Gli investimenti in titoli russi

L’indice della Borsa di Mosca Rts è cresciuto del 7,5 per cento - Un aumento della domanda da parte è stato registrato anche per quanto che riguarda gli investimenti nelle attività legate alle materie prime - Gli istituti di credito della Russia hanno seguito la politica dei tassi della Banca centrale del Paese abbassando gli interessi sui depositi, una tendenza che prima di tutto ha interessato i depositi denominati in rubli.

 
In ottobre sulla scia del crescente interesse degli investitori il mercato dei titoli russo ha manifestato un’ottima performance: l’indice della Borsa di Mosca Rts è cresciuto del 7,5 per cento e ciò ha permesso di ottenere sul mercato dei fondi comuni dei titoli un reddito medio mensile pari al 13,67% l’anno in rubli.
Dei 177 fondi comuni 159 hanno realizzato la strategia d’investimento in titoli portando dei guadagni ai propri investitori. Negli ultimi 12 mesi il miglior risultato dei titoli gestiti dai fondi comuni è stato del 239,52 per cento.
Un aumento della domanda da parte degli investitori è stato registrato anche per quanto riguarda gli investimenti nelle attività legate alle materie prime. In seguito all’aumento della domanda dell’oro i conti metallici denominati in oro hanno fruttato in ottobre l’1,67 per cento. Negli ultimi 12 mesi il tasso di rendimento medio di questi conti è stata del 34,85 per cento, portando questo strumento finanziario tra i leader per i risparmi sotto forma di depositi bancari.
Per il resto i depositi bancari hanno deluso i propri titolari. Unica eccezione: in ottobre hanno dimostrato una buona ma non eccezionale performance i depositi in rubli.
Le banche della Russia hanno seguito la politica dei tassi d’interesse della Banca centrale del Paese abbassando gli interessi sui depositi, una tendenza che prima di tutto ha interessato i depositi denominati in rubli.
Come risultato è diminuito leggermente il tasso di rendimento reale in rubli dei depositi bancari, scendendo in ottobre su scala mensile allo 0,88% (dato medio delle 15 maggiori banche russe).
Ciononostante, la valuta russa è rimasta per il secondo mese consecutivo in vetta alla classifica dei depositi tra la trojka delle valute più popolari tra i russi (1. Rublo, 2. Dollaro 3. Euro).
Invece, il rendimento dei depositi in dollari sono stati in calo: nel solo mese d’ottobre la capacità d’acquisto della valuta statunitense ha lasciato sul terreno in Russia il 3,16 per cento. I depositi in euro non hanno registrato un calo così impressionante, scendendo comunque dell’1,83 per cento.
Nonostante l’apprezzamento del rublo degli ultimi tempi la valuta russa su base annua rimane ancora meno ‘interessante’ rispetto al tandem dollaro-euro. Il reale tasso di rendimento annuo dei depositi in rubli è stata nel periodo novembre 2008 - ottobre 2009 del meno 0,68 per cento. Con questo i depositi denominati in valuta europea hanno portato ai propri titolari i redditi (reali in rubli) pari al 19,15% all’anno, i depositi in rubli +6,44 per cento.
A causa dell’apprezzamento del rublo in ottobre la capacità di acquisto in contanti del dollaro è diminuita del 3,47% e dell’euro del 2,13 per cento.
Di conseguenza, i risparmi in  contanti in euro, tenuti ‘sotto i materassi’ hanno fruttato in 12 mesi ai proprietari un guadagno dell’11,96%, mentre gli stessi risparmi in dollari hanno perso in un anno lo 0,3 per cento.
Alla fine di ottobre il mercato russo dei titoli si è trovato nella terna secca dei leader per ritmi di crescita tra tutti i mercati emergenti (elaborazione di Standard&Poor’s IFCI).
Secondo un’analisi di S&P alla fine del mese scorso la crescita del mercato dei titoli russo è stata del 7% contro un aumento del 7,15 per cento in Polonia. I principali concorrenti della Russia nell’area Bric sono rimasti indietro (Brasile +6,4%, Cina +3,5%, India -4,2%).
Il mercato russo di Eurobond ha seguito su grandi linee la performance del mercato dei titoli, dal momento che la domanda è stata stimolata da fattori più o meno dello stesso tipo. Per la fine del mese di ottobre le quotazioni dell’emissione più liquida di Eurobond sovrani trentennali sono cresciute al 111,5 per cento del nominale (+2,2%). Con questo lo spread di questi bond agli US Treasuries decennali si è ristretto di quasi 55 punti di base, costituendo al 31 ottobre 2009 circa 215 punti di base.
Il tasso di rendimento su base annua dei bond russi è sceso dal 6% al 5,62%, mentre quello degli UST con maturità nel 2019 è cambiata nel corso del mese in maniera meno espressa (il 3,47% l’anno contro il 3,31% l’anno della fine di settembre).
 


Notiziario dai mercati Csi