Il tasso di rifinanziamento in Russia: un nuovo record al ribasso

La Banca centrale della Russia cerca di potenziare il fragile equilibrio dell’economia nazionale da cui potrebbe cominciare la ripresa - Il 25 novembre è stato abbassato dello 0,5% il tasso di sconto arrivato alla quota più bassa di tutti i tempi: il 9% - Il provvedimento dovrebbe dare una spinta all’erogazione dei crediti al settore reale dell’economia nazionale - Un avvicinamento dei tassi interni russi e quelli esteri punta a frenare l’apprezzamento del rublo.

Un nuovo record è stato fatto dalla Banca centrale della Russia che il 25 novembre ha tagliato ancora dello 0,5% il tasso di rifinanziamento, portandolo a quota 9 per cento. Sullo sfondo di un’inflazione piuttosto moderata, l’istituto ha notato i primi segnali di ripresa economica e ha deciso di appoggiare questo processo offrendo alle banche del denaro a buon mercato. La riduzione del tasso di sconto dovrà sostenere il timido processo di ripresa economica.
Una nuova riduzione del tasso di base della Banca centrale è stata decisa in primo luogo per rendere più accessibili i crediti all’economia e per stimolare la domanda finale di prodotti e servizi.
La Banca centrale ha sottolineato che la politica creditizia delle banche russe sta segnando il passo, mentre la domanda interna dei crediti poco costosi è in costante aumento. Senza poter accedere alla risorsa creditizia le aziende non riusciranno a combattere le conseguenze della crisi globale, aumentando la produzione e migliorando la qualità dei prodotti.
L’andamento degli indicatori delle produzioni industriali è rimasto poco stabile nel periodo ottobre-novembre  2009. In ottobre l’indice delle produzioni industriali è cresciuto (con i cosiddetti “fattori stagionali”) dello 0,8%, in novembre, secondo le stime preliminari al momento dell’elaborazione di questo servizio, la crescita sarebbe stata ancora dello 0,5 per cento. Senza i “fattori stagionali” la diminuzione nel periodo ottobre-novembre è stata dell’1,1 per cento.
Parallelamente alla stimolazione dell’economia attraverso l’aumento dei crediti, la Banca centrale deve frenare un esagerato apprezzamento del rublo. Gli esperti della Banca centrale della Russia si aspettano che il nuovo taglio del tasso di sconto riduca il distacco tra i tassi interni e quelli sui mercati esteri e, di conseguenza, freni l’apprezzamento del rublo, rendendo meno proficue le operazioni carry trade.
È diventato possibile ridurre il tasso di sconto grazie al rallentamento della corsa dei prezzi. In ottobre il tasso d’inflazione è cresciuto dello 0,3 per cento (dati preliminari al momento della stesura dell’articolo), mentre il tasso d’inflazione annuale (novembre 2008 - fine ottobre del 2009) ha raggiunto il 9,6 per cento su base annua. Nel corrispondente periodo del 2008 il tasso d’inflazione era stato pari al 14,2 per cento.
La Banca centrale si aspetta una riduzione degli indicatori inflazionistici alla fine del 2009 e un rallentamento della corsa dei prezzi in un periodo di tempo a medio termine: in dicembre è prevista una lieve accelerazione fino allo 0,5 per cento. In tutto il 2009 il tasso d’inflazione non dovrebbe superare il 9 per cento.
Il vice presidente della Banca centrale, Aleksej Uljukaev, ha dichiarato che l’inflazione potrebbe crescere - come  oramai da molti anni - in gennaio, ma l’aumento dovrebbe essere decisamente inferiore alla situazione del gennaio  2009.
Nei suoi commenti che hanno accompagnato la decisione di ridurre ulteriormente il tasso di sconto, la Banca centrale ha sottolineato che “le ulteriori mosse dell’Istituto centrale nel campo dei tassi d’interesse saranno determinate dalla situazione delle tendenze inflazionistiche, dalla dinamica degli indicatori delle produzioni industriali, dalla situazione sul mercato dei crediti e più in generale dalla situazione del mercato finanziario interno russo”.
A questo punto, molti analisti finanziari si chiedono se la diminuzione del tasso di rifinanziamento sarà l’ultima del 2009 oppure c’è da aspettarsi un altro taglio nel mese di dicembre?
Come ha dichiarato l’economista capo della banca Uralsib, Vladimir Tikhomirov “dal punto di vista economico l’attuale riduzione dovrebbe essere l’ultima del 2009 dal momento che il tasso della Banca centrale è sceso sotto il tasso d’inflazione”.
Ma nella politica finanziaria della Banca centrale della Russia è presente anche una forte componente politica: negli ultimi tempi il primo ministro, Vladimir Putin, ha più volte auspicato una riduzione dei tassi d’interesse per le imprese e per le persone fisiche fino alle aliquote esistenti nei Paesi industrializzati dell’Occidente, indicando esplicitamente che i tassi dei mutui per la casa non dovrebbero superare il 6% all’anno.
Vale a dire che per motivi politici la Banca della Russia potrebbe decidere in dicembre un nuovo taglio dello 0,5 per cento.
Intanto, le banche devono accontentarsi del tasso del 9% e delle seguenti percentuali per le operazioni:

  • Aste lombare (tassi minimi d’interesse a seconda dei termini di tempo) fino al 6,25% - 8,75% all’anno.
  • REPO diretto su base di gara (borsa o fuori borsa, tassi minimi) 6,25%-8,75 per cento.
  • Crediti “overnight” del 9,0 per cento.
  • Gli affari dello swap valutario (parte in rubli) del 9,0 per cento.
  • REPO diretto in base al tasso fisso del dell’8,0%-8,75 per cento.
  • Crediti con garanzie e attività extra mercato (in base al tasso fisso) dell’8,0%-9,0 per cento.
  • Operazioni di deposito (in base al tasso fisso) del 3,75%-4,25 per cento.
     


Notiziario dai mercati Csi su dati della Banca centrale della Russia