Si esaurisce la risorsa creditizia dello Stato
L’agenzia Standard & Poor’s ha valutato positivamente gli sforzi del Governo, volti a stabilizzare la situazione finanziaria delle banche russe - La banca statale VEB concederà alle banche gli ultimi 20 miliardi di rubli di crediti subordinati rimasti – La domanda da parte delle banche russe è di 100 miliardi, ma il Governo ha deciso di sospendere il programma.
Nella sua ultima analisi l’agenzia di rating internazionale Standard & Poor’s ha denunciati i rischi di sistema che si presentano davanti al settore bancario russo. Dopo aver analizzato i rischi-Paese del settore bancario russo, l’agenzia gli ha assegnato l’ottavo posto dei dieci possibili
Secondo gli analisti di S&P, nonostante un rallentamento della recessione la situazione finanziaria degli istituti di credito russi continua a peggiorare. L’aumento della quota delle attività tossiche rallenterà il periodo di ricovero del sistema bancario russo, aumentando nello stesso tempo la sua esposizione a nuovi stress potenziali. L’insieme di attività tossiche che, in base alla metodologia di S&P, comprendono i prestiti ristrutturati e le attività estrapolate per rimborsare i debiti, rischiano di raggiungere al termine del periodo della recessione il 40% dell’intero portafoglio creditizio delle banche. Di conseguenza, la necessità di costituire delle riserve supplementari inciderà negativamente sui rendimenti e sulla capitalizzazione delle banche russe nel periodo 2009-2011.
Gli esperti di S&P si aspettano un’ulteriore riduzione della quantità di crediti erogati all’economia in seguito a un aumento dei rischi creditizi, ma soprattutto alle difficoltà che le banche russe incontreranno durante la ristabilizzazione del proprio business.
Nello stesso tempo gli esperti dell’agenzia hanno valutato positivamente gli sforzi del Governo volti a stabilizzare i mercati interni e in particolare il settore bancario, soprattutto nel momento più difficile, legato alla crisi di liquidità. Il sostegno offerto dal Governo e dalla Banca centrale ha permesso agli istituti di credito di far fronte alla crisi di liquidità e ancora di più alla fuga dei depositi bancari nel quarto trimestre del 2008. Gli aiuti centralizzati hanno permesso alle banche di accumulare abbastanza mezzi per rifinanziare i crediti ottenuti sui mercati interno ed internazionale. Queste misure, sottolineano gli analisti di S&P, hanno permesso di evitare un’ondata di bancarotte nel settore bancario e di fermare un ulteriore peggioramento della situazione del settore.
Per elaborare un programma di sostegno del settore bancario durante gli ultimi mesi del 2009, il vice premier Igor Shuvalov ha incontrato alla fine di settembre ministro e banchieri. Nel corso dell’incontro il presidente della banca statale VEB, Vladimir Dmitriev, ha dichiarato che la sua banca ha ricevuto un numero esageratamente alto di richieste da parte delle banche commerciali per la concessione di crediti subordinati. Per soddisfare tutte le richieste ci vorrebbero come minimo 100 miliardi di rubli.
La concessione dei crediti subordinati alle banche è stata una delle misure anti crisi che ha permesso a molti istituti in difficoltà di funzionare normalmente. Questi crediti vengono inglobati nei capitali che permette alle banche di continuare a funzionare anche con perdite in aumento e durante la crescita dei crediti scaduti. Inoltre, l’erogazione dei crediti subordinati puntava a “nutrire” l’economia reale: le banche dovevano canalizzare i crediti ricevuti da VEB nel settore reale a condizioni speciali.
Attualmente in mano a VEB sono rimasti 20 miliardi di rubli, mentre le richieste delle banche ancora non soddisfatte hanno superato la cifra di 110 miliardi di rubli, di cui richieste per 60 miliardi di rubli sono state analizzate e approvate.
La Banca centrale ha però opposto resistenza allo stanziamento di fondi supplementari: il primo vice Governatore di Tsentrobank, Aleksej Uljukaev ha dichiarato che la situazione dei capitali bancari si sta stabilizzando, la sufficienza di capitali è del 19% con il limite minimo pari al 10%, le banche sono riuscite a creare delle riserve pari a 1.500 miliardi di rubli. “non c’è bisogno di aumentare il programma di crediti subordinati”, ha dichiarato Uljukaev. La posizione della Banca centrale è stata appoggiata dal ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin.
Durante la distribuzione dei 20 miliardi di rubli rimasti, la banca VEB intende rispettare il principio tempistico: chi si era rivolto per primo ha maggiori possibilità di vedere soddisfatta la propria richiesta. Ma la somma rimasta a VEB si esaurirà rapidamente: soltanto la banca Uralsib ha presentato una richiesta per 6,6 miliardi di rubli.
Notiziario dai mercati Csi