aumentare l’erogazione dei crediti e a limitare l’afflusso nel Paese di denaro speculativo dall’estero - Il passo della Banca centrale è stato possibile grazie  a un notevole rallentamento della corsa dei prezzi - Una possibile accelerazione della corsa dei prezzi nella seconda metà del 2010 potrebbe costringere la Banca centrale a rialzare il tasso di rifinanziamento nel terzo trimestre alla quota dell’8 per cento.

Il 24 febbraio scorso la Banca centrale della Russia ha abbassato il tasso di rifinanziamento all’8,5% all’anno. Per la prima volta il tasso si è trovato a un livello così basso. Ma le autorità monetarie non intendono fermarsi e la Banca centrale ha preannunciato una nuova riduzione del tasso di rifinanziamento già per questo mese (marzo del 2010).
Alla base della riduzione corrente del tasso di sconto si sono trovati il rallentamento dell’inflazione (in febbraio l’inflazione su base annua è scesa al 7,6% dal 13,% registrato nel febbraio del 2009), più l’assenza dei rischi di una prevedibile accelerazione della corsa dei prezzi in un futuro prossimo. Le previsioni per l’inflazione per tutto il 2010 sono del 6,5-7,5 per cento.
La Banca centrale ha dichiarato che i successivi passi per far scendere i tassi fondamentali dovranno tenere conto in primo luogo delle tendenze inflazionistiche, della dinamica degli indicatori dell’attività dei produttori e della situazione del mercato finanziario interno.
“In Russia ci sono delle adeguate condizioni macroeconomiche per proseguire la riduzione dei tassi di rifinanziamento nella prima metà del 2010”, ha dichiarato il primo Vice governatore della Banca centrale, Aleksej Uljukaev. Dopo aver abbassato i tassi di sconto la Banca centrale ha preso una “pausa di riflessione” di due mesi per analizzare il comportamento dei prezzi alla fine 2009 - inizio 2010, un periodo segnato tradizionalmente da un’impennata dei prezzi al consumo. La situazione attuale permette di prevedere che in marzo l’Istituto centrale potrebbe far scendere il tasso di rifinanziamento ancora dello 0,5%, arrivando a quota 8 per cento.
L’ulteriore rallentamento della corsa dei prezzi dovrebbe permettere alla Banca centrale di abbassare durante l’anno il tasso di rifinanziamento ancora di 100-125 punti di base.
Nello stesso tempo la volatilità dei mercati finanziari internazionali e i problemi della zona dell’euro (la Grecia) hanno segnalato che l’afflusso di capitali verso la Russia nel 2010 sarà inferiore rispetto a quanto registrato nel 2008-2009. Per questo motivo i capitali in arrivo in Russia non rappresentano più per la Banca centrale il principale motivo che determina la riduzione del tasso di rifinanziamento.
Oltre al fattore dell’inflazione che in questo momento si trova molto sotto il tasso di sconto (rispettivamente 7,6% e 8,5%), è importante anche la situazione del rublo che continua a manifestare un potenziale apprezzamento che, sullo sfondo del differenziale dei tassi interni russi ed esteri, crea dei presupposti per l’afflusso nel Paese di capitali speculativi. Infine, nonostante le aspettative positive del Cremlino la vera ripresa del settore reale dell’economia nazionale resta ancora un sogno molto lontano dalla realizzazione.
Di conseguenza, dopo il previsto taglio all’8%, nella prima metà del 2010 il tasso di rifinanziamento russo potrebbe scendere al 7,5%  o addirittura al 7,0%. In questo modo la Banca centrale cercherà di stimolare la crescita dei volumi dei crediti erogati dalle banche e, in più, di ridurre l’interesse per il rublo nell’ambito delle operazioni carry trade da parte degli speculatori stranieri.
Ma gli analisti russi e internazionali hanno suggerito al Regolatore centrale di non riposare sugli allori: dopo un periodo di stabilità nel terzo trimestre del 2010 il tasso d’inflazione potrebbe ricominciare a crescere. Di conseguenza, la Banca centrale potrebbe rivedere al rialzo nel quarto trimestre il tasso di rifinanziamento, aumentandolo dello 0,25 per cento.
“Il tasso di rifinanziamento potrebbe crescere nel periodo ottobre-dicembre del 2010 in due click, per ritornare a quota otto per cento alla fine dell’anno”, hanno dichiarato gli analisti di Deutsche Bank.
Parallelamente alla riduzione del tasso di rifinanziamento, la Banca centrale ha tagliato il 24 febbraio scorso alcuni altri tassi indicativi tra cui:

  • per le aste lombard (i tassi percentuali minimi a seconda del termine di tempo) fino al 5,75%-8,25% all’anno;
  • REPO diretto in base all’asta (borsistico, extra borsistico, i tassi minimi) fino al 5,75-8,25%;
  • i crediti “overnight” fino all’8,5%:
  • gli affari “swap valutario” (la spalla in rubli) fino all’8,5%;
  • i crediti lombard (in base al tasso percentuale fisso) fino al 7,5%;
  • REPO diretto ((in base al tasso percentuale fisso) fino al 7,5-8,25%;
  • i crediti, garantiti da attività extra mercato oppure dalle cauzioni (in base al tasso percentuale fisso) fino al 7,5-8,5%;
  • le operazioni di deposito (in base al tasso percentuale fisso) fino al 3,25-3,75 per cento.
     

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