I debiti ristrutturati: il principale problema dell’anno per le banche

Secondo le stime dell’agenzia di rating internazionale Moody’s alla fine del 2009 il volume dei debiti ristrutturati nel sistema bancario russo avrebbe raggiunto il preoccupante 15% dell’intero portafoglio creditizio – C’è chi teme che in Russia si stia gonfiando una nuova bolla finanziaria – Secondo i dati della Banca centrale della Russia 194 istituti di credito russi hanno chiuso il periodo gennaio-novembre 2009 con i conti “in rosso”.

In Russia si sta gonfiando una nuova bolla finanziaria. Lo ha dichiarato il presidente di Alfa-bank, Petr Aven, secondo cui desta molta preoccupazione il fatto che gli indicatori borsistici siano cresciuti di parecchie volte mentre il Pil russo è in costante diminuzione. “Si tratta di una situazione assai pericolosa: il mercato azionario deve riflettere la situazione reale dell’economia”, ha dichiarato Aven.
Malgrado le aspettative positive della maggioranza degli esperti e anche della gente comune, molte difficoltà economiche e finanziarie permangono e la situazione potrebbe diventare esplosiva nella seconda metà del 2010.
Le attività tossiche minacciano la stabilità del sistema bancario della RussiaUno dei principali problemi che potrebbe mettere in difficoltà una parte consistente delle banche russe, in primo luogo istituti piccoli e medi, è legato all’ammontare dei debiti ristrutturati con gli aiuti finanziari dello Stato. Nella situazione attuale la ristrutturazione dei debiti rappresenta un rinvio della soluzione del problema al 2010-2011. Secondo le stime dell’agenzia di rating internazionale Moody’s, alla fine del 2009 il volume dei debiti ristrutturati nel sistema bancario russo avrebbe raggiunto il preoccupante livello del 15% dell’intero portafoglio creditizio.
Secondo le statistiche, rese pubbliche il 14 gennaio, circa il 20% delle banche russe ha chiuso il periodo gennaio-novembre del 2009 con perdite, stimate in 151,7 miliardi di rubli. La Banca centrale della Russia ha scritto che 194 istituti di credito avevano i conti “in rosso”. Rispetto all’inizio del 2009 il numero delle banche in perdita è aumentato di 138 istituti, mentre le perdite sono cresciute di 114 miliardi di rubli.
Tra i motivi principali di questa situazione c’è il crescente fardello di pagamenti obbligatori che le banche devono trasferire in riserve per compensare le eventuali perdite legate ai crediti erogati. A causa dei debiti tossici le banche russe hanno dovuto trasferire in riserve nel periodo gennaio-novembre 2009  1.950 miliardi di rubli.
Grazie agli aiuti finanziari statali molte banche sono riuscite a evitare nel 2009 la crisi da “attività tossiche”. Ma una parte di questo problema si ritrova nei debiti ristrutturati e potrebbe diventare molto acuto nella seconda metà del 2010.
Nei primi 11 mesi del 2009 871 banche hanno guadagnato 248 miliardi di rubli.
Molti analisti si aspettano che nel corso del 2010 il numero delle banche “in rosso” dovrebbe diminuire. Soprattutto grazie al miglioramento della situazione macroeconomica della Russia. L’accesso al denaro permetterà alle banche di aumentare l’erogazione dei crediti che, a sua volta, aumenterà notevolmente il tasso di rendimento delle operazioni finanziarie.
Inoltre, le banche cercano di ridurre le spese legate al passaggio del denaro in riserve di vario tipo tramite la partecipazione ai capitali dei fondi di credito. L’aumento del volume dei debiti scaduti ha fatto subito entrare i fondi creditizi nella lista degli strumenti più popolari degli investimenti collettivi: nel 2009 in Russia sono stati registrati ben 68 fondi creditizi di tipo chiuso.
La Banca centrale ha considerato come “prassi pericolosa” i tentativi di alcune banche di ridurre le riserve obbligatorie, trasferendo i debiti scaduti ai fondi creditizi. La Banca centrale ha trasmesso alle banche una circolare che limita le possibilità di evitare la costituzione dei fondi tramite la partecipazione nei capitali dei fondi di credito.
Il miglioramento della situazione economica della Russia ha permesso alle banche di sostituire una parte delle sovvenzioni finanziarie ottenute dalla Banca centrale con i mezzi dei clienti corporate: nel periodo gennaio-novembre del 2009 la quota dei crediti e dei depositi della Banca centrale sui conti delle banche russe è scesa dal 13% al 4,3%, totalizzando 1.200 miliardi di rubli.
Inoltre, la stabilizzazione economica ha permesso ai clienti degli istituti di credito russi di lasciare più denaro sui propri conti: i fondi della clientela delle banche a novembre sono aumentati del 3% (+440 miliardi di rubli) per salire a 16.500 miliardi.
 

 

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