Stima: i mercati finanziari della Russia nei primi tre mesi del 2010

Dopo una stagnazione nel primo trimestre del 2010 dovrebbe arrivare una moderata crescita - Alla base delle tendenze negative si trova la continua riduzione del tenore di vita della maggior parte della popolazione e di conseguenza un calo della produzione, orientata verso i consumi interni - La ripresa degli investimenti dipenderà dalla stabilizzazione del mercato dei crediti - Nel primo trimestre dell’anno c’è da aspettarsi una momentanea impennata del tasso d’inflazione.

In base alle aspettative della maggior parte degli operatori finanziari, la previsione per il primo trimestre del 2010 per l’economia russa è basata sulla stagnazione. Grazie a una base piuttosto bassa del 2009 si potrà vedere una piccola crescita di alcuni indicatori. La risorsa dell’aumento dell’economia russa grazie al ripristino delle riserve dovrebbe manifestarsi nella prima metà del 2010, però l’effetto dovrebbe essere molto passeggero e a breve termine per permettere una ripresa su larga scala dopo la recessione del 2008-2009. Soprattutto perché nella seconda metà del 2009 l’economia russa è riuscita ad alzarsi leggermente dal “fondo” toccato nel secondo trimestre dell’anno. Inoltre, alcuni indicatori che caratterizzano la domanda interna continuano purtroppo a diminuire.
È piuttosto difficile aspettarsi che l’economia russa segua il campione statunitense basato sulla ripresa in seguito alle maggiori attività d’investimento. Alla base delle tendenze negative si trova la continua riduzione del tenore di vita della maggior parte della popolazione e, di conseguenza, una riduzione della produzione orientata verso i consumi interni.
Gli indicatori dei settori orientati all’export e al commercio con l’estero manterranno l’economia russa a galla, però sarà ancora troppo presto aspettarsi nel 2010 una ripresa economica su larga scala.
Per quanto riguarda la ripresa degli investimenti, alla base dell’afflusso di capitali dovrebbe trovarsi la stabilizzazione del mercato dei crediti. Le condizioni per la ripresa del mercato creditizio ci sono e sono in continuo miglioramento. Tra i fenomeni che confermano questa tesi ci sono una riduzione dei tassi della Banca centrale - il 28 di dicembre l’istituto ha fatto scendere il tasso di rifinanziamento al nuovo minimo storico dell’8,75% - nonché un’elevata disponibilità di denaro liquido nel sistema bancario della Russia.
Nello stesso tempo nell’economia russa si nota uno squilibrio di distribuzione di liquidità, mentre i programmi di sostegno statale interessano soltanto alcune maggiori banche e le società controllate dallo Stato.
Nel 2010 i clienti prioritari per le maggiori banche saranno le società dell’industria estrattiva, che producono per esportare. Però non ci si deve ancora aspettare una forte ripresa dell’industria estrattiva, colpita da una recessione su larga scala, che potrà finire soltanto dopo un miglioramento della situazione nel settore dei consumi finali.
I processi inflazionistici saranno meno espressi nel corso di tutta la prima metà dell’anno. Le ultime previsioni del Governo sul tasso d’inflazione parlano del 6,5-7,5 per cento annuo. Nel caso in cui i prezzi petroliferi dovessero aumentare l’inflazione sarà comunque contenuta a causa della debolezza della spesa al consumo.
Però, non si può escludere del tutto la possibilità che nel primo trimestre del 2010 ci sia da aspettarsi una momentanea impennata della corsa dei prezzi: a parte i fattori ormai tradizionali dell’inizio d’anno, l’aumento dell’inflazione potrebbe rappresentare una reazione  dell’economia russa a un relativo aumento dei prezzi del greggio nel secondo-terzo trimestre del 2009.
In ogni caso, per tutto il 2010 la pressione inflazionistica sarà piuttosto moderata perciò si prevede che la Banca centrale prosegua sulla propria linea verso una politica monetaria più morbida.
Un rallentamento dei processi inflazionistici permetterà all’Istituto centrale di ridurre ancora di più il tasso di rifinanziamento, che a sua volta favorirà la ripresa del mercato creditizio. Ma ciò potrebbe non funzionare per quanto riguarda la riduzione di afflusso nel Paese di denaro speculativo: il dei tassi della Banca centrale rientra nei limiti della riduzione dei rendimenti degli investimenti sui mercati emergenti. In altri termini, anche dopo aver abbassato il tasso fino al 7-7,5% la Banca centrale non riuscirà a risolvere il problema delle operazioni speculative dei non residenti. Anche nelle condizioni dei tassi in dollari vicino allo zero, il tasso di rendimento delle operazioni carry trade rimarrà su livelli più che interessanti.
Il 29 dicembre scorso anche il premier russo, Vladimir Putin, ha annunciato nuovi provvedimenti «per attenuare » le speculazioni finanziarie: «Dobbiamo correggere le norme esistenti in modo da ridurre l'interesse del capitale speculativo», ha detto, riferendosi al forte flusso di capitali che nei mesi scorsi ha rafforzato il rublo, rendendo meno competitiva l’industria russa.
Nel 2010 sembrano piuttosto ottimistiche le prospettive del corso del rublo: la moneta russa ha tutti i requisiti per rimanere forte per tutta la prima metà dell’anno. In gran parte il rublo si rafforzerà sotto influenza degli operatori esteri, mentre quelli russi potranno ridurre la quota di capitali in valuta pregiata per sfruttare il più possibile l’ondata di rafforzamento del rublo.
Questa situazione sarà appoggiata da un’elevata domanda delle attività a elevato tasso di rischio, legata alle confortevoli condizioni createsi sui mercati monetari e creditizi delle principali valute mondiali.
 

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